
[Nella foto: Garrincha, forse il calciatore più atipico della storia.]

[Nella foto: Garrincha, forse il calciatore più atipico della storia.]

Agnello al sacrificio.
Tende strappate da mani sporche.
Patate rottamate e ingiuste. Ansia da doposbronza.
Flaccidi pensieri, sturati da un lavabo di treno, l’espresso della notte.
E ricordi di tempesta.
Pace e serenità, sembra un urlo. Non c’è pace, non c’è serenità.
Tutta questa gente che fa auguri senza credere nella resurrezione, sembrano asini svogliati.
Dunque Francis, il mulo parlante.
Timo.
Rosmarino q.b.
Cipolle, tagliate a julienne.
Vissani cucina per i superstiti del terremoto.
Berlusconi boia.
Boia chi molla.
Fascisti su Arte.
Torme di psicologi strappano la pelle ai loro pazienti, li fanno sentire sempre peggio.
Farla franca.
Analpropelene 100 mg.
Agnello al sacrificio, riso perlato, condomini depauperati d’ogni bene.
Rabbia implosa in cancri torrenziali.
Intanto, intingere la propria miseria umana in litri 16 di melassa augurale.
Aggiungere quintali di zucchero, circa due.
[Immagine: FK - Banzai nougat.]

Il cuore è una belva fuggitiva,
è un buco nel muro, calce viva
e spontanea rivolta, un cuore
sa vincere, sa rallentare anni
di battiti in un secondo nero,
il cuore è gioia o scapito fosco
dentro al petto, il serraglio
delle bestie morte, la caccia.
[Immagine: FK - Fontana è morto dissanguato.]

Vorrei strafarmi dei tuoi abbracci
rotabili, mobili, di cunei e curve
nelle mie mani prensili ed amabili;
vorrei essere in te onda e pelo
e pelle sulla pelle, il biondo serico
tuo essermi se fossimo; se stessi
tu con me una volta, almeno una
di tutte le volte che potremmo,
che saremmo vicini, un cuore
dentro l’altro, le scatole del senso
dell’esistere, del manifestarci
liberi e abbraccevoli nel sole
d’un sentirci unici e duplici, mia
cara, in senso lato e triangolare,
e trapezoidale muoverci laddentro,
dove volano farfalle nello stomaco,
un esserci che ha un nome che
non dico, che pudicamente salto,
biondità carezzevole, e serena.
[Immagine: FK - Tulip blut.]

Sono un bambino cattivo, spingo
la sedia a rotelle di dio e lo lancio
dal burrone, lo guardo saltare
nel canyon di tutte le pie morti,
salutare la vita, sono il bambino
vecchio delle streghe, mungo
le tette vizze delle vacche stinte
dei quadri di campagna, fatti
da artisti della domenica, stizziti (continua…)
[Immagine: FK - Ich.]

Hai sentito fare il disfo di tutto,
non sai mangiare con le posate
d’argento, ma sai posare solo
per foto di violento egocentrismo.
[Immagine: FK - Visconti Re Mida.]
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