
Se le fibre ottiche potessero
parlare direbbero zzzzz, come
a fumetti, come i segnali indiani,
come zanzare da spot, come
l’ultima alfabetica in repeat
ossessionato. Invece silenzio
in ogni casa, accorpati stretti
nel virtuale condominio, enorme
come navicelle spaziali, lem
infiniti, in vette siderali.
Silenzio parla Agnesi, parlò
Agnelli, parlano angeli focomelici
in cucine Salvarani di salvezza.
Parlano biscotti Colussi triturati
da denti a colazione, come topi
segreti dell’infanzia, notturnamente.
Nei computer, gente perlopiù estranea
ronza battute e risposte, tra cunicoli
e blog. Invece dello shampoo, oggi
Gaber si farebbe un post; è solo
spesso la paura di morire che ci fa
comunicare; ronzano anche le grida
di aiuto, gli sos dell’ultimo minuto.
[Immagine: FK- Himmelein.]
Una visione amara dell’esistenza, raccontata magistralmente.
Comment by gena — March 11, 2010 @ 9:20 pm
troppo buona.
Comment by Franz Krauspenhaar — March 12, 2010 @ 1:25 am
awesome immagine!
Comment by france — March 21, 2010 @ 4:30 am