La polpa, dentro, che esce serena dalle chele.
Le braccia conserte che si aprono, poi
all’abbraccio, la polpa che sento nei denti
e nel palato fine, e nella gola, scendendo
come a Morzine il campione di libera
nel ghiaccio, nella neve, al fresco del vino
della baita, scorrendo per chilometri, tanti,
fino alla spiaggia, scendendo, alle dune
luminose. Polpa d’aragosta tra le dita
leccate, la gusto con rorida passione,
con foglie di menta alla frescura estiva.
E la spoglio d’ogni corazza, con le dita
bagnate d’acqua di mare; è mia nel senso
primario, e poi per tutto, più che croccante.
E tenerissima compagna delle notti.
[Immagine: Franz Krauspenhaar - Indiko night.]

la donna pasto. l’amore cannibale. lei dentro di lui.
anche l’uomo accoglie, qui in questi versi.
da leggere e rileggere.
bella!
Commento by Donatella — luglio 1, 2009 @ 12:58 pm
merci
Commento by franz krauspenhaar — luglio 2, 2009 @ 8:17 pm
la polpa di donna è la sua più carnosa essenza: sesso e anima, pe’ capisse.
una ricerca/richiesta d’amore per veri intenditori…
m. ;-)
Commento by marta — luglio 5, 2009 @ 8:09 pm
grazie marta, sempre sagace.
Commento by Franz Krauspenhaar — luglio 6, 2009 @ 9:46 am