The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

11 febbraio 2009

Title track

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 21:57

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Ti ho vista, attricetta. Ti ho vista camminare con lui per la via del lusso giovane. Siete entrati in un negozio di abbigliamento. Sono stato a guardare dentro la vetrina per quasi un’ora. Eravate scomparsi alla mia vista, come esclusivi, come involti in una protezione tessile di gran marca. I miei occhi erano chiusi, come se avessi messo un tappo nero all’obiettivo della Canon. La mia. Quando siete usciti ho gettato a terra la sigaretta appena accesa e vi ho seguiti.

Ti ho vista, vi ho visti. Non sono per niente contento di questo vostro matrimonio. Da quando l’hai sposato – e io e te sappiamo bene come, mentre soltanto lui, forse, non ha afferrato il concetto – la sua musica è peggiorata.

Sweet lamp non è un album che puo’ stare degnamente accanto ai precedenti. Lasciamo stare proprio Sweet lamp, la title track: nessuno l’ha detto, nemmeno ipotizzato, ma sono pronto a scommettere che quella canzone lui l’ha composta prima di conoscerti. C’è ancora tutta l’energia di un ragazzo geniale alle prese con le sue grandi scoperte. Alle prese con la sua vita. L’introduzione ricorda forse un po’ troppo Alien mother, di sei anni fa, la title track del suo secondo album. Ma per il resto la canzone è perfetta, la canzone è lui. Dunque tu sei venuta dopo, sei altra aria, altra muffa, altra puzza insostenibile di chiuso.

Per il resto Sweet lamp – l’album, voglio dire – non vale un decimo di ognuno dei suoi dischi precedenti. Aveva un contratto con la BMG da onorare, doveva registrare il disco entro marzo, e l’ha fatto. E’ un professionista, nonostante te, attricetta. Attricetta di svaporate soap da ora di pranzo. Coniglietta in sovrappeso. Stupida ciarlatana da telequiz. Te lo sei portato a letto l’anno scorso a maggio, l’hai fatto tuo con chissà quale pozione acquistata da chissà quale megera dell’East End. Ed eccovi sposati, lui completamente rimbecillito da un amore senza spiegazioni, da un amore falso come certe note dolenti suonate in una prova stanca, a notte, quando tutta la band è sfinita.

Sei arrivata tu, attricetta. E la sua mirabile capacità di trasformare in oro musicale qualsiasi traccia del passato e del presente, la sua capacità di rielaborare Beatles e Stravinsky, Schifrin e Madonna, Morricone e i ritmi latini è andata tutta quanta a puttane. Ha composto e prodotto Sweet lamp, un album di canzonette dalle zampe corte, asfittiche, che girano a vuoto, senza nerbo. Ogni tanto si accende qualche piccola luce proveniente dal passato, ma non basta, non puo’ bastare.

In November caterpillar , il suo terzo album, era riuscito a catturare persino l’onda cosmica dei Pink Floyd e a farli rivivere benchè trasformati in versione acustica, con tre elementi della sua band e il suo Hammond disperato e la sua voce ingolfata da ragazzo che s’è perduto. Era stato il capolavoro. Richard Wright, il leggendario tastierista dei Pink Floyd, prima di morire sentiva in loop proprio November caterpillar – lo affermo’ la moglie in un’intervista poche settimane dopo il decesso.

Sei arrivata tu, e hai distrutto un grandissimo artista. Te lo porti a spasso come un cane. E’ il tuo cane londinese. Ogni tanto un fotografo vi immortala per lo spazio breve di un settimanale scandalistico. Tu sorridi sempre. Lui è triste, sconfitto. Innamorato di te, e percio’ alla fine. Segnato per sempre. Ama colei che lo sta distruggendo, che lo fa ingrassare nei ristoranti alla moda, che lo porta in società come si porta a spasso un prodigio d’autismo disperato. Che gli fa conoscere il suo ex amante alla Camera dei Lord. Tu, attricetta da niente, puttanella senza dignità, lo stai uccidendo nella cassa armonica della sua anima, nella creatività, nel piglio, nella gioventù, nel genio. Con te al fianco è finito.

