The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

29 agosto 2009

Sentinella

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:57

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Sono irritante, sono innervosente
una catena montuosa di punture,
cambio il mio umore come fosse
nulla, separato dal corpo, mio,
che ti conosce. Ebbro di nulla,
solo acqua; e del pane nero.
Il ricordo, tedesco. Io so dove tu sei,
immagine che mi è nel fuoco e nel
blu di notte, in tutti i muri che vedo,
nella bellezza che ascolto, droga
netta, che liquida non entra, ma
giù scende. Risonante come un gong
dentro lo stomaco; tu sei qui.
A nulla vale la stanchezza della sera,
il correre sotto il sole aspro, la luce di
un’idea che non sia l’idea pura di te.
Sono irritante, sono innervosente
sono arrischiato a tutto, o quasi.
Non alla cappa, non al mantello,
non alla fuga. Sono sentinella.

[Immagine: FK – Abendsee.]

26 agosto 2009

grandi momenti [quasi una folla]

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 15:12

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io i miei grandi momenti li passo in salotto/io in camera da pranzo/io da letto/ io mangiando una bistecca di milonga/anch”io, ma con l’uovo sopra, alla bismarck/ io pronosticando infarti ai miei tanti nemici/io amando le trabant con lo snobismo dei puri di cuore/ io amando tom cruise/ io spaziando tra le stelle in un’odissea lunga 90 minuti/ io calciando un pallone da calcio verso una bottiglia di ballantine, sognando che lo facesse anche george best/ io sconfiggendo il cancro di mia moglie a mani nude/ io andando in vacanza nel complesso turistico dove si parla sempre con la bocca piena / io amando dio quando mi conviene/ io no, amandolo sempre perchè mi conviene/ io credendo nell’ateismo, migliorandolo, inventando dei riti, pregando quasi con rabbia perchè dio non appaia/ io rubando sacchetti di cipster nei supermercati despar/ io guidando una bentley di terza mano/ io scopando con le cameriere al piano, roba di livello/ io pulendo con il buldol i miei 4 oscar/ io guardando “maradona” di kusturica, o “kusturica” di maradona, è lo stesso / io, invece ,guardando “viale del tramonto” con una mascherina nera sugli occhi/ io, guardate un po’, misurandomi il pene/ io picchiando mio marito con la spranga che usa allo stadio/ io invece picchiando mia moglie con un cucchiaio di legno per il brodo ma solo su sua esplicita richiesta/ io inginocchiandomi nel vero senso del termine davanti ai clienti/ io vendendo terra bruciata intorno a me e soprattutto a loro / io comprando migliaia di cose inutili per gli altri, ma non per me/ io leggendo tutti i libri di Easton Ellis e trovandone un grande giovamento a livello del tono dell’umore/ io facendo footing una volta l’anno sperando ogni volta nel colpo fatale/ io adottando a distanza faccette nere delle quali me ne frega parecchio, forse perchè non le ho intorno/io sperando che tutto passi/ io che tutto cambi/ io no, che tutto finisca/ io che ci sia qualcosa o qualcuno dopo la morte/ io che ci sia la vita qui anche dove non la vedo/ io murando vivo mio padre a ogni suo compleanno/ io leggendo quel testa di cazzo di franz krauspenhaar/ io ascoltando ad occhi chiusi top of the pops col televisore a volume bassissimo/ io innamorandomi di fabrizio de andrè anche se è morto/ io ascoltando shostakovic pensando a mahler, come quando uno o una fà l’amore col partner e pensa a un altro/ io baciando il culo al papa/ io amando profittevolmente berlusconi/ io guardando “mamma roma” con una pistola accanto ma senza spararmi/ io sentendomi un leone in gabbia, sentendomi un uomo.

[Immagine: FK – Abendsee 5]

