
Il dodici aprile del 1968 pensai la parola
“domani”.
Allora la parola domani era spalancata,
oggi
penso alla parola domani con tensione
tra le corde del collo, fino alle dure spalle.
Oggi
la parola domani si nutre di ricordi
di domani
già stati, scavalcati senza colpo ferire,
parvenze di soli e notti e albe da latte
state
andate
scoppiate, genuflesse al dio dei tramonti
d’ogni giorno, fino a
domani.
Guardo vecchi film, la pellicola trasmette
luci di un sole su antichissime pietre,
Rossano Brazzi guida una Lamborghini
su per le Alpi in “Un colpo all’italiana”,
quell’aria del 1968 c’è o non c’è,
l’auto rossa c’è o non c’è più?
Di certo solo l’attore è morto
i suoi domani si sono interrotti.
Domani è una curva, all’uscita
c’è ieri, anzi c’era – che gli ieri non esistono.
Se penso ai domani che ho incontrato
penso a un cimitero senza sentieri,
posti che visito spesso, la notte
quando conto cio’ che mi manca.
Sig Franz, lei ha solo 50 anni e la parola “domani” dovrebbe essere ancora spalancata …in fondo abbiamo un’alta aspettativa di vita ed è per questa ragione che recentemente è stata fissata a 65 anni l’età per ritirarsi dal lavoro ;-)
Comment by ACR — June 21, 2010 @ 11:18 pm