The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

29 ottobre 2008

La mia naja, tra sogno e realtà su Lpels

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 14:36

Su La Poesia e lo spirito un mio racconto-verità già apparso su La Tribuna del Mezzogiorno: La mia naja, tra sogno e realtà.

Svizzera interna [REPRISE]

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 09:00

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Verso montagne blu, contro cieli colore
del mio solo compagno, l’orologio d’acciaio.
Incespicando betulle al passaggio contorto
di piaghe. Venute dal nord. Eccole ai rami,
restano attaccate come foglie dalle nervature
di mascara, per occhi di bosco. (more…)

26 ottobre 2008

Triptyque su Nazione Indiana: Krauspenhaar-Petrova-Ruffilli

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 00:38

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Su Nazione Indiana, a cura di Francesco Forlani, da ieri sera tre poesie insieme: una mia, una di Alexandra Petrova, e una di Paolo Ruffilli. Un “triptyque”. Leggi.

[Immagine: FK – Autobahn Neuss- Duisburg – 2008]

24 ottobre 2008

Dalla clinica psichiatrica [REMIX]

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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Scriverò un’altra sfilza
edificante, l’assaggio sale su
chiodato per la gola. Ensor lo vidi
persino al museo, tra
le sue maschere, come
il salumiere tra i clienti fissi.

[nome delle creature quello vero] (more…)

23 ottobre 2008

Diario di un milanese # 2 su www.ibridamenti.com

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 13:09

Oggi seconda puntata su Ibridamenti di Diario di un milanese, il mio diario lirico-lisergico. Wooow!!!

22 ottobre 2008

Cover girl, di Wolfgang Flur

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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Continua il breve viaggio nella musica elettronica tedesca, a partire dai Kraftwerk. Dopo Karl Bartos, co-autore di varie melodie entrate nella storia coi Kraftwerk, è la volta del percussionista Wolfgang Flur, attivo nel gruppo di Duesseldorf dal 1973 al 1987. E autore di un libro controverso sulla lunga esperienza musicale e umana, “Io ero un robot“, uscito qualche anno fa. Flur è quello che, anche attraverso il libro, è stato il più polemico verso gli altri compagni, Ralf Huetter (la mente melodica) e Florian Schneider (la mente tecnica) in testa. A sentire ciò che ha espresso dal vivo e seguendo alcune interviste, Flur mi appare però come il più poliedrico: non solo musicista, ma anche intrattenitore, scrittore (per quel che ho letto del libro, cioè stralci, non particolarmente brillante) ma sicuramente uomo colto. Come il collega Bartos, la sua produzione solista – col marchio Yamo – segue la scia dei Kraftwerk anche per quello che riguarda gli appigli tematici. E’ il caso di questa Cover girl, che segue il famoso singolo dei Kraftwerk The model. Se in quel pezzo lontano la modella era quasi un’idea astratta, una specie di crittogramma, ora, in Cover girl, siamo ai nostri tempi, alla ragazza-copertina, appunto; e ne viene fuori una storia, la salita e la caduta tramite uno scandalo. Il simbolo, la rarefazione, l’astrazione qui vengono sostituiti da una musica più calda, sempre ipnotica, semplice, sensuale e di grande impatto; e lo show della ragazza sul palco riporta alla “carne” di una realtà pulsante.
Ecco il video di Cover Girl

20 ottobre 2008

The camera

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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E’ un periodo così. Mi va di divagare. O forse questo periodo dura da anni? Forse da quasi 48? (La mia quasi età). Comunque sia, ecco un altro esempio di krautrock, questa volta tra passato e presente. Il pezzo di cui pubblico il video è di Karl Bartos, ex percussionista dei Kraftwerk. Nel 2003 Bartos ha pubblicato un concept-album (che belli che sono, anzi che erano, perchè pochi li fanno ancora, i concept). Si chiama Communication, rimanda alla techno, a sonorità sempre e comunque elettroniche, al sound dei Kraftwerk. (more…)

18 ottobre 2008

Recensione-specchio di EMP di Maddalena Mapelli su Ibridamenti.

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 12:38

Da qualche giorno è partita la fase due del progetto Ibridamenti, un blog multiautore coordinato dalla studiosa Maddalena Mapelli. Io ne faccio già parte con una rubrica settimanale, Diario di un milanese. Qui la “recensione-specchio” (vedrete di che si tratta leggendo e anche guardando) a Era mio padre. Un grande grazie a Maddalena per questa lettura “altra”, diversa, piena di suggestioni.

Vs. affezionatissimo,

17 ottobre 2008

Qualche giorno dopo. Una lettura personale di EMP di Paola Castagna

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 09:24

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[Paola Castagna è una brava poetessa mantovana alla quale mi lega una bella stima e un’amicizia ormai da qualche (lungo) tempo. Pubblico questa sua lettura del libro fatta apposta per questo blog e con l’occasione la ringrazio pubblicamente.FK]

Perché?
Perché … Era mio padre.

“Qualche giorno dopo, altra buca; ma questa è affollata. Piena zeppa di ragazzi, non c’è più posto. I colpi avversari aumentano. Il panico ti sale dai coglioni alla pancia vuota. Ti butti sull’ultimo dei ragazzi ma sei fuori dalla buca lo stesso, sei un bel bersaglio. Un sergente ti dice: “Comunque, meglio che ti sparino alle gambe che alla testa”. Esci illeso, un’altra volta, la faccia premuta contro la schiena dell’ultimo, nell’orecchio il suo respiro, e poi il rimbombo dei respiri degli altri, una cassa di risonanza della speranza di uscirne vivi. Respiri che entrano in altri respiri che entrano in altri respiri. Un gomitolo d’uomini pressato in un buco di culo sfondato di terra d’est, spaccata come una mela marcia, una patata decotta, una carcassa di bue decomposto.” (more…)

16 ottobre 2008

Seeland, dei Neu! (Freddo, caldo.)

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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Un pezzo storico. Per chi ha amato e ama il krautrock, come veniva denominato soprattutto nei ’70 il rock proveniente dalla Germania. Occidentale, naturalmente. Il pezzo è Seeland, dei Neu! Tratto dall’album Neu 75, proprio di quell’anno. I Neu!, nati da due membri dei Kraftwerk della prima ora, mischiavano calore e freddezza (a proposito del mio precedente post) con maestria. Protopunk ed elettronica. Erano i due, Klaus Dinger (scomparso quest’anno) e Michael Rother , che mettevano insieme due modi molto differenti di fare musica. Il risultato fu un impasto di opposti, quasi, che non cercava un vero amalgama: coesisteva splendidamente. Seeland è un pezzo quasi ossessivo, in cui un amalgama vero si trova. Gravità senza enfasi, atmosfera “ghiaccio bollente”. I Neu! hanno influenzato moltissimi artisti che sono venuti dopo di loro: che restano poco conosciuti ma che sono stati di grande importanza per l’influenza che hanno dato a molti musicisti degli anni successivi.Qui il video.

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