The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

18 settembre 2005

La Markelo Uffenwanken GmbH & Co KG

Filed under: — Franz Krauspenhaar @ 17:21

(Fabbricante di fotomontaggi verbali, dada-ingegneria, protopostfuturismi, distributore di opinioni a raffronto, applicazioni tecniche, ecc.)

Blog fondato nell’agosto del 2004 da un momento all’altro, vi ho cominciato a pubblicare pezzi firmandoli con il nickname di Markelo Uffenwanken, in assoluta segretezza. Volevo sperimentare la forma blog in prima persona, dopo un po’ di frequentazione altrove, soprattutto su Nazione Indiana. Il nick mi piaceva anche perché evoca un incrocio di cosiddette razze, evoca il meticciato. Il nome Markelo a me richiama il Sudamerica con l’ intermezzo di una K, per ovvie ragioni la mia consonante di riferimento; Uffenwanken, inevitabilmente, il Nordeuropa.

Questo nick è mutuato da un videoclip del cantante e compositore inglese George Michael, precisamente quello del singolo “Outside” di qualche anno fa. All’inizio del video vengono mostrati i titoli di testa di un finto film porno nordico anni 70: una bionda molto sexy si sta spogliando davanti a un uomo palesemente eccitato, e i titoli di testa in rosso fuoco scorrono fino a quando compare la scritta “Regie” (o qualcosa del genere) Markelo Uffenwanken. Che dunque è il nome di un finto regista porno di un finto film porno nordico anni 70 presente all’interno di un (vero) videoclip di musica pop di produzione abbastanza recente. L’idea mi divertì subito, e mi piacque molto anche come quel nome suonava e risuonava. Wanken, in tedesco, significa tra l’altro “barcollare”. Mi pareva divertente anche questo particolare.

Dopo circa un mese – o forse anche meno – venni indotto a confessare da alcuni amici scrittori e frequentatori di blog letterari che riconobbero nelle morbide sfuriate di Markelo Uffenwanken il mio stile. E così dovetti fare il mio internettico outing. In fondo non aspettavo altro che di essere scoperto. Poco tempo dopo aggiunsi una ragione sociale tedesca al blog: GmbH & Co KG, che significa, all’incirca, società in accomandita a responsabilità limitata. Mi autonominai quindi “Amministratore Unico” di questa “fabbrica di parole”.

Da un inizio sotto il segno dell’anonimato tipico della maggior parte dei blog e in “solitaria”, si sono aggiunti via via a collaborare altri scrittori: taluni esordibili, talaltri esorditi, altri ancora già al secondo o terzo libro; e poi scrittori perché scriventi ma in altre faccende solitamente affacendati. Il blog – o webzine o e-zine che dir si voglia- è diventato sostanzialmente un multiblog irradiante da una “centrale operativa”, che ero io. Un quotidiano online apparentabile a una rivista culturale. In un anno di attività M.U. ha distribuito nella rete 556 post, alcuni dei quali hanno superato il centinaio di commenti. Tutto nel segno della trasversalità, senza rubriche di supporto, eruttato, quasi, con schizofrenica imprevedibilità, secondo il mio umore, la mia ispirazione del momento. Da un pezzo di satira a una poesia tragica, da una recensione di ottimo livello a un’ incursione nel trash per tornare, magari, a un’intervista d’autore il giorno dopo. Dal basso all’alto e viceversa. Poesie, racconti, reportages, pezzi di costume, citazioni, aforismi, articoli di politica, d’ attualità, sparate protopostdadaiste, polemiche, prerecensioni. Per me è stato divertente e stimolante; ed è stato un vero piacere accogliere altri scrittori e poeti nella mia fabbrica virtuale, in un clima il più delle volte, se non proprio disteso, spesso ironico, a volte goliardico, raramente urlato. Quasi di colpo, la fabbrica (o “fabbricone”, come ho sempre amato chiamarla) ha chiuso i battenti. Io cerco di fare le cose meglio che posso; e se non ho la possibilità di mantenere uno standard di un certo tipo preferisco non fare. Tra il fare male o così così e il non fare preferisco, appunto, l’inazione.

Se la responsabilità di un gestore di blog (che può essere aperto gratis da un giorno all’altro e in pochi minuti, e altrettanto velocemente chiuso) è dunque limitata, è però anche vero che piantare in asso un archivio piuttosto considerevole sarebbe stato un gesto ( o meglio un non gesto) di poco stile e intelligenza. Pertanto ho deciso di trasbordare questo archivio dall’indirizzo originario (www.uffenwanken.splinder.com) su questa nuova piattaforma WordPress (grazie al lavoro del valente Jan Reister) integrandola con il mio sito personale www.markelo.net, che già esisteva seppure in una veste e in una funzionalità abbastanza artigianali. Il blog Uffenwanken, per le ragioni a suo tempo spiegate nel mio ultimo post, è appunto chiuso; ma ho la possibilità di riaprirlo, nella forma per me più congeniale, in qualsiasi momento, e su questa stessa piattaforma. Il futuro è là, che ci attende sconosciuto; e al momento, pur essendo in attesa, inesistente. Forse, anzi, niente ci attende. O meglio, niente che possiamo conoscere.

Mi piace pensare che questa mia “fabbrica di parole” abbia dato, oltre che spunti di riflessione, piacere nel lavoro; se è inevitabile che lavorare stanca, può essere però meno stancante e senz’altro utile far finta di lavorare o lavorare virtualmente, producendo parole. Ma è anche vero che le parole sono esplosive come granate, a volte. E a volte, invece, si accartocciano su loro stesse come foglie in ottobre. O si sparano tra loro come gangstarapper. Sono pezzi di bachelite grezza che possiamo trasformare, se non in oro ( almeno non sempre) perlomeno in qualcosa di contundente – anche nel senso meno violento del termine. Le parole sono piume e pietra, e talvolta, persino, combinate tra loro in certi modi misteriosi, divengono il risultato della mescolanza di cielo e terra.

Con i piedi piantati per terra e gli occhi rivolti al cielo dei nostri sogni, noi scrittori cerchiamo di esprimere in maniera personale amore, rabbia, tenerezza, disgusto, tutto ciò che è possibile vivere dentro e al di fuori del nostro corpo e della nostra mente. L’arte della scrittura può “scientificamente” provare l’esistenza dei nostri sogni più intensi.

Franz Krauspenhaar

(Settembre 2005)

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