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dicembre 29, 2008

Su Nazione Indiana: Corde del sogno # 2

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:58 am

vertigo-pic-4.jpg

Ecco la seconda puntata di Corde del sogno, un lavoro sui sogni, in prosa, che sto scrivendo e pubblicando a puntate su Nazione Indiana. Mille grazie se darete almeno un’occhiata.

[Immagine: Inquadatura da "La donna che visse due volte", di Alfred Hitchcock - 1958]

8 commenti »

  1. Spezzo una corda a favore. Ma, a proposito di sogni, visto che ne scrivi, sai per caso quale sia la velocità del sogno?

    Commento by macondo — dicembre 29, 2008 @ 4:44 pm

  2. No, anche perchè, caro Macondo, non ho capito bene la domanda.:-)

    Commento by Franz Krauspenhaar — dicembre 29, 2008 @ 11:16 pm

  3. Gli zapatisti, maestri nel costruire ossimori e rompicapi, si sono posti la domada: qual è la velocità del sogno? Penso che tutti i sognatori, in quanto ribelli, dovrebbero porsela. Le varie risposte (perché non ce n’è una sola) potrebbero fornire il mosaico della sua dinamica.

    Commento by macondo — dicembre 30, 2008 @ 3:48 am

  4. La velocità del sogno è per me quella del suono: quanto ci vuole, nel caso della mia battaglia solitaria, a mandare affanculo un certo numero di “brave persone timorate della loro ombra”?

    Commento by Franz Krauspenhaar — dicembre 30, 2008 @ 9:21 am

  5. Mi sa che il destino del tuo suono è quello di disperdersi nei recessi (frattalici) della malafede o del risentimento o della scrollata di spalle di quelle “brave persone timorate della loro ombra”. Sai, gli autori è un mondo perverso (anacoluto):

    Tu che leggi già sai
    che i poeti è razza spudorata,
    bugiardi di tre cotte che fingono bellezza
    dov’è squallore, che rapiti cantano aprile
    quand’è novembre, che per una cocotte
    fanno carte false dicendola beatrice,
    che la notte gabellano per giorno e il foglio
    non lasciano nemmeno per pisciare,
    che col naso al cielo riscuotono
    il loro credito in terra.

    Commento by macondo — dicembre 30, 2008 @ 5:09 pm

  6. sì, va bene, ma qui si tratta di chiedere il dovuto. l’equo. il giusto.

    Commento by Franz Krauspenhaar — dicembre 30, 2008 @ 6:23 pm

  7. Il dovuto, l’equo, il giusto? Ossia, chiedere l’araba fenice, il Sacro Graal e la pietra filosofale tutti insieme? Il dovuto, l’equo e il giusto non sono un va da sé che ogni persona dotata di buon senso dovrebbe riconoscere agli altri. Per il dovuto, l’equo e il giusto, ci sono popoli, comunità, etnie che lottano da secoli. Ma forse mi allargo troppo, esulo dal “recinto”. Cmq anche a livello sindacale il dovuto, l’equo e il giusto presuppongono una lotta, una ribellione (parlo in generale, e senza saccenza).

    Commento by macondo — dicembre 30, 2008 @ 9:28 pm

  8. eh lo so; ma prima di lottare bisogna svegliare, o tentare di farlo.

    Commento by Franz Krauspenhaar — dicembre 31, 2008 @ 4:24 pm

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