Grandi momenti video. Firenze, Palazzo Strozzi, 21.05.08
[Immagine: James Rosenquist - 1949 guys (1962)]
[Immagine: James Rosenquist - 1949 guys (1962)]
Oggi sono a Pistoia a presentare alle ore 21.30 Era mio padre alla Festa del PD, in via Cavour nello slargo della chiesa San Giovanni fuorcivitas. Presenta la poetessa pistoiese Francesca Matteoni - nella foto.
Partecipate numerosi! (o perlomeno quasi.)
20.08.2008
Questo libro sporca le mani. Tanto è intriso di esperienza, di vita reale, di pensieri. Di solitudine. Lo si legge e la prima necessità, il primo bisogno impellente, è quello di lavarsele subito, le mani, come appena scesi da un treno impregnato di umanità. Presentato di recente a Vercelli da Remo Bassini, “Era mio padre” (Fazi Ed., pp. 280, € 18,50) è un oggetto difficile da definirsi. Lo scrittore Franz Krauspenhaar, autore di libri molto diversi fra di loro, sfida la pagina con questa estrema ricerca del padre, ponendo a confronto due solitudini infinite: la sua e quella di un padre “feticcio”, perché ricostruito a parole, reso lirico da un ricordo febbrile, da capitoli che sono un continuo random della memoria. Ne nasce un volume urticante, le cui pagine sono a tratti davvero bellissime (non ci sono altri aggettivi, è giusto leggere tanta onestà ricambiandola con la medesima onestà di lettori), ma certamente non ascrivibili sotto l’etichetta del romanzo, della narrativa tout court. Si tratta, come Krauspenhaar scrive, “di una narrazione fatta d’impulsi, di accensioni liriche, di ricordi impastoiati dalla colla adesiva del presente che tutto sovrasta come un controllore d’eternità”. Ne nasce un libro forte, magmatico. Educativo. Ce ne fossero di più, oggi, di libri così.
Gianluca Mercadante
[Immagine: James Rosenquist - Fahrenheit, 1982]
Da oggi alle 14.00, su La dimora del tempo sospeso, il bellissimo blog del poeta Francesco Marotta, (nella foto), un ricco post su Era mio padre.
Grazie a Francesco Marotta, con tutta la mia stima e amicizia.
Che ci posso fare?
La poesia mi è piaciuta. Solo mi rammarico perché a me non viene proprio niente, non un rutto non una lacrima non una scoreggia al limite. Proprio niente di niente. Non che sia preoccupato, sia chiaro, in fondo è naturale che Franz non mi ispiri. Se mi ispirasse mi preoccuperei, cioè cambierei sponda senza pensarci su due minuti; ma il fatto è che sono della mia sponda e mi piacciono le femmine e Franz non è una femmina, e forse è meglio, perché ho avuto una visione di Franz al femminile… Oddio! Mi sento come Bud Spencer che ha appena ricevuto una sedia in testa fracassandola. (more…)
(Al grande Enzo Maiorca)
sub, sono un sub
bubble gum, dicevo sob
sub specie sub, come maiorca
al top. (more…)
La scrittura è la terra del fuoco,
la salute all’inferno, è tabacco
e memoria, è il cuscino che mi abita
la notte. Di giorno mi reputo più nero.
E ancora scrivo. (more…)
DA EVA 3000 - 21 agosto 2008
Ecco finalmente la foto segnaletica modello “tandem” (una nuova idea del Ministero della Giustizia per risparmiare sulla pellicola) scattata dalla polizia di Palmi (Reggio Calabria) il 26 luglio scorso subito dopo la premiazione del Premio Palmi, vinto dallo scrittore milanese Franz Krauspenhaar nella sezione “Speciale per la narrativa”. La foto testimonia l’avvenuto arresto da parte del Maresciallo Nico Giraldi (nella foto)
da tempo sulle tracce dello scrittore e della sua superfan calabrese, la reggina Jolanda Catalano, immortalati assieme nella foto. Notare lo sguardo pietrificato della donna, che evidentemente non si aspettava l’arresto, e il leggero sorriso di circostanza dell’uomo, tipico di chi vuol salvare le apparenze anche davanti all’obiettivo della giustizia. Il Maresciallo Giraldi (altra foto)
non ha voluto chiarire le motivazioni dell’arresto; trattandosi però di un funzionario operativo della nota Squadra Antimafia diretta dal comandante Dott. Franco Lechner, (foto)
possiamo pensare che il Krauspenhaar e la Catalano (fan dello scrittore evidentemente per copertura) siano implicati in varie operazioni di riciclaggio di denaro sporco, tratta delle bianche e spaccio di stupefacenti, tutti “affari” gestiti dalle cosche della mafia calabrese.
L’arresto di Krauspenhaar ha destato grande sconcerto nella comunità intellettuale. Lo scrittore Giulio Mozzi, in un’editoriale apparso sulla sua blogzine Vibrisse intitolato “Le ragioni di una delusione”, ha tra l’altro commentato che “questo fatto sancisce definitivamente la fine dei blogger da basso impero.” Lo scrittore Tiziano Scarpa, dal canto suo, sul sito Il primo amore ha commentato, in un breve pezzo intitolato “Dagli amori agli odi”, che “insospettiva in questo scrittore questo passare continuo e in definitiva irrisolto dalle stelle del più personale lirismo alle stalle del trash più convulso; non è un caso - ora è chiaro - che egli potesse dedicarsi anche ad attività palesemente illecite”.
Dal canto suo Padre Fabrizio Centofanti, che con Krauspenhaar ha gestito per più di un anno il blog La poesia e lo spirito, ha commentato: “Null’altro da dire a Franz che: un abbraccione.”
Giuseppe Iannozzi, il celebre blogger dall’anima nera e dalle parole crociate (anzi croceuncinate), noto detrattore dello scrittore arrestato ha cominciato a tappezzare tutti i lit-blog italiani di una semplice frase: “Ve lo avevo detto! Passo e chiudo!”.
E’ comunque in atto una sottoscrizione, da parte di una cordata di volontari guidata dalla poetessa fiorentina Nina Maroccolo, per la liberazione del Krauspenhaar tramite Amnesty International, sperando nell’intervento risolutore del Dalai Lama.
(Corrada Matteoni)
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