
GUIDARE
Sogno vetture sport, io che le guido
felice. Rosse, gialle, come sull’autopista
di bambino. Ma io dentro, a sterzare,
derapare, frenare, a pochi metri dal nulla.
Mi manca, guidare. Calciare il pedale
del chi s’è visto, sempre a un passo
dal suicidio. Sei più forte, sei ora
padrone di farlo, con uno scatto nero.
Da piccolo, sull’auto a pedali, rossa,
di ferro. Ma anche nello scatolone
del super, un coperchio nelle mani,
e wroom wroom, per ore.
In auto, a papà chiedevo sempre:
“Papà, quella che macchina è?”.
Lo sapevo bene, ma volevo la conferma
di dio, di Nettuno anfibio ora su terra, ai
pedali, al volante, di corazzata Ford. (continua…)






