
Cane nero. Sono fuori dal corpo,
dannato in un sogno tutto nero,
cane nero caffè, nero di pece,
nero di china, d’umor nero, nero
del Narcissus, nero fascista.
Tu cane nero sei apparso
nella mia notte da incubo
saltando su di una nera zampa.
Cane nero, fissavi me con
uno sguardo bianco, bieco,
cieco, eri senza fari nella notte
nera, cane nero e distratto
da foglie nere nella nera notte
mi fiutavi, aprendo le fauci nere
come per farlo, a zanne bianche,
sulla mia pelle perduta, in un
sogno di palude stigia, di cani
neri, traballanti nella notte acre.
Cane nero, nel sogno giravi
a me attorno; poi andavi nero
via, poi tornavi, e io, nell’ansia
da coltello, trattenevo il respiro.
E la mia vita, tutta, fino all’alba,
come per morire: finalmente.
Ci sono certe cose che scrivi che scuotono, anche certi silenzi.
Comment by gena — March 15, 2010 @ 12:26 am
questa è pesante, lo so…
Comment by Franz Krauspenhaar — March 15, 2010 @ 2:58 am