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	<title>Comments on: Una lettera di Giorgio Morale</title>
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	<description>il sito di Franz Krauspenhaar</description>
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		<title>By: a.</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18554</link>
		<dc:creator>a.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 19:48:23 +0000</pubDate>
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		<description>a denti stretti!!! ;)))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a denti stretti!!! ;)))</p>
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		<title>By: Franz Krauspenhaar</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18552</link>
		<dc:creator>Franz Krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 19:01:53 +0000</pubDate>
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		<description>grazie mille a giorgio, per la sua lettera e le sue parole supplementari.

Spero di poter ricambiare in occasione del suo prossimo libro.

Véronique cara, sono qui. più tosto che mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie mille a giorgio, per la sua lettera e le sue parole supplementari.</p>
<p>Spero di poter ricambiare in occasione del suo prossimo libro.</p>
<p>Véronique cara, sono qui. più tosto che mai.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: véronique vergé</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18525</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 15:36:21 +0000</pubDate>
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		<description>Franz, dove sei???

véronique</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, dove sei???</p>
<p>véronique</p>
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	<item>
		<title>By: a.</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18490</link>
		<dc:creator>a.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 21:48:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...]
non ripetermi che qui è una foresta,
[...]
che il verbo del poeta è la pietà:
una rondine sottratta alla corrente.

E un giorno non capirai.

Entrerò nella turba dei Falliti
con l&#039;umiltà che sempre mi ha distinto;
brucerò tanta rabbia nel mio cuore
che l&#039;inferno tremerà per riscaldarmi:
e avrò anch&#039;io un duro contrappasso:
sarò il bullone d&#039;un ponte americano.

Massimo Feretti, tratto da Lode d&#039;un amico poeta 

************* 

Ho strappato l&#039;ortografia dei deterivi
aperto farfalle tra il melodramma dei titoli
verificato le astuzie sui denifrici
scavato le consolazioni dell&#039;amarezza
sovrapposto i ricatti della bontà--
ho mutato gli avvisi di morte in repertori di colore.

        NO: chi ha visitato la mostra dei miei collages
non pensi a un gruppo di amici 
tornato tardi dal cinema!

Ma i miei visitatori 
        sono
                     i funzionari del distacco
                     gli esecutori della distrazione--
gli addetti alla rampa di lancio delle pasticche inodori:
                     da qui si irraggia la bestia del sonno
                     (il flusso bonario che rende tranquilla la morte),
                     da qui emigra la logica del nulla
                     (il nulla è pedagogia telegenica). [...]

Massimo ferretti, da I versi urbani III

a.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]<br />
non ripetermi che qui è una foresta,<br />
[...]<br />
che il verbo del poeta è la pietà:<br />
una rondine sottratta alla corrente.</p>
<p>E un giorno non capirai.</p>
<p>Entrerò nella turba dei Falliti<br />
con l&#8217;umiltà che sempre mi ha distinto;<br />
brucerò tanta rabbia nel mio cuore<br />
che l&#8217;inferno tremerà per riscaldarmi:<br />
e avrò anch&#8217;io un duro contrappasso:<br />
sarò il bullone d&#8217;un ponte americano.</p>
<p>Massimo Feretti, tratto da Lode d&#8217;un amico poeta </p>
<p>************* </p>
<p>Ho strappato l&#8217;ortografia dei deterivi<br />
aperto farfalle tra il melodramma dei titoli<br />
verificato le astuzie sui denifrici<br />
scavato le consolazioni dell&#8217;amarezza<br />
sovrapposto i ricatti della bontà&#8211;<br />
ho mutato gli avvisi di morte in repertori di colore.</p>
<p>        NO: chi ha visitato la mostra dei miei collages<br />
non pensi a un gruppo di amici<br />
tornato tardi dal cinema!</p>
<p>Ma i miei visitatori<br />
        sono<br />
                     i funzionari del distacco<br />
                     gli esecutori della distrazione&#8211;<br />
gli addetti alla rampa di lancio delle pasticche inodori:<br />
                     da qui si irraggia la bestia del sonno<br />
                     (il flusso bonario che rende tranquilla la morte),<br />
                     da qui emigra la logica del nulla<br />
                     (il nulla è pedagogia telegenica). [...]</p>
<p>Massimo ferretti, da I versi urbani III</p>
<p>a.</p>
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	<item>
		<title>By: Giorgio</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18481</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:49:26 +0000</pubDate>
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		<description>Al n. 5 ero io, Giorgio, mi scuso per la dimenticanza.

