Sono esasperato, ma non so da cosa. Forse da tutto. Forse da niente, vale a dire il solito niente che viene contenuto nel tutto, in una capsula enorme ed estrema di persone che si muovono verso una risata, un sorriso stiracchiato, un movimento di bacino al corso di tango della sera sprecata. Ho sempre pensato che il tango, oltre a una perdita di tempo dilatata, spalmata sul corpo in movimento, abbia ben poco a che fare con l’erotismo, come tutti o quasi affermano invece con la convinzione dei credenti presbiteriani. Io ho visto talvolta in televisione e in qualche sala da ballo un uomo e una donna che girano su loro stessi e si infilano le gambe tra le cosce al ritmo di una musica deprimente. Astor Piazzolla, uno dei più grandi compositori del ’900 (anche se questa affermazione la faccio più che altro per sfogare una gran voglia di essere banale senza farmi scoprire troppo) non suonava del tutto questa musica melensa e al contempo malinonica, ma una sua “riabilitazione” creativa da esportazione. Il tango dovrebbe rappresentare la passione amorosa, mentre a me suscita la depressione post-coitum senza coitum, come andato praticamente in bianco, un effetto collaterale senza aver preso nessun medicinale. Il tango è il pallone dei mondiali d’Argentina, quello costruito dalla Adidas e dalla Puma; il tango è una specie di diminutivo di tanghero, il tipo “fine” che nelle balere mostra preferire la mazurka al ballo dei tanghèri – oh quanto sono indispensabili gli accenti, talvolta. Oppure no, stavolta: possiamo mettere insieme i due tangheri – con o senza accento – perchè tutto sommato, a guardarli con attenzione, si assomigliano. “I duri non ballano”, titolò Norman Mailer un suo libro. Non so se sia del tutto vero: certo ballare è in qualche modo arrendersi a un amore recitato. Come quello dei postriboli. O di milioni di matrimoni.
agosto 22, 2009
13 commenti »
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“ballare è in qualche modo arrendersi a un amore recitato”
W O W ! ! !
Ciao, Franz. Sono tornato nell’inferno meneghino.
Commento by gianni biondillo — agosto 22, 2009 @ 5:50 pm
ciao gianni! ti telefono lunedì (domani sono a una grigliata) un abbraccio!
Commento by Franz Krauspenhaar — agosto 22, 2009 @ 7:58 pm
Franz carissimo,
è da un po’ che manco su queste pagine anche se ti ho sempre letto.
Questa del tango mi è molto piaciuta. Tutto può essere erotico o no,
dipende dal nostro approccio alle cose e alla vita in genere.
ci sono periodi in cui, per tornare all’argomento da te aperto,
il tango assume una valenza fortemente erotica, altri in cui, se non
ce ne frega niente di niente, anche il tango diventa negativo.
Hai mai provato a ballare con una donzella al ritmo di tango?
Se no, ti consiglio di provare, ma con una donzella giusta.
ti abbraccio forte carissimo
jolanda
Commento by jolanda catalano — agosto 22, 2009 @ 8:01 pm
A me frega eccome, cara jolanda; soltanto, trovo il tango molto sopavvalutato e volgare come i posti nei quali è nato. ma lungi da me volere affermare una “ragione”. questo piccolo brano è da prendere come una mia riflessione assolutamente personale.
abbraccissimi a te.
Commento by franz krauspenhaar — agosto 24, 2009 @ 1:33 pm
Lucio Dalla – Tango
Hai gia’ preso il treno
io alle dieci avevo lezione di tango
quanta brillantina e coraggio mi mettevo
guarda oggi come piango.
Hai piu’ preso il treno
quella donna che tangava con furore
nei locali della croce rossa
fuori era la guerra nel suo cuore
nel suo cuore tanto tango
da unire il cielo con la terra.
Hai piu’ preso il treno mi son guardato intorno
ho viaggiato cento notti per arrivare di giorno
ho letto libri antichi e preoccupanti
poi arrivati a Torino
ci siamo commossi in tanti per quel tango
ballato dal bambino.
Coltello frai denti fiori in mano
ballava con aria di questura e l’occhio lontano
stava per accadere il miracolo il cielo da nero a rosso
ma il treno si e’ fermato li’ e non si e’ piu’ mosso.
Hai piu’ preso il treno
ci siamo spinti senza avere fretta
ci siamo urlati nell’orecchio senza darci retta
mentre il tango si perdeva in un mare lontano
dov’e’ la tua testa da accarezzare dov’e’ la tua mano.
