
Vorrei tenere questi anni come
reliquia, come ricordo fondo:
insegnami a tenerli buoni,
domati, anni seri, anni duri,
momenti che scrivo su pietra
lanciata, su asfalto di pioggia,
su lamine d’acciaio temprato
da migliaia di lune fugaci.
Dovrei tenerli nelle mani,
come semi, come sperma
da me emerso, come chiodi
confissi nel ventre del caso.
Insegnami a mirare in alto,
a fare della vita un salto
verso assoluti secondi,
verso l’estremità del cielo.