
dicembre 29, 2010
dicembre 27, 2010
Iniziali

Hai le stesse iniziali di chi mi colpì
e si ferì nel taglio, e sangue sfece
in noi, un lungo rosario di pena.
Stesse iniziali, e le stesse lettere,
come in certe parole sulla lapide.
E tu pari ben altro, davvero molto
diversa, che sembri un pozzo dolce
di lacrime; e lei invece era rabbia.
Ma è nel rinunciare il mio fiato.
dicembre 23, 2010
Codice 127ghp25

127ghp25
era un codice bancario, londonderry, nel fischiare inesatto delle bombe.
no, solo per dire che la banca è africana, è boliviana mentre il Che spara
e poi muore, è vietnamita mentre gli americani lanciano Corn Flakes
mortali. E’ tutto banca. BANCA. dinero santo. responsabile e subisce
inflazioni senza problemi evidenti. Banca mia banca mia godevole
troia banca, ti amo perchè sei sadica e io masochista così mi giri il culo
verso occidente, ecco, sai, l’amore è una strana combinazione di vita
e morte. traballante. sincera. cosmica nel farsi prodotto interno, (lordo.) (continua…)
dicembre 22, 2010
dicembre 20, 2010
La rivoluzione

Dedicato a non so chi, nè come.
Perchè in quest’amarezza vola
l’aereo del ritorno, montagne
annerite dal carbone, sei in fine
all’ospedale. E ridi con tutti.
Domani non rivedrai nessuno. (continua…)
dicembre 19, 2010
La grande macchia.

Ma tu sei un sogno. In questa sera così dura – uguale a troppe altre, come quand’ero ragazzo e vedevo davanti a me il pieno nulla – tu sei lontana e vicina, sei una bella consolazione.
O no. Ricambio il bacio, l’abbraccio, forse il niente di unico sussurro. Come su un tetto pieno di antenne, corro rischiando la vita (quella che tale mi pare) per raggiungere il tuo abito da sposa, che hai indossato con tanti anni di anticipo. Lui è là, contro un albero lontano, vestito da sposo, che fuma una sigaretta, le gambe incrociate; che aspetta il suo momento.
Ti farà sua, tra tanti anni, quando io sarò sul letto di morte, un buco senza fine, un tunnel della vita, il corpo come una grande macchia di sporco sul pavimento.
[Immagine: FK - Coming home #5]
dicembre 16, 2010
Da 24 h [dalle 2.30 alle 7.00.]

Poi da questa massa di nulla
che fa male, s’instaura attesa
e volo. Come da scale leggere
scendi con infermieri e medico.
Nell’ambulanza le prime cure,
e tuo fratello che ti scorge
bianco in faccia e pensa
che ce la fai al 50%, se va bene. (continua…)
dicembre 14, 2010
Le lettera sul letto

Non poggiata, forse tra le mani.
Disteso, leggendo te e penso
al tuo viso, al tuo viso, viso, sì.
Ti leggo e la lettera è solo carne,
la tua, che davanti alle mie mani
ghermiscono. Sono stanco, sì,
oggi lo sono molto, e tu cara mi
accarezzi con le parole tutte blu
sulla carta. Ti bacio le belle labbra
di parole, di verbi e congiunzioni.
E godo del sostantivo: passione.
[Immagine: FK - Findus lights.]
dicembre 11, 2010
24 h [dalle 23.00 alle 2.30]

E’ che la fine da cani si prossima
ad ogni nostra fede, alla spinta
dei denti nella notte, al sonno
agitato. Dove sei pace? Sei via,
allo sciopero della vita, del coito
d’amore; sei un ricordo e forse
nemmeno, sei un legno di mare
gettato sulla spiaggia, ben prima
che un cane col muso se lo prenda. (continua…)
