Era mio padre
In un’estate afosa e solitaria, un figlio compie un viaggio nella memoria alla ricerca del padre, tedesco nato in Italia negli anni Venti, combattente della Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Con un andamento schizofrenico, tra episodi personalmente vissuti o sentiti soltanto raccontare, Krauspenhaar ingaggia il suo rabbioso duello con la figura paterna, personalità vitalissima e forte, ormai scomparsa ma ancora al centro della vita dell’autore. Come un rabdomante, cerca a occhi chiusi le vene d’acqua di un’esistenza intensa e ricca di momenti memorabili, drammatici o esilaranti, in un gioco di risentita estraneità e tenera appartenenza reciproca, gioco feroce e intermittente che sempre si consuma tra padre e figlio, e che qui s’intreccia alla storia di un libro sofferto, concepito e scritto per amore, per parlare con chi non c’è più e per salutarlo definitivamente dopo averlo rincontrato tra queste pagine.
