
La nostra oscurità è pensiero
di strade senza uscita, è latte
versato sui rimorsi, è la pena
addolcita da cioccolata ardente
nei baci e nei morsi della frutta.
La nostra oscurità ci bagna
gli occhi di un colore sfatto,
come in un letto di dolore;
e noi siamo cuscini di parole.
La nostra oscurità desidera
la luce di un mattino qualsiasi,
rompersi, frangersi, ripetersi.
Ma nulla dura, tutto scorre,
tutto velocemente s’oscura.
Come nello spettacolo, a teatro.
[Immagine: FK - Wat.]
Oscurità
Pensiero di vicoli
senza uscita, pena
inchiodata di rimorsi
e addolcita di baci.
Ci bagna gli occhi
in un letto sfatto
dal dolore e noi,
culle di parole,
desideriamo la luce
del mattino per romperci,
frangerci, ripeterci,
prima che tutto s’oscuri.
[Ciao Franz, bel grumo di emozioni]
Comment by matteo ciucci — March 21, 2010 @ 7:10 pm