Peni su pensiline
pene d’inferno
d’amor perduto
solcami e di Fazi
leggimi
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Perbenisti sciatti
a morale bolsa
senso di vaga balsa
come su nave rotta
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Come Berlusconi
in villa, mignotte
mignon, così la gente
applaude, satiriasi
telegattonica, Fritz
il guappo, padre
della gnaggnera
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Largo dai gonfaloni
e Confalonieri, strappati
al triturame, largo ai ben
immobili pensanti, largo
ai giovani, per voi Arcore
Renzo, Montagnani verdi
di merda, come Milano
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Come metano, come ma
chi te lo fa fare, a lavorare
come Remigi, sapessi come
è Fano, invece di Milano
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Ne ho le palle piene di ’sti
Berlucchi finti, di ’sti mammiferi
di strasso, Milano è Montenapo
nel sedere, Orso Capo del Menga
manga mangia, è tutto ‘n magna
magna Licinio Crasso, on the
triclinio al poco fiero pasto
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La bocca sollevò dal fiero mazzo
e disse che bastava al suo signore
come lo slavo l’aveva corto e istretto
come se dovesse far pratica
a diporto, Certosa mollezza
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Moeves, detto per far laurà la gent
questa città è infernale, stigia,
matrassa, porconia, è in Culonia
del mondo, si crede fasta
ma è soltanto crasta, come
una baloffa, sul filo del traversino
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Sapessi com’è strano sentirsi
un po’ imburrati a Milano
tra la gente molto scura
milanesi un po’ leghisti
che paura, nera e dura
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E in questo posto impossibile
io ti ho detto che famo, tu mi hai detto
magnamo, romano di velluto, quà la mano
Celentano-Montesano
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E’ la disputa Roma Milano
far ridere è il nostro mestiere
è come paragonare
il risotto alla vaccinara
l’un per l’altro
due mondi inconciliabili
non spadellabili
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Roma è capoccia, Genova
è focaccia, Focaccia
è Piero, Milano è diaccia,
Bologna è ciccia
Firenze è la tristezza
il freddo nelle ossa
le ossa fredde e basta
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Eppure l’amo, questa città
bastarda, pia, alberga, trivulzia,
san sira, madunina e montenapo
così sanbabilina, così di fiera
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Eppure ne son stuff, come del
mantice si dice al fiato corto
e basta, Milàn l’è un gran Milàn
ma solo se sei qui da quel tot
d’anni, vedi quello che non
si vede più, che vedevi tu
quand’eri sgàrzolo, sapido
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Dura minga, dura no, e via andare
Milano e Vincenzo, Banditi a Milano,
Milano calibro 9, e Rocco e i suoi fratelli
e adius, “vaffanculo”, come la disse
il Ciampi abbeverato nelle pesche
al vino
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Milano benpensante, Milano
delle ronde, io, come con le famiglie
di Gide, vi odio
ma fino ad un certo punto
[Immagine: Franz Krauspenhaar - Di Pietro red light.]

Like some modern-day
*Bonnie and clyde*
On the run again ( on the run again )
On the run again ( on the run again )
On the run again ( on the run again )
On the run again ( on the run again )
ciao biondo!
m.
Comment by martA — June 21, 2009 @ 5:06 pm