The FK experience

novembre 29, 2009

MagiK moments

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 1:09 pm

cockeye

1. SERA

Stati di eccitazione e depressione, forme maniacali ed ipomaniacali, avanti con il rimbombo del cuore, il run accelera la sua corsa lunga ma alla velocità di un centometrista del dolore; nuove sindromi maniaco depressive, psicosi depressive croniche, posologia di un lamento dilungato, la macchia di nero petrolio all’orizzonte che fa sparire di netto il sole, luttuosamente nero; nelle profilassi delle recidive maniacali e depressive, allungato contro un muro di periferia, incapace di andare a destra, a sinistra, da qualunque parte, con l’esterno temporale destro che si gonfia, una specie di soufflè tumorale che bombarda la tua faccia incrinata e rinserrata nella tua nuca triturata come in un dattero tunisino della V.G. Fruits al Cameo d’Olanda, avanzo con la mia cefalea a grappolo, e rido, perfettamente coadiuvante nelle leucopenie da farmaci.

2. NOTTE

Vago maniacale nella città curva e a mezzanotte va la ronda del piacere, sotto tempeste di elettrodi incarogniti, zip beep in guasti alla centralina delle operazioni umane, variazioni transitorie della vita, stanchezza letale, soffio irreale, letargia monumentale, perdita di peso, scotomi transitori e latte alle ginocchia, gonfiore ai polsi, rotture di coglioni contrappesi, rabbia improvvisa, rovesciamento di tavoli, febbre bicolore, lecitosi, tremori e confusione, io nudo, in un complesso quadro clinico, con esagerate convulsioni in presenza di immagini sacre, e debolezza muscolare da personal trainer malato di aids, e ulcere cutanee come sputi pulviscolari su Marte; e disidratazione delle cellule di tinnitus, scivolamento a ventisettemila virgola ventisettemila baci periodico fratto gradi di altitudine, e miraggi, sotto l’ influenza di un montaggio eisensteiniano percussivo da Billy Cobham in solo, movimenti clonici delle gambe al momento della masturbazione settimanale, atassia peristaltica, gonfiore sottocutaneo di pensieri letterari; attaccarsi dunque alle tende, al piumone da circo del letto, attaccarsi al tram in corsa, attaccarsi alle mandibole per compensare un’atavica fame di sentimenti, difficoltà nella parola, nausea, vomito e per finire diarrea.

3. MATTINA

Alla pay tv visione orizzontale di Beckett in Film al posto di Buster Keaton mentre mandano in onda il terz’ultimo brodo di cappone di Pupi Avati; ipereccitabilità dei riflessi tendinei profondi, salire le scale, scendere le scale, c’è chi scende e c’è chi sale, mantice polmonare a esofago valgo, respirazione coatta, annebbiamento pinteriano della vista, ricordi era stato un invito, venite tutti quanti a casa mia, gemere, ricordare, scordare altrettanto velocemente, Santo e Johnny e la chitarra steel-miagolante come Fritz il gatto, cambiamenti morfologici del pene, funzionalità renale andata a puttane, con panoramica di sguardi in tralice rettile verso la moglie desiderata morta, seduto in quel caffè io che pensavo a te, la testa bassa come quella di Giorgio Chinaglia a Italia-Haiti, WM 1974, ebbro di endorfine, il barista che guarda il cliente/io come a dire e questo qui chi cazzo è, salire sull’ultimo metrò, ore 0, 30, l’uomo che amava le donne e le ama ancora, e guarda le donne anche se sta male, perché il vizio non lo si perde mai, sensazione unica, tempo di Coca Cola, come un mortaio gigante che pesta la tua bistecca-testa verso il fondale linoleumale della MM, sensazione di scivolamento all’inferno della contemporaneità, iperritabilità muscolare, a casa la domenica seduto a vedere la tv, con lo sguardo comunque perso nell’incavo del tuo umore sputato a schifìo sotto il livello del mare di Bering, il sole una specie di agglomerato inutile anzi dannoso di giallo glutinato, i primi sentori gravidi dell’estate e il caldo pellegrino distributore di sudore, fibrosi glomerulari come se piovessero.

4. POMERIGGIO (e poi sera, notte, ecc.)

Compilare secondo posologia.

[Già pubblicato, in una prima versione, su Nazione Indiana. Immagine: FK - Cockeye.]

1 commento »

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