Amami ti prego come sono.
Un pagliaccio, la sfida, una spada,
un porco appollaiato, un tè freddo.
Amami come sono, accetta questa
mia furia, questo mio buco dentro,
il chiavistello, la porta, il gemito.
Come sono, come sono, un ladro
di quel che trovo, un topo, una mosca
che vede senza essere vista.
Come sono, col dolore che non passa
con la voglia di riderti in faccia
con la tua tenerezza che non trovo
mai, con la mia, che sopravvaluto.
Con il mio carattere orribile, con
la disperazione di essere vivo
mentre i morti, nelle tombe,
fanno la siesta tra le tarme vive.
Con i buchi nel petto, col pianto
appiccicato al muro, con la nevrosi
che mi taglia vivo, con il perfetto
mio modo per non tirare dritto.
Se puoi, se vuoi, se vuoi farti
del male, accettami come sono.
[Immagine di Helmut Newton - 1974]

Come non amarti, come sei, come sei, tu che con il tuo perfetto modo per non tirare dritto, ti libri e poi volteggi le parole alto nel cielo!
Tenero, rapace, grande Franz!
Anche la foto che accompagna è magnifica. Perfetta. Bravo.
Grazie garissimo! :-)
f.
Commento by Anonimo — marzo 20, 2009 @ 7:49 pm
Un pezzo che condensa l’estremo bisogno dell’essere, bello.
Commento by gena — marzo 20, 2009 @ 8:45 pm
Un pezzo che condensa l’estremo bisogno dell’essere, bello.
Commento by gena — marzo 20, 2009 @ 8:45 pm
E’ sempre colpa del pc!!!!!!
Commento by gena — marzo 20, 2009 @ 9:07 pm
ahahahah!!!
grazie f. ma ci conosciamo vero??
Commento by Franz Krauspenhaar — marzo 20, 2009 @ 10:49 pm
si franz, ho solo dimenticato di scrivere la mia mail, scusa! :-)
Commento by fiamma — marzo 20, 2009 @ 11:07 pm
Ma sai che a rileggerla una seconda volta è ancora più bella?
Una terza, una quarta … ogni rilettura si entra un po’ più nelle parole e si apprezza di più la verità.
Non è assolutamente troppa, come pensavo all’inizio …
Un abbraccio
Commento by Donatella — marzo 21, 2009 @ 8:40 am
grazie donatella! ciao fiammaccia, eri tu allora! un abbraccio!
Commento by franz krauspenhaar — marzo 21, 2009 @ 10:55 am
E’ bella SignorFranz. Molto.
Liz
Commento by liz — marzo 21, 2009 @ 11:35 am
ricordando, perché vanno ricordate, “vampiri di mezz’età” o quell’altra su Tua madre, su Palmi,l’ospedale,(vado a memoria)
lette e “sentite” quasi fossero reminiscenze dell’infanzia di ognuno,non posso fare a meno di chiederti: ma nel frattempo che cosa è successo?
Commento by nello — marzo 21, 2009 @ 8:28 pm
vai, franz, questa roba spacca!
ciao
Commento by Lorenzo — marzo 23, 2009 @ 10:37 am
Ciao, Franz
Vorrei dirti solo questo:
Avrei voluto (ma non è invidia, tutt’altro) scriverla io (che non sono proprio una scartina) ma alla fine seguo sempre il mio motto preferito: sono più orgoglioso delle cose che ho letto che di quelle che ho scritto (citando Borges)
Pasquale
Commento by pasquale vitagliano — marzo 24, 2009 @ 9:40 am
caro nello, leggi “era mio padre”. lì ci sono tutte le risposte. le poesie sono una specie di prolungamento del romanzo. grazie mille!
lorenzo grazie!
pask, tu sei bravissimo, ben più di me!
un abbraccio a voi tutti,
franz
Commento by franz krauspenhaar — marzo 25, 2009 @ 12:26 am
ciao senoraLiz, un bacio (posso?):-)
Commento by franz krauspenhaar — marzo 25, 2009 @ 12:27 am