The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

30 giugno 2010

Io sono la scimmia, l’uomo è superato

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:28

big_scimmie

Io sono il più figo, il più tremendo,
con tutte le ragazze sono come
il rocky roberts, con manetti di passion,
e io spakko tutto, e io rockabilly,
io vinco io slargo io svello,
io sono il più figo der bigonzo
er cecio alto, il fungo atomico
il forzaotto, il poeta salvifico
il crepapadrone! tutto va bene
il figo dei fighi, il super dei supra, (more…)

29 giugno 2010

Per Pietro

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:29

Addio Pietro,
tu tragico eroe strampalato.
Oggi è stato nominato
il Grande Fratello sbagliato.

[R.I.P.]

27 giugno 2010

L’amore e il rispetto

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 12:01

abendsee

L’amore non ha rispetto, ma lo vuole,
egoista e scontento quando non ha
il richiesto, e non dà che le briciole
buone, leccate come dal cane, il bianco
e pure il nero, alla cintola del padrone
lungo i fianchi e il vento più freddo. (more…)

23 giugno 2010

Semistronzo [tiger blues]

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 11:49

tigre_gilberto_cappellin

Esibiamo le braccia lungo noi come cartelli stradali
come rimozioni forzate prima di schiacciare il pedale,
io mi ritengo un semistronzo, e citando la signora (more…)

20 giugno 2010

Il sarago

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 11:43

sarago

Ieri è morto saramago, e mi è venuta
la parola sarago. Ho pensato a Pozzetto
in un film:diceva a ad Aldo Maccione
questa parola, che significava cazzo.
Lo so che è morto un Nobel che però
pur non avendone lette che poche
pagine diceva che il sacro non è sacro. (more…)

18 giugno 2010

Chiudo i commenti.

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 00:38

Dopo recenti, sgradevoli esperienze, ho deciso di non accettare più commenti. Questo finisce di essere un blog. I commenti – qualsiasi commento – verranno tutti cancellati. Sono stato vittima di attacchi da parte di due persone da me indesiderate, e prima che debba ricorrere alle denunce, preferisco chiudere sul nascere. Mi scuso con i commentatori seri, che ringrazio.

14 giugno 2010

Unguento

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:02

greenabout

E leccare i tuoi capelli,
le tue ciglia, le labbra,
il mio sesso s’inarca
per impervie curve,
fino a discendere
nell’umido tuo, raccolta
d’ogni pena, follia
lussuria, tu unguento
delle mie battaglie.

[Immagine: FK – Greenabout.]

13 giugno 2010

Haikutristezza

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 11:52

bluefritzlang

La strada
tra di noi
è interrotta.
E la tristezza
è l’unico ponte
che io posso
attraversare.

[Immagine: FK – Bluefritzlang.]

11 giugno 2010

L’eleganza nell’amore

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 00:17

pornoavanzato

Mi piace la grazia nel dire le cose più sgradevoli
e – mio caro – sappi anche l’amore io lo faccio
con eleganza. Quando dico cazzo, è l’eleganza
che parla. “Voglio tanto cazzo“, ti dissi quella
notte al mare, ricordi? Bene, non ricordi
l’eleganza classica della dizione? Io sono
una perfetta donna perbene, di famiglia
perbenissimo. I miei uomini sono stati tutti
perbene, a parte tu, che sei un maleducato. (more…)

9 giugno 2010

Corde del sogno [seconda e ultima parte.]

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 23:45

carl marinaretto

BIONDO FERRO

Alici, e spaghetti con le vongole, veraci. Soleado al cartoccio, mele d’ordinanza, scampate al diluvio universale. Il suo culo è una mela originaria. Filetti scoscesi di roccia, sorpassata da una spider, nel cucciolo cuore cremoso del pomeriggio addormentato. Mineralwasser. Un timballo di speranza di essere amati, una lasagna al forno nel caldo della passione sfrenata. L’accensione libidinosa delle trofie al pesto, la menta fredda nella gola come fosse uno scaricare l’orgasmo da lui a lei. Il sole che dà illusione ottica di solarità, Ostia nel caldo torrenziale, gli anni Sessanta in melamina, cupole di spaghetti al sugo controvento, in una sola folata, nel sudore di canottiere traforate, stavo guardando cent’anni dopo un film del ‘67, Colpo di sole. Bambini che ascoltano Luglio, e uno di questi sono io. La mamma mi deterge il sudore, dolce madre mia che guarda da sotto lo statuario mio padre, l’omone. Io biondo come il grano maturato, sorrido d’azzurro sulla pineta ammantata di cielo. Come un piccolo morto vago per le nuvole basse e tese in una versione stralunata della mia vita, un’alternativa di paradiso. Oso pensare alla sensibilità della pelle, scatola dei sentimenti e del profondo, incavato da inverni e primavere grigie e nere. L’ingegner Kunz ci porta sul motoscafo: mia madre, radiosa, aspetta in pancia mio fratello, io sono contro l’aria, mio padre ha i capelli scompigliati e muove il volante. Spaghetti all’arrabbiata, birra Spluegen, ne bevve quattro litri, salì sull’auto e guidò fino a casa come se niente fosse. Ora scrivo le memorie di un bambino. Spaghetti aglio olio e peperoncino, mille anni dopo, in una terrazza estiva, assieme a spinterogeni umani a cavaolio di cervella stantie, mugolano il piacere del normale, a rucola dessertati, spumanti volitivi, modaioli, crassi. Sono sopravvissuto a tutto questo. E poi a tragedie, e ad assedi del mio cuore. E a battaglie quasi perse in partenza. Ma io sono biondo ferro battuto e mai vinto.

[Pubblicato nell’antologia “Sognando a Parigi”, Verso l’arte Edizioni, 2010. Immagine: FK – Carl marinaretto.]

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