Vi seguo ancora per un pezzo. Sotto al giornale ho la integerrima Smith & Wesson. Non ha mai sparato un colpo. Forse è meglio chiudere con tutto. Ti voglio viva, disperata, vedova di un grande musicista, per tutto il resto della tua vita. Voglio che tu venga ricordata per decenni, forse secoli, per via  della sua morte per omicidio.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Title track.]

5 Comments

  1. “November caterpillar” era anche il mio albun preferito, l’avevo eletto a mio personale “disco del secolo”. Ora lo odio con tutta l’anima, anche se quelle dodici tracce continuano a risuonarmi giorno e notte nella mente. E per molte ragioni lo odio. Non ultima quella per la quale mi trovo qui, in questo buco dal quale non uscirò mai più. I miei avvocati hanno parlato di suggestioni da overdose musicale, di incapacità di intendere e di volere in “quel preciso momento”, ma i giurati e il giudice sono stati irremovibili… Nessuno potrebbe mai credere che un pezzo così melodico come “I’ll kill my wife”, la quinta traccia della tracklist, sia la causa di tutto. A volte penso che sia colpa delle sovraincisioni, quell’abbondanza di archi e il richiamo lontano dell’oboe in sottofondo… Però, cazzo, nessuna donna, nemmeno tua moglie, può gridarti nelle orecchie “la cena è pronta!”, e proprio mentre stai ascoltando quel capolavoro.

    Scusa lo sfogo, ma il tuo pezzo, non fa che acuire i rimpianti…: lo stereo che le ho scaraventato addosso era un fuorimercato da intenditori, un vero impianto da collezionisti.

    Grazie, tuo c.d.

    Commento by c.d. — 11 febbraio 2009 @ 23:26

  2. Scusa, fk, ma nella foga mi è scappata una virgola dopo “ma il tuo pezzo”. Capiscimi, tu che puoi, ma proprio stasera stavo mentalmente cercando di ricostruire, nota dopo nota, l’ottava traccia, la mitica “Infinity floating points”. Tra l’altro avevo anche il singolo, in vinile deluxe, come tutti i dischi della collezione.

    Grazie per la comprensione, caro.

    Ti aspetto, tanto prima o poi verrai a farmi compagnia…

    Tuo c.d.

    Commento by c.d. — 11 febbraio 2009 @ 23:40

  3. non ho capito niente, garissimo. anzi, nemmeno una beneamata cidda tosta. chi sei? il c.d. nel senso del compact disc?

    Commento by franz krauspenhaar — 12 febbraio 2009 @ 21:27

  4. Non si preoccupi, Dottor Krauspenhaar, è tutto di nuovo sotto controllo: c.d. era riuscito ad eludere per un attimo la nostra sorveglianza ma, come vede, l’abbiamo subito ripreso.

    Ammetterà, comunque, che di musica ne capisce: “November caterpillar” è davvero un capolavoro epocale.

    Suo Felix Dottor Peyote.

    p.s.

    Spero di vederla, il 16 prossimo venturo, al “convegno” organizzato dal Prof. De La Furlance in quel di Milano.

    Commento by Felix Dottor Peyote — 14 febbraio 2009 @ 01:53

  5. ah ah ah! che piacere trovarla qui, esimio professore! come sia? casca a fagiolo, perchè in questo periodo il dottor carotenuto è con medici senza frontiere a curare un gruppo di scimpanzè schizofrenici nel borneo e allora… sa, mi servirebbe la solita ricettina di cadaverilene malmostato… può? ritirerei in settimana!

    grazie dottore!

    Commento by Franz Krauspenhaar — 15 febbraio 2009 @ 01:53

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