The FK experience

maggio 17, 2009

Una lettera di Giamba Pozzo su Era mio padre

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:59 am

[E' passato un anno dalla pubblicazione di "Era mio padre", un libro che mi ha dato soddisfazioni di ogni tipo - soprattutto umane, da parte dei lettori. Pochi giorni fa Giamba Pozzo, un giovane imprenditore genovese amico di Facebook, mi ha scritto questa lettera  a libro da poco terminato. La pubblico con la sua autorizzazione. FK.]

Ho letto il libro. Ho trascorso il primo maggio leggendolo, incuriosito e coinvolto. Ti scrivo solo ora perché opinioni e sensazioni devono decantare e il tuo libro ha lo spessore di un vino robusto, di corpo, alcolico, tannico. Un tazzelenghe, uno sfursat. Legato al territorio che lo ha visto nascere, alle sue radici ed alle sue irripetibili contraddizioni. L’ho amato, non te lo nascondo. Era tuo padre e tu ne sei figlio in ogni momento, da bambino avvinto, da ragazzo diversamente irrequieto, da giovane tormentato e da adulto pazzo e netto. Non hai mai smesso di esserlo e non hai mai smesso di confrontarti con lui e con te stesso, anche quando ne sei uscito a pezzi e questo genera un racconto aperto, istantanee di un percorso che è e sempre sarà in divenire ma che poggia sulla tua onestà preterintenzionale. Le immagini si saldano, scorrono e diventano cinema. Tu crolli ma non vuoi risorgere, rifiuti la salvezza che condanna, affronti la tua evoluzione e la rileggi in questa luce vivida e spettrale che circonda persino gli assiomi dai quali non puoi prescindere. Non sei disposto a frustrare le necessità che avverti, il racconto è drammatico, l’uomo, il padre, il figlio, il fratello, franz, stefano, carl non sono archetipi, non sono persone, sono la vita che fluisce, che trascina, che rivive nelle uccisioni. Racconti tuo padre anche quando sembri discostartene. Il mio una volta mi ha detto che l’esperienza è un fatto intrasmissibile. Possiamo capire, sfrondare e sentire e mai restare inerti di fronte all’incapacità che morde i balzi che sentiamo di voler compiere. Tu hai raccontato attraverso, fuori e intorno a te la storia di un rapporto. Lo hai fatto quando non potevi più evitarlo, questo libro si è scritto. Ho dato una scorsa ad alcune recensioni, sono tante e molto diverse tra loro, lo sai bene. Non ne ho inteso la maggior parte, molte delle intenzioni che ti attribuiscono mi sono sembrate ovvie rinunce alla lettura. La noia, ad esempio, non si ammette e tu ammetti tutto, eccessivo, pedante, follemente autarchico. Il tuo rapporto con le donne, poi: scandisce le tue perplessità ma è sincero come poche volte ho incontrato e mi è parso straordinario. Non ho mai incontrato un uomo davvero sincero con le donne come non ho mai incontrato una donna sincera ma le donne che attraversano la tua vita finiscono con l’esserlo. Straordinario. Grazie.

4 commenti »

  1. Bella questa lettera, franz, veloce e incisiva,
    coglie i punti essenziali del tuo libro ed è scritta
    proprio bene.

    Complimenti al tuo amico e ate, come sempre il mio abbraccio
    jol

    Commento by jolanda catalano — maggio 17, 2009 @ 10:43 am

  2. davvero bella. grazie a te, jol.

    un abbraccio.

    Commento by franz krauspenhaar — maggio 18, 2009 @ 6:18 pm

  3. Franz, scusa l’OT. Ma se vai su http://www.acapofitto.splinder.com, sul diario di oggi trovi la tua poesia sul terremoto aquilano commentata assieme ad altre due sullo stesso argomento.

    Un saluto

    Saldan

    Commento by Salvatore D' Angelo — maggio 18, 2009 @ 6:38 pm

  4. grazie mille salvatore, veramente un bel regalo.

    un saluto a te!

    Commento by Franz Krauspenhaar — maggio 18, 2009 @ 8:18 pm

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