
VIAGGIO ROSSO SANGUE NELLA CARNE DI BACON.
KRAUSPENHAAR. Lo scrittore milanese e la sua familiarità con le ossessioni del grande pittore inglese. La bellezza, l’eleganza, il sesso e l’orrore. 24 luglio 2010.
di Stefano Ciavatta
La prima volta fu alla Fondazione Mirò, in cerca di un riparo da una assolata Barcellona. Dietro un pannello bianco stava in solitario un autoritratto di Francis Bacon. Stranezza dei ricordi, per parecchio tempo è rimasta nella retina l’immagine di un uomo in completo verde, seduto su una sedia. Non c’era invece nessun completo. Fu un abbaglio da turista accaldato, ma l’eleganza che riequilibrava il volto trasfigurato è rimasta nel ricordo grazie al gesto familiare di Bacon di accavallare le gambe, un moto di tregua e attesa. (continua…)