The FK experience

June 16, 2009

Biondo ferro

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:33 am

 frankfurt-kaiserstrasse.jpg

Alici, e spaghetti con le vongole, veraci. Soleado al cartoccio, mele d’ordinanza, scampate al diluvio universale. Il suo culo è una mela originaria. Filetti scoscesi di roccia, sorpassata da una spider, nel cucciolo cuore cremoso del pomeriggio addormentato. Mineralwasser. Un timballo di speranza di essere amati, una lasagna al forno nel caldo della passione sfrenata. L’accensione libidinosa delle trofie al pesto, la menta fredda nella gola come fosse uno scaricare l’orgasmo da lui a lei. Il sole che dà illusione ottica di solarità, Ostia nel caldo torrenziale, gli anni Sessanta in melamina, cupole di spaghetti al sugo controvento, in una sola folata, nel sudore di canottiere traforate, stavo guardando cent’anni dopo un film del ‘67, Colpo di sole. Bambini che ascoltano Luglio, e uno di questi sono io. La mamma mi deterge il sudore, dolce madre mia che guarda da sotto lo statuario mio padre, l’omone. Io biondo come il grano maturato, sorrido d’azzurro sulla pineta ammantata di cielo. Come un piccolo morto vago per le nuvole basse e tese in una versione stralunata della mia vita, un’alternativa di paradiso. Oso pensare alla sensibilità della pelle, scatola dei sentimenti e del profondo, incavato da inverni e primavere grigie e nere. L’ingegner Kunz ci porta sul motoscafo: mia madre, radiosa, aspetta in pancia mio fratello, io sono contro l’aria, mio padre ha i capelli scompigliati e muove il volante. Spaghetti all’arrabbiata, birra Spluegen, ne bevve quattro litri, salì sull’auto e guidò fino a casa come se niente fosse. Ora scrivo le memorie di un bambino. Spaghetti aglio olio e peperoncino, mille anni dopo, in una terrazza estiva, assieme a spinterogeni umani a cavaolio di cervella stantie, mugolano il piacere del normale, a rucola dessertati, spumanti volitivi, modaioli, crassi. Sono sopravvissuto a tutto questo. E poi a tragedie, e ad assedi del mio cuore. E a battaglie quasi perse in partenza. Ma io sono biondo ferro battuto e mai vinto.

[Immagine: Franz Krauspenhaar - Frankfurt, Kaiserstrasse. New version.]

5 Comments »

  1. “Ma io sono biondo ferro battuto e mai vinto”

    grazie franz,
    tu sai

    m.

    Comment by martA — June 16, 2009 @ 12:52 pm

  2. grazie.

    Comment by Franz Krauspenhaar — June 17, 2009 @ 7:47 pm

  3. Leggo le cose che scrivi e sto meglio come con l’aulin. Certe volte penso che tu sia pagato da sistema sanitario nazionale.

    Comment by gianni — June 18, 2009 @ 9:43 am

  4. La bellezza dei tuoi pezzi, sta nell’alone di luci ed ombre che riesci a calibrare in equlibrio perfetto.

    Comment by gena — June 18, 2009 @ 8:53 pm

  5. grazie amici miei, penso che abbiate ragione:-)

    Comment by franz krauspenhaar — June 21, 2009 @ 1:58 pm

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

Powered by WordPress