Ontelotop torpedo, Mosca di Lenin, grado di “Bomben Heiss!”
Così mi disse Heinz parlando della vacanza a Grado
quell’anno prima che Vallanzasca lo trovarono, lì.
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Son diventato amico di Lutring Luciano, lì, dentro,
nel covo armadillo di facce da libro, i capelli tinti
e il mitra che sparavo con (io) nei sogni al gang -
Dimitri il pappa russo, al bar dei cinesi, fecimo una
konversatja mentre sculettava la biondastra,
era l’estate lunga e irrespirabile del 2003.
“Bomben Heiss!” – chissà dov’è finito, Heinz.
***
Amado Dio, come se Hayworth pregasse
al posto di questo papanazo, paparazzo
del cazzo, che si freghi. Ieri ho parlato con
Rino Barillari – un mito – fonico mi dice
“se passa da Roma berremo
una coppa di champagne” ,- dai
che sballo -, niente si perde se
non lo si vuole perdere. Ricordare
tutto, sempre, è il nostro viaggio
nella memoria, annichilito, selvaggio,
fresco, puntuto. Ergersi a precipizio,
scodare alle curve, Fangio in testa,
la memoria che serve, che richiama,
che ci fa notevoli, e più puri.
***
Ricordare gli eccidi, i genocidi,
le profonde ingiustizie, credere
che manchi solo quel tanto poco;
e battersi, per cio’ che è di noi
la fonte. E il finale giusto,
ripercorso, e felice. Ricordare.