22 agosto 2009

Tanghèro

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:37

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Sono esasperato, ma non so da cosa. Forse da tutto. Forse da niente, vale a dire il solito niente che viene contenuto nel tutto, in una capsula enorme ed estrema di persone che si muovono verso una risata, un sorriso stiracchiato, un movimento di bacino al corso di tango della sera sprecata. Ho sempre pensato che il tango, oltre a una perdita di tempo dilatata, spalmata sul corpo in movimento, abbia ben poco a che fare con l’erotismo, come tutti o quasi affermano invece con la convinzione dei credenti presbiteriani. Io ho visto talvolta in televisione e in qualche sala da ballo un uomo e una donna che girano su loro stessi e si infilano le gambe tra le cosce al ritmo di una musica deprimente. Astor Piazzolla, uno dei più grandi compositori del ‘900 (anche se questa affermazione la faccio più che altro per sfogare una gran voglia di essere banale senza farmi scoprire troppo) non suonava del tutto questa musica melensa e al contempo malinonica, ma una sua “riabilitazione” creativa da esportazione. Il tango dovrebbe rappresentare la passione amorosa, mentre a me suscita la depressione post-coitum senza coitum, come andato praticamente in bianco, un effetto collaterale senza aver preso nessun medicinale. Il tango è il pallone dei mondiali d’Argentina, quello costruito dalla Adidas e dalla Puma; il tango è una specie di diminutivo di tanghero, il tipo “fine” che nelle balere mostra preferire la mazurka al ballo dei tanghèri – oh quanto sono indispensabili gli accenti, talvolta. Oppure no, stavolta: possiamo mettere insieme i due tangheri – con o senza accento – perchè tutto sommato, a guardarli con attenzione, si assomigliano. “I duri non ballano”, titolò Norman Mailer un suo libro. Non so se sia del tutto vero: certo ballare è in qualche modo arrendersi a un amore recitato. Come quello dei postriboli. O di milioni di matrimoni.

15 agosto 2009

Pericolo pubblico

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:07

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Come ti dicevo, tempo fa,
pochissimo, ore forse,
sei un pericolo pubblico.

Le auto s’incidentano
i motoscafi s’incendiano
gli autocarri ruzzolano
le moto vanno a esse
contro qualsiasi muro. (more…)

10 agosto 2009

Berlino, sogno

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:50

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A Berlino che giorno è lo street fashion fa victims tutti i giorni appollaiati in Alexanderplatz dicono aufwiedersehn e Franz resuscita al Cafè Doeblin.

Nel frastuono techno, tra lounge minimal e ambient cova l’ansia

Unter den Linden,

ma poi svanisce nel terso sole. (more…)

7 agosto 2009

Arno Schmidt:il potere della letteratura contro la retorica verbale.

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:11

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Nel 1953 lo scrittore tedesco Arno Schmidt dà alle stampe Dalla vita di un fauno, che fa parte della trilogia “Nobodaddy’s Kinder” la quale abbraccia in una stretta narrativa il periodo che va dalla seconda guerra mondiale fino all’era postatomica di un immaginato conflitto mondiale. Schmidt (1914-1979) fu un autore di culto. Erede ribelle dell’espressionismo, lo superò diventando con il duro lavoro svolto nel suo isolatissimo laboratorio il capostipite dello sperimentalismo nella letteratura tedesca contemporanea. Considerato da molti illeggibile, Schmidt è uno scrittore che va semplicemente letto e riletto, consumato con pazienza e dedizione; fu un “battitore libero”, un anacoreta della letteratura, un prismatico “taglialemma”, nel senso di uno scrittore che spesso frantuma le parole che usa per crearne altre con un virtuosismo che si sposa – con esiti inauditi- assieme a una vena profonda di humour. Arno Schmidt è stato un personaggio complesso, che ha edificato una sua personale babele linguistica nella sua lingua madre; un uomo che costruì mattone su mattone la sua letteratura lungo decenni di lavoro solitario e senza compromessi. (more…)

4 agosto 2009

American gigolò (un inchino a un film.)

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:54

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Avendo visto per la decima volta, forse, American Gigolò di Paul Schrader, sceneggiatore benemerito di Taxi Driver di Scorsese e regista in proprio di alcuni capolavori hollywoodiani, mi preme dire alcune cose, alcuni pensieri che mi sono venuti a trovare, come sempre a tradimento, dopo la visione. (more…)

1 agosto 2009

Goethe

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 10:54

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Goethe navigava con la testa
e con le gambe solcava terre
e conosceva posti, e donzelle
e menti, e tutto. Goethe era
tedesco, di Francoforte. Era
forte, romantico e sapeva
tante cose. Artista, pensatore,
poeta. Romanziere. Goethe
parlava del dolore con leggero
tocco, era tedesco e del sud,
di tutti i mari non suoi, era
Gregory Corso. Vestito bene.
Goethe è ancora tra noi:
nelle voglie di non separare
ragione e sentimento, di
essere fuoco e luce, di andare
per la via d’una supposta
verità. E’ sale, è terra, è una
migrazione di idee, è Europa
carrozzata, e membra avvinte
all’amore. Goethe ci parla,
ancora e ancora, dai suoi libri
immortali, sereni nella colpa,
ardenti nel pensiero, tesi verso
la vita. Goethe era mago, era
avverso al brutto, era nipote
dei filosofi del bene, del riscatto.

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