
VIAGGIO ROSSO SANGUE NELLA CARNE DI BACON.
KRAUSPENHAAR. Lo scrittore milanese e la sua familiarità con le ossessioni del grande pittore inglese. La bellezza, l’eleganza, il sesso e l’orrore. 24 luglio 2010.
di Stefano Ciavatta
La prima volta fu alla Fondazione Mirò, in cerca di un riparo da una assolata Barcellona. Dietro un pannello bianco stava in solitario un autoritratto di Francis Bacon. Stranezza dei ricordi, per parecchio tempo è rimasta nella retina l’immagine di un uomo in completo verde, seduto su una sedia. Non c’era invece nessun completo. Fu un abbaglio da turista accaldato, ma l’eleganza che riequilibrava il volto trasfigurato è rimasta nel ricordo grazie al gesto familiare di Bacon di accavallare le gambe, un moto di tregua e attesa. (more…)

Ti farò nera senza alcun sole
solo con l’assenza di pudore,
spesso con la lingua, il sale,
il dove sei, ch’è dappertutto.
Tu cioccolatino senza fine
succhio la tua cornice
ed il tuo quadro, le scale
di violento onesto amore,
come onde strette intorno
al cielo, in un abbraccio
senza nessun ritorno. (more…)

roma è sopravvalutata milano è un tugurio, prima o poi un albergo pio, ci sarà don verzè, sylt ci sono andato per relax claus dieter paga la noia stava distruggendomi, stavo per fare, cosa, sì ubriacarmi di birra, tutto il giorno, in spiaggia
torno più bianco di prima
firenze è una sindrome di stendhal
a berlino si chiacchiera, a salisburgo ruppi rompei rompai bicchieri di cristallo in un ristorante torreggiante, annemarie la zia rideva, a praga mai stato fanculo, new york è hancock basta la parola, nel maine c’era uno squalo di nome roy scheider, roma è una cloaca inventata da victor cavallo, il prezzemolo è la rucola, la rucola è il pomodoro pachino, a sylt speravo di togliermi di dosso l’italia, invece mi sono fatto avvolgere da persona di bergman, l’infermiera ventsettenne e l’attrice muta le vedevo tra le dune. (more…)
su www.lapoesiaelospirito.wordpress.com
Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.
Oggi la prima intervista a un grande della nostra letteratura, “diversamente giovane”.
A più tardi!
FK

Non abbiamo niente da dire.
Ma lo diciamo.
Lo diciamo sempre e comunque.
Le parole sono libere, democratiche,
possono essere
persino illuminanti, ma noi
non illuminiamo
noi stanchiamo
voi stancate
essi eccetera. (more…)

Il tuo culo è una mela originaria.
La tua bocca è la falla del mio sesso.
Le tue gambe passeggiano felici
nelle mie mani aperte, e tremanti.
Il tuo collo è baciato dalla fortuna
del mio amore.
I tuoi occhi li ho visti ripetersi
nei miei; occhi di tesoro, di puttana.
[Immagine: FK - Gold erection.]
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]

Sequenza 1: Halt.

Sequenza 2: Seconda del dittico.
Avvertenza: pensare a una poesia rispettando rigorosamente l’ordine. Ripeto: rispettando rigorosamente l’ordine.
[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]

[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un'immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall'essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore.]


Il 9 Luglio venerdì a Milano presso la Fondazione Durini, Sala delle danze, all’interno della mostra “Il Mito del vero/il ritratto/il volto” in via Santa Maria Valle 2 (vicino a via Torino, MM Duomo.)
Dalle ore 21 fino ad orario imprecisato.
Sarò presente in sala anche fra le 18 e le 20 per due chiacchiere preventive.