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agosto 1, 2010

Stefano Ciavatta recensisce Un viaggio con Francis Bacon sul Riformista

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 5:08 pm

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VIAGGIO ROSSO SANGUE NELLA CARNE DI BACON.

KRAUSPENHAAR. Lo scrittore milanese e la sua familiarità con le ossessioni del grande pittore inglese. La bellezza, l’eleganza, il sesso e l’orrore. 24 luglio 2010.

di Stefano Ciavatta

La prima volta fu alla Fondazione Mirò, in cerca di un riparo da una assolata Barcellona. Dietro un pannello bianco stava in solitario un autoritratto di Francis Bacon. Stranezza dei ricordi, per parecchio tempo è rimasta nella retina l’immagine di un uomo in completo verde, seduto su una sedia. Non c’era invece nessun completo. Fu un abbaglio da turista accaldato, ma l’eleganza che riequilibrava il volto trasfigurato è rimasta nel ricordo grazie al gesto familiare di Bacon di accavallare le gambe, un moto di tregua e attesa.
Poi venne un film, Love is the devil del regista inglese John Maybury. Il film era biografico ma non autorizzato: non poteva vedersi neanche un’opera. Si entrava dentro Bacon attraverso il corpo muscoloso e tragico di George Dyer, un uomo che si presentò al pittore da ladro e finì per esserne a lungo l’amante. Era un film dal doppio clichè maudit: da una parte il protagonista dalla vita dissipata, ambiguo, instabile, anticonformista ma anche colto, ricco, raffinato. Dall’altra il modello a disagio con l’ambiente chic e la disinvolta crudeltà del pittore. Per la critica quel film fu un piccolo azzardo irrisolto. Bacon pensava a ben altri rischi: «È possibile che a partire dalla disperazione si arrivi a creare l’immagine più radicale, correndo rischi maggiori».
Poi ancora la grande mostra al Prado di Madrid, l’anno scorso. A chiuderla, un enorme pannello con la foto dello studio di Bacon. Eccolo lì il caos: disegni, etichette, ritagli, foto, tutto veniva utilizzato sia nella testa che tra le mani del pittore. E poi naturalmente, appese nei vari saloni, le grandi tele disperate di Bacon: i papi, i volti trasfigurati, i rossi, la carne, la morte, la passione. L’umanità dolente che ha ossessionato molti spettatori.

Ora è il turno di un libro di neanche settanta pagine, questa la soglia di attenzione che lo scrittore Franz Krauspenhaar chiede al lettore nel suo viaggio con Bacon. Il tempo di raccontare il fascino di una affabulazione visiva che diventa mania e familiarità «per l’andamento del classico vecchio frocio, la leggendaria giacca di pelle risplendente sotto le luci artificiali, il trucco in faccia ben posto, i capelli tinti color Chupa Chups alla cola, il viso tra l’assente e il beffardo. È bardato da protopunk, mai una cravatta, tutte evidentemente date ai suoi uomini nei suoi quadri; e pantaloni sempre di buon taglio, eleganti. Un bel mix umano di volgarità e distinzione».
Il viaggio con Bacon è un racconto molto personale in forma di saggio, alla ricerca ostinata non dello sfoggio dell’intelligenza ma della conquista della bellezza anche attraverso l’ossessione del sesso. L’irrequieto autore di Era mio padre (Fazi), si imbatte pure nel rovescio estetico: la repulsione, l’orrore, la vertigine del tempo e la sconfitta della carne.
«C’è una foto che raffigura Rocky Marciano mentre a New York nel 1953 difende il titolo dei massimi contro Roland La Starza. Non è Rocky che m’interessa guardare, ma lo sfidante alle corde: ha la testa china, le gambe flesse, le braccia accennano una rassegnata difesa; e il viso è all’ingiù, come una lingua di bue molle, come un pezzo di carne sfatta della bollitura prima di diventare Montana da scatola; e il naso sembra quello a punta bassa, un naso chino, di Dyer svariate volte ritratto. Voglio dire che nella pittura di Bacon, al di là delle presenza del suo amico suicida, ci sono un sacco di pugili suonati, alle corde, a pezzi. Che non si presentano come tali, bensì in vesti affatto diverse. Bacon rappresenta la sconfitta fino all’osso, fino al midollo di bue dello scannamento al mattatoio della fine. Certi suoi meravigliosi e rossastri cani sono esseri di seconda scelta piegati dallo sforzo di essere cattivi a ogni costo, come i pugili».

Un viaggio con Francis Bacon
Franz Krauspenhaar
Editrice Zona, pp. 68, €10

2 commenti »

  1. Ma hai scritto un altro libro? uggesù, complimenti sinceri, sono felice per te :-)

    PS se vai sul mio sito ho anche io delle piccole novità editoriali, :-) ma piccole, eh.

    Commento by Carlo Capone — agosto 1, 2010 @ 8:30 pm

  2. grazie carlo! vado a vedere, un saluto caro!

    Commento by Franz Krauspenhaar — agosto 1, 2010 @ 11:04 pm

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