The FK experience il sito di Franz Krauspenhaar

21 febbraio 2006

La solitudine di Travis Bickle

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 14:44

di Franz Krauspenhaar

855_taxi.jpgSono passati trent’anni da quell’unica volta che mi capitò di andare al cinema con i miei genitori, che erano ancora giovani: mio padre aveva ancora tutti i capelli neri e mia madre era bionda ed era ancora una bella donna; andammo a vedere Taxi Driver; l’altra notte non riuscendo a dormire e facendo zapping forsennatamente ho trovato, per un miracolo palinsestico, uno spazio d’interesse vero in quel turbinare in senso spesso contrario di canali inutili, e ho rivisto il film su Retequattro, rimanendo sveglio e fisso davanti al piccolo schermo come l’Alex di Arancia Meccanica, con gli occhi sbarrati, stanchi, brucianti, fino alle due e mezza del mattino; e dopo ho fatto fatica ad addormentarmi; e nel dormiveglia i temi dell’acqua, del sangue, delle luci artificiali, i colori accesi del fotografo Michael Chapman ricorrevano pulsanti nel sottosuolo della mia testa; ed è stato bello ma ancora una volta doloroso rivedere Taxi Driver, per l’ennesima volta; perché ogni volta che lo rivedo scopro qualcosa di tremendo che non ho ancora visto prima; è un pugno da K.O. ogni volta, che si rivela più duro per l’appunto ogni nuova volta.

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14 febbraio 2006

Biscotti salati

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 16:32

di Franz Krauspenhaar

tuc.jpgTutto cominciò a picchiare forte su sterno e cuore e cervello quando morì mio padre, al quale ho sempre cercato di assomigliare senza riuscirci. Mio padre per me voleva ben altro – mio padre, mio padre, lo nomino spesso, lo nomino troppo- voleva per me un avvenire radioso. Io avevo fatto molto per accontentarlo, mi ci ero messo d’impegno, non era difficile, pensavo, basta che segui le sue orme, sono ben disegnate, tu seguile e vedrai, mi dicevo. No, è andata come non m’aspettavo, tutt’altra cosa, tutt’altro giro, tutt’altre scene.

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8 febbraio 2006

L’altro

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 19:22

di Franz Krauspenhaar

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Francesco salì sul treno della metropolitana alla stazione di Sesto Marelli dopo aver passato due tormentose ore da quel simpatico soggetto del dentista, il Massimo Sanpelli, uomo di mondo e fine dicitore nonché psicologo che gli raccontava le stranezze dei suoi clienti – e soprattutto delle clienti – così che una volta Francesco, finita l’ennesima iniezione alle gengive, gli aveva detto: “Ottimo materiale per un racconto”, e da allora il Sanpelli s’era gonfiato il petto per la soddisfazione di essere diventato uno dei fornitori ufficiali di personaggi coloriti di uno scrittore, uno che dappertutto andava a caccia di stranezze, caratteri, colori, suoni, forme, e una volta trovate quelle forme colorate strane e sonore le replicava sulle pagine dei suoi romanzi, e la cosa era riscontrabile spesso perché Francesco era uno scrittore prolifico, ogni anno sfornava un romanzo nuovo e così entro aprile il Sanpelli avrebbe letto il nuovo libro e riconosciuto un cliente nei panni probabilmente di un assassino seriale o di un poliziotto corrotto o di una puttana.

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1 febbraio 2006

Un genio misconosciuto

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 14:06

di Franz Krauspenhaar

Una decina d’anni fa mi trovavo nel reparto “classica” del famoso negozio di dischi milanese “Buscemi”.
Cercavo alla rinfusa nelle offerte, tra i CD a 10.000 lire. D’un tratto balzò ai miei occhi un CD della RCA Classics: Ives Simphony No.1 , The Unanswered Question, Robert Browning Overture, Orchestral Suite No2. (Chicago Simphony Orchestra diretta da Morton Gould, registrazioni eseguite tra il 1965 e il 1967).

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