Ora ci mostrano i denti e i coltelli
ci bucano gli occhi non ci sono tanghi da ballare
bisogna fare in fretta per ricominciare
tutte le stelle del mondo per un pezzo di pane
per la tua donna da portare in campagna a ballare
per un treno con tanta gente che parte davvero
per un tango da ballare tutti insieme
ad occhi aperti senza mistero
Morena e’ lontana e aspetta, suona il suo violino ed e’ felice
nel sole e’ ancora piu’ bella e non ha fretta
e sabato e’ domani, e sabato e’ domani….
Commento by Carlo Capone — agosto 25, 2009 @ 1:27 am
mi piace la parola “tanghero”, ma senza accento
bravo franz! condivido, Mai capito tutta sta deferenza obbligatoria per il suddetto ballo da cartolina turistica.
Un abbraccio
flamen
Commento by flamen — agosto 25, 2009 @ 12:54 pm
FK, don’t forget our rendez vous, saturday! ;-)
Commento by gianni biondillo — agosto 25, 2009 @ 10:51 pm
dire erotismo è banalizzare il tango.
è più il ballo della disperazione, degli emigranti e delle loro speranze. ciò è sensuale.
c’è però qualcosa di più profondo nella tua riflessione, credo …
Commento by Donatella — agosto 26, 2009 @ 12:13 am
yes gianni, ho chiesto anche a ferrazzi.
yes donatella, si va a parare su altro.
Commento by Franz Krauspenhaar — agosto 26, 2009 @ 3:54 pm
Ne hanno scritte di tutti i colori sul tango argentino, dalla svelta,imprescindibile sintesi del poeta Enrique Granados,”un pensiero triste che si balla”,poi corretta,da musicista, da Piazzolla,”un pensiero triste che si suona”,fino alla tenerezza lirica di Paolo Conte,”come la lucertola è il riassunto di un coccodrillo, così il tango è il riassunto di una vita”, passando per Borgès(ancora lui)”tango:ricordo impossibile d’esser morto duellando,in qualche angolo di strada d’un suburbio”./Borges non capisce niente di musica\ diceva A.Piazzolla nel ’65.Si, ma può rinascere…
FRANZ,TESORO,MANGIAMO INSIEME, sotto la lanterna, piatti di crauti alla milonga,(purchè senza cipolle), ma afferra ciò che vuoi dei tuoi-miei-nostri-di tutti- Pensieri tristi della terra dei Suburbi di B.A. o della Nuova Zelanda di K.Mansfield o dell’Islanda di BjiorK ma ti imploro NON distruggermi il Tango che mio padre mi ha ballato sulle scarpette bambine coi suoi occhi alla Paul Newman..Per poi continuare con le Milonghe e mia madre persa nel suo blu.
Abbraccia il dolore; quello del maledetto cancro e di dio che c’è e non c’è..//ma ballalo almeno una volta.OBLIVION..suggerisco.E noi batteremo le mani e poi tutti stretti in un abbraccio..senza fini..ed assenza. Con affetto Marlene
Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 5:43 pm
tango di fiamme
di neve
sporca
agli angoli
tango di vita
e resuscita
dentro
fuori
dalla poltrona
dove il gatto
sornione
mi dice:-
macchissenefrega
di tutti
i vostri
peni-e
del cubo
io mi lecco
le voglie di notte
uh come godo
a leccarmi
le voglie di giorno
davanti
alle vostre
occhiaie
di notte
io veglio
sogghigno
con una rosa in bocca.
Da solo divento
tanguero.
il gatto
lasciato
ha ripreso
il suo pelo
di
Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 6:48 pm
uccello.
Non vola.
Vol-teggia. Mar.
Commento by marlene — agosto 26, 2009 @ 6:50 pm
marlene, se mi dici tesoro… posso anche cambiare idea. quello che mi preme dire è che questa un pezzo (anche) sulla mia ignoranza… e sul mito che si è fatto del tango, un mito che il tango, credo, lo ha svilito.
sei una persona gentile. tu il tango lo hai dentro, come hai spiegato, ma non mi attacchi ( a parte i crauti:-)
c’è gente che in altre sedi mi ha praticamente insultato.
la letteratura è fatta anche di idiosincrasie e irritazioni, non di tesi da dimostrare. è fatta di storie di vita, come quella che mi/ci hai regalato qui.
con affetto.
franz
Commento by franz krauspenhaar — agosto 27, 2009 @ 6:47 pm