Questo blog non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti… che sono lì a lato della strada pronti per il crash dell’auto di passaggio. Pochi commenti. Che stia sbagliando qualcosa? Quando pubblicavo (quasi) una poesia al giorno era diverso. C’erano anche 10, 15 commenti a post. Quando (parliamo del Giurassico, per internet) questo blog si chiamava Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG ed era praticamente un blog multiautore - una specie di “spalla cotta brianza” di Nazione Indiana, nella quale, pure, militavo da “cabezon pop della cultura”, siamo arrivati talvolta a 150 commenti a post. Alla faccia della succursale. Qui vado avanti dall’agosto del 2004 - a parte qualche temporanea chiusura (specie nella primavera – estate del 2006, causa depressione nervosa, come ho raccontato nel mio ultimo libro, “Era mio padre”). E mo’? Ho messo foto di ragazze nude con “patata” a vista e l’unico risultato è stato di perdere l’account di Facebook per un giorno. Ho sparato qualche copertina di Le ore anni ’70 e solo vecchi simpatici porconi intellettuali hanno risposto all’appello.
Ditemi voi – se siete in ascolto – cosa cazzo ( o minchia, a seconda della regione) devo fare. Io metto qui sempre quello che mi pare, in verità senza troppo badare ad altro che al mio divertimento.
Devo diventare “impegnato”? Parlarvi, come molti fanno, di anarchia? L’anarchico “comodo” è di gran moda, fa l’anarchico coi soldi della comunità. Io gli anarchici che amo sono solo due: Leo Ferré, perchè era un grande artista, e… boh? Facciamo Ferrè e morta lì.
Ma chi se ne frega. Cazzo devo fare, o Lettori? Non m’interessano gli accessi, non più di tanto, ecco; m’interessano i commenti. Chiaro che questo spazio non lo chiudo comunque, però, che cazzo.
Cazzo cazzo cazzo.
Quando mi dicono che “L’animale morente” di Philip Roth è un grande libro mi viene voglia di mettere mano alla pistola. Cosa c’entra? Forse che mi piacerebbe fare come molti altri, parlarvi dei miei gusti e disgusti estetici. Ma ve ne fregherebbe una cidda tosta di qualcosa?
[Immagine: Copertina di "Pepper" - rivista zozza americana del 1960]

sì,ce ne fregherebbe:e scollare dalla testa di P.Roth l’aureola a neon di grande scrittore
sarebbe già un buon inizio
Commento by nello taver — marzo 18, 2009 @ 1:14 pm
Franz, commento poco perché le parole mi mancano sempre, ma godo a leggerti, sono un soldato silenzioso.
Commento by gianni — marzo 18, 2009 @ 1:33 pm
La vita è ciclica, come le maree. Pure il blog …
:)
Commento by Donatella — marzo 18, 2009 @ 4:51 pm
In parte la colpa è di facebook, ci si perde tra i rivoli del tempo, e si macinano le giornate senza posa.
Commento by gena — marzo 18, 2009 @ 8:08 pm
In parte la colpa è di facebook, ci si perde tra i rivoli del tempo, e si macinano le giornate senza posa.
Commento by gena — marzo 18, 2009 @ 8:08 pm
Ops. è colpa del pc -:)))
Commento by gena — marzo 18, 2009 @ 8:17 pm
dai che così sono a 6 commenti!:-)
nello, con roth sfonderei porte aperte. la cosa squallida è che per questi 4 criticastri e scrittorastri nostrani esiste solo la letteratura italiana e quella americana, dalla quale copiare. una pena. roth poi è il peggior manierista della seconda metà del 900. avrebbe dovuto pubblicare solo due o tre libri, tra i quali spicca Il lamento di portnoy. certi ampiamente incensati, come pastorale americana, sono delle ciofeche noiose e ripetitive. altro che nobel.
carissimo gianni, grazie. e scusatemi tutti, ho scritto il post di getto, non volevo fare pianti grechi in pubblico!
Commento by Franz Krauspenhaar — marzo 18, 2009 @ 11:53 pm
Ciao Franz, anch’io soldato silenzioso, in trincea. Non mollo la compagnia.
A proposito, mi spiace non essermi fermato di più a salutarti l’altra domenica al Frida, ma ero con amici e avevamo un impegno. Per questo sono andato via in velocità. Però eri un buona compagnia, stravaccato sul divanetto in pelle.
un abbraccio e w le foto, ci vogliono!
ciao
Commento by Lorenzo — marzo 19, 2009 @ 9:52 am
Carissimo Franz,
tu puoi pubblicare quello che vuoi e noi lettori
in base ai nostri tempi psichici, o schizoidi,
postiamo un commento a modo nostro, anche se,
e parlo per me, a volte ultimamente mi capita di saltare più di un post,
ma non è certo per colpa tua.
Piuttosto, ho rilevato l’assenza delle “vecchie” amiche che commentavano.
Sarà perchè adesso ti leggono nuovi lettori? non so.
ti abbraccio forte
jol
Commento by jolanda catalano — marzo 19, 2009 @ 1:53 pm
Tutto quello che fai a me interessa, e lo sai. Poi la vita è così: certe volte si è più connessi, altre (come in questo periodo per me) meno.
In più, io, sono fuori dal mondo Facebook, quindi sto persino perdendo contatti col virtuale…
Commento by gianni biondillo — marzo 19, 2009 @ 3:18 pm
un calciatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia, mica dal numero dei commenti, e che diamine.
comunque eccone uno in più.
saluti
Commento by sergio — marzo 19, 2009 @ 5:05 pm
Vi ringrazio di cuore. E mi vergogno un po’, per questo post. Come se i commenti fossero sempre importanti.
Mi avete dato delle spiegazioni che, francamente, mi hanno commosso.
Siete persone che conosco personalmente e che ammiro.
P.s: caro Lorenzo, ero in buona compagnia, ma la signora è purtroppo già impegnata…:-)
Commento by Franz Krauspenhaar — marzo 20, 2009 @ 3:52 am
questa considerazione ti rende ancora più mitologico
Commento by Lorenzo — marzo 20, 2009 @ 1:51 pm
Era una visita di amica… Non hai sbagliato. Amo la tua scrittura sporca, deliziosa e sporca.
Scrivo poco: sono un po’ giù di corda.
E non to ho visto alla serata di Milano, allora faccio la broncia (scherzo).
Baci véronique
Commento by véronique vergé — marzo 20, 2009 @ 2:21 pm
i commenti sono un finto problema ovunque, in realtà ai naviganti, scusa, alla maggior parte dei naviganti, frega solo di essere letti e non di commentare, e tanti che commentano commentano a caso o solo per lasciar traccia del loro passaggio. l’importante è sbattersene e continuare a volteggiare e farsi strada a sprangate. Il tempo (non) ci darà ragione e tutto (non) si sistemerà.
Commento by don gately — marzo 23, 2009 @ 11:43 pm
Anche io ti leggo sempre, grandissimo Franz. Se, come in questo periodo, rimango un po’ indietro con i post, poi me li leggo tutti di fila. E, lo so, non commento quasi mai, ma la tua scrittura ruvida e di sangue per me è bellissima sempre, davvero.
Un abbraccio,
Giuseppe
Commento by giuseppe catozzella — aprile 10, 2009 @ 10:56 pm