The FK experience

dicembre 30, 2008

Da La poesia e lo spirito: Siamo i Fangio della cultura che non paga #2

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:20 am

the_blob.jpgDa stanotte, sul prestigioso litblog diretto da Fabrizio Centofanti, un mio “blob” dell’orrore, qui, consistente negli interventi più mostruosi alla prima puntata, “Siamo i Fangio della cultura che non paga”, pubblicato su Nazione Indiana, qui.

Per chi ancora crede che la mia sia una battaglia di retroguardia: andrò avanti ancora, dopo che gli “scioperanti dell’autore”, dopo aver messo in rete un sito per la “raccolta differenziata di interventi”, si sono dati alla macchia. Ma il Vs affezionatissimo, com’è suo costume, va avanti a spada tratta. Perchè, rendetevene conto, spesso sono i tuoi “colleghi” i tuoi involontari, ma anche volontari, nemici.

1 commento »

  1. Grande Franz, ho trovato molto divertente anche, il blob di LPELS. Mi accodo e, come tu forse sai, anche io penso che il problema, ahimè, è generalizzato, e riguarda tutto un Paese, tra i più ignoranti del mondo occidentale. E questo ce lo portiamo dietro da un passato di stenti e dalla mancata cosiddetta rivoluzione borghese. Tutti: classe dirigente, politica e plebe (!), si è qui molto ignoranti. Ricordo un saggio pubblicato da Einaudi l’anno scorso sull’argomento. Ne consegue che la cultura è solo una cosa pallosa, i libri vengono buoni quando si imbianca, gli “intellettuali” non servono, la cultura non serve. E chi ignorante non è, chi detiene posizioni di potere nell’industria culturale – direttori, capi servizio, caporedattori, ecc. – rischia di rientrare nell’altra grande categoria che pare formare il DNA di noi italiani: la corruzione. Dicasi un certo gusto per la via breve, per il minimo sforzo e la massima resa, per la chirurgica cancellazione del merito e dello sforzo, per l’omologazione, per la mediocrità. Così come mediocri, in molti casi, sono proprio coloro che detengono le cosiddette posizioni di potere nell’industria culturale, poiché le occupano senza meriti, ma per cosiddetta discendenza familiare o amicale. Avrei tanti esempi più o meno scandalosi da fare, dato che come sai lavoro per una enorme industria culturale, appunto.
    Ma: WE’LL NEVER TURN BACK, come dice Mavis Staples nel suo anacronistico – perché parla di protesta nell’epoca della dimenticanza! – ultimo cd.

    Commento by giuseppe catozzella — dicembre 30, 2008 @ 12:24 pm

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