The FK experience

agosto 22, 2009

Tanghèro

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 1:37 pm

 fototango.jpg

Sono esasperato, ma non so da cosa. Forse da tutto. Forse da niente, vale a dire il solito niente che viene contenuto nel tutto, in una capsula enorme ed estrema di persone che si muovono verso una risata, un sorriso stiracchiato, un movimento di bacino al corso di tango della sera sprecata. Ho sempre pensato che il tango, oltre a una perdita di tempo dilatata, spalmata sul corpo in movimento, abbia ben poco a che fare con l’erotismo, come tutti o quasi affermano invece con la convinzione dei credenti presbiteriani. Io ho visto talvolta in televisione e in qualche sala da ballo un uomo e una donna che girano su loro stessi e si infilano le gambe tra le cosce al ritmo di una musica deprimente. Astor Piazzolla, uno dei più grandi compositori del ’900 (anche se questa affermazione la faccio più che altro per sfogare una gran voglia di essere banale senza farmi scoprire troppo) non suonava del tutto questa musica melensa e al contempo malinonica, ma una sua “riabilitazione” creativa da esportazione. Il tango dovrebbe rappresentare la passione amorosa, mentre a me suscita la depressione post-coitum senza coitum, come andato praticamente in bianco, un effetto collaterale senza aver preso nessun medicinale. Il tango è il pallone dei mondiali d’Argentina, quello costruito dalla Adidas e dalla Puma; il tango è una specie di diminutivo di tanghero, il tipo “fine” che nelle balere mostra preferire la mazurka al ballo dei tanghèri – oh quanto sono indispensabili gli accenti, talvolta. Oppure no, stavolta: possiamo mettere insieme i due tangheri – con o senza accento – perchè tutto sommato, a guardarli con attenzione, si assomigliano. “I duri non ballano”, titolò Norman Mailer un suo libro. Non so se sia del tutto vero: certo ballare è in qualche modo arrendersi a un amore recitato. Come quello dei postriboli. O di milioni di matrimoni.

13 commenti »

  1. “ballare è in qualche modo arrendersi a un amore recitato”
    W O W ! ! !

    Ciao, Franz. Sono tornato nell’inferno meneghino.

    Commento by gianni biondillo — agosto 22, 2009 @ 5:50 pm

  2. ciao gianni! ti telefono lunedì (domani sono a una grigliata) un abbraccio!

    Commento by Franz Krauspenhaar — agosto 22, 2009 @ 7:58 pm

  3. Franz carissimo,
    è da un po’ che manco su queste pagine anche se ti ho sempre letto.
    Questa del tango mi è molto piaciuta. Tutto può essere erotico o no,
    dipende dal nostro approccio alle cose e alla vita in genere.
    ci sono periodi in cui, per tornare all’argomento da te aperto,
    il tango assume una valenza fortemente erotica, altri in cui, se non
    ce ne frega niente di niente, anche il tango diventa negativo.

    Hai mai provato a ballare con una donzella al ritmo di tango?
    Se no, ti consiglio di provare, ma con una donzella giusta.

    ti abbraccio forte carissimo
    jolanda

    Commento by jolanda catalano — agosto 22, 2009 @ 8:01 pm

  4. A me frega eccome, cara jolanda; soltanto, trovo il tango molto sopavvalutato e volgare come i posti nei quali è nato. ma lungi da me volere affermare una “ragione”. questo piccolo brano è da prendere come una mia riflessione assolutamente personale.

    abbraccissimi a te.

    Commento by franz krauspenhaar — agosto 24, 2009 @ 1:33 pm

  5. Lucio Dalla – Tango

    Hai gia’ preso il treno
    io alle dieci avevo lezione di tango
    quanta brillantina e coraggio mi mettevo
    guarda oggi come piango.
    Hai piu’ preso il treno
    quella donna che tangava con furore
    nei locali della croce rossa
    fuori era la guerra nel suo cuore
    nel suo cuore tanto tango
    da unire il cielo con la terra.

    Hai piu’ preso il treno mi son guardato intorno
    ho viaggiato cento notti per arrivare di giorno
    ho letto libri antichi e preoccupanti
    poi arrivati a Torino
    ci siamo commossi in tanti per quel tango
    ballato dal bambino.
    Coltello frai denti fiori in mano
    ballava con aria di questura e l’occhio lontano
    stava per accadere il miracolo il cielo da nero a rosso
    ma il treno si e’ fermato li’ e non si e’ piu’ mosso.

    Hai piu’ preso il treno
    ci siamo spinti senza avere fretta
    ci siamo urlati nell’orecchio senza darci retta
    mentre il tango si perdeva in un mare lontano
    dov’e’ la tua testa da accarezzare dov’e’ la tua mano.
    Ora ci mostrano i denti e i coltelli
    ci bucano gli occhi non ci sono tanghi da ballare
    bisogna fare in fretta per ricominciare
    tutte le stelle del mondo per un pezzo di pane
    per la tua donna da portare in campagna a ballare
    per un treno con tanta gente che parte davvero
    per un tango da ballare tutti insieme
    ad occhi aperti senza mistero
    Morena e’ lontana e aspetta, suona il suo violino ed e’ felice
    nel sole e’ ancora piu’ bella e non ha fretta
    e sabato e’ domani, e sabato e’ domani….

    Commento by Carlo Capone — agosto 25, 2009 @ 1:27 am

  6. mi piace la parola “tanghero”, ma senza accento
    bravo franz! condivido, Mai capito tutta sta deferenza obbligatoria per il suddetto ballo da cartolina turistica.
    Un abbraccio
    flamen

    Commento by flamen — agosto 25, 2009 @ 12:54 pm

  7. FK, don’t forget our rendez vous, saturday! ;-)

    Commento by gianni biondillo — agosto 25, 2009 @ 10:51 pm

  8. dire erotismo è banalizzare il tango.
    è più il ballo della disperazione, degli emigranti e delle loro speranze. ciò è sensuale.

    c’è però qualcosa di più profondo nella tua riflessione, credo …

    Commento by Donatella — agosto 26, 2009 @ 12:13 am

  9. yes gianni, ho chiesto anche a ferrazzi.

    yes donatella, si va a parare su altro.

    Commento by Franz Krauspenhaar — agosto 26, 2009 @ 3:54 pm

  10. Ne hanno scritte di tutti i colori sul tango argentino, dalla svelta,imprescindibile sintesi del poeta Enrique Granados,”un pensiero triste che si balla”,poi corretta,da musicista, da Piazzolla,”un pensiero triste che si suona”,fino alla tenerezza lirica di Paolo Conte,”come la lucertola è il riassunto di un coccodrillo, così il tango è il riassunto di una vita”, passando per Borgès(ancora lui)”tango:ricordo impossibile d’esser morto duellando,in qualche angolo di strada d’un suburbio”./Borges non capisce niente di musica\ diceva A.Piazzolla nel ’65.Si, ma può rinascere…
    FRANZ,TESORO,MANGIAMO INSIEME, sotto la lanterna, piatti di crauti alla milonga,(purchè senza cipolle), ma afferra ciò che vuoi dei tuoi-miei-nostri-di tutti- Pensieri tristi della terra dei Suburbi di B.A. o della Nuova Zelanda di K.Mansfield o dell’Islanda di BjiorK ma ti imploro NON distruggermi il Tango che mio padre mi ha ballato sulle scarpette bambine coi suoi occhi alla Paul Newman..Per poi continuare con le Milonghe e mia madre persa nel suo blu.
    Abbraccia il dolore; quello del maledetto cancro e di dio che c’è e non c’è..//ma ballalo almeno una volta.OBLIVION..suggerisco.E noi batteremo le mani e poi tutti stretti in un abbraccio..senza fini..ed assenza. Con affetto Marlene

    Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 5:43 pm

  11. tango di fiamme
    di neve
    sporca
    agli angoli
    tango di vita
    e resuscita
    dentro
    fuori
    dalla poltrona
    dove il gatto
    sornione
    mi dice:-
    macchissenefrega
    di tutti
    i vostri
    peni-e
    del cubo
    io mi lecco
    le voglie di notte
    uh come godo
    a leccarmi
    le voglie di giorno
    davanti
    alle vostre
    occhiaie
    di notte
    io veglio
    sogghigno
    con una rosa in bocca.
    Da solo divento
    tanguero.

    il gatto
    lasciato
    ha ripreso
    il suo pelo
    di

    Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 6:48 pm

  12. uccello.
    Non vola.
    Vol-teggia. Mar.

    Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 6:50 pm

  13. marlene, se mi dici tesoro… posso anche cambiare idea. quello che mi preme dire è che questa un pezzo (anche) sulla mia ignoranza… e sul mito che si è fatto del tango, un mito che il tango, credo, lo ha svilito.

    sei una persona gentile. tu il tango lo hai dentro, come hai spiegato, ma non mi attacchi ( a parte i crauti:-)

    c’è gente che in altre sedi mi ha praticamente insultato.

    la letteratura è fatta anche di idiosincrasie e irritazioni, non di tesi da dimostrare. è fatta di storie di vita, come quella che mi/ci hai regalato qui.

    con affetto.

    franz

    Commento by franz krauspenhaar — agosto 27, 2009 @ 6:47 pm

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