Sono d&#039;accordo con quanto dici, Elisabetta. Pensavo anche a quanto dice una mia amica, Livia Candiani, dell&#039;India: &quot;In India dove ho vissuto per un po&#039;, quando ti succede, quando ti muore qualcuno, vengono a trovarti, le donne soprattutto, e siedono con te, ti circondano le spalle con un braccio, scuotono un po&#039; la testa, sussurrano: &quot;Mmm, nnn, ntc, ntc…&quot; sai quei piccoli versi per dire &quot;Eh, non doveva andare così, ma è così che va…&quot; e ti fanno il tè o ti mettono uno scialle sui piedi. A nessuno verrebbe mai in mente di toglierti il dolore, ma solo di ascoltarlo, sentirlo... non si può far smettere nessuno di urlare e perché salvarsi è opera personale e personale risveglio, ma si può mettersi in ascolto, mettersi al fianco. insieme&quot;.

Ma perché questo si dia, nel caso fosse possibile, occorre un grande rinnovamento sociale e culturale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al n. 5 ero io, Giorgio, mi scuso per la dimenticanza.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con quanto dici, Elisabetta. Pensavo anche a quanto dice una mia amica, Livia Candiani, dell&#8217;India: &#8220;In India dove ho vissuto per un po&#8217;, quando ti succede, quando ti muore qualcuno, vengono a trovarti, le donne soprattutto, e siedono con te, ti circondano le spalle con un braccio, scuotono un po&#8217; la testa, sussurrano: &#8220;Mmm, nnn, ntc, ntc…&#8221; sai quei piccoli versi per dire &#8220;Eh, non doveva andare così, ma è così che va…&#8221; e ti fanno il tè o ti mettono uno scialle sui piedi. A nessuno verrebbe mai in mente di toglierti il dolore, ma solo di ascoltarlo, sentirlo&#8230; non si può far smettere nessuno di urlare e perché salvarsi è opera personale e personale risveglio, ma si può mettersi in ascolto, mettersi al fianco. insieme&#8221;.</p>
<p>Ma perché questo si dia, nel caso fosse possibile, occorre un grande rinnovamento sociale e culturale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: elisabetta</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18479</link>
		<dc:creator>elisabetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:28:35 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, la tua riflessione mi convince. Ciò che andrebbe recuperato o inziato ex novo, è un modo di partecipare al dolore, di condividerlo. Questo può conferirgli un nuovo senso, proprio (e soprattutto) quando il &quot;suo&quot; senso originario appare incomprensibile.
Elisabetta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, la tua riflessione mi convince. Ciò che andrebbe recuperato o inziato ex novo, è un modo di partecipare al dolore, di condividerlo. Questo può conferirgli un nuovo senso, proprio (e soprattutto) quando il &#8220;suo&#8221; senso originario appare incomprensibile.<br />
Elisabetta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18478</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 11:12:16 +0000</pubDate>
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		<description>Certo, Jolanda, che, se ogni libro crea i suoi lettori, il libro di Franz crea un lettore partecipe.

Sul dolore: Elisabetta, non so se è possibile dare sempre un senso al dolore, Giobbe sta lì a indicarci un dolore incolmabile. Però mi riferivo a questo: nella cultura occidentale la gioia è &quot;insieme&quot;, il dolore è &quot;da soli&quot;, basta guardare l&#039;iconografia relativa: ho presente il celebre quadro fiammingo &quot;Il re si diverte&quot; e le tanti raffigurazioni del dolore. Invece in altre culture, ad esempio quella ritratta nei film di Kusturica, un funerale può essere celebrato stando insieme in una festa. Ecco, noi occidentali abbiamo perso una dimensione in cui vivere anche il dolore con gli altri, in unmodo che non sia solo o espellerlo e ignorarlo, o sprofondare nella solitudine e nell&#039;umor malinconico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, Jolanda, che, se ogni libro crea i suoi lettori, il libro di Franz crea un lettore partecipe.</p>
<p>Sul dolore: Elisabetta, non so se è possibile dare sempre un senso al dolore, Giobbe sta lì a indicarci un dolore incolmabile. Però mi riferivo a questo: nella cultura occidentale la gioia è &#8220;insieme&#8221;, il dolore è &#8220;da soli&#8221;, basta guardare l&#8217;iconografia relativa: ho presente il celebre quadro fiammingo &#8220;Il re si diverte&#8221; e le tanti raffigurazioni del dolore. Invece in altre culture, ad esempio quella ritratta nei film di Kusturica, un funerale può essere celebrato stando insieme in una festa. Ecco, noi occidentali abbiamo perso una dimensione in cui vivere anche il dolore con gli altri, in unmodo che non sia solo o espellerlo e ignorarlo, o sprofondare nella solitudine e nell&#8217;umor malinconico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: véronique vergé</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18477</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:15:15 +0000</pubDate>
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		<description>riconosce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>riconosce</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: véronique vergé</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18476</link>
		<dc:creator>véronique vergé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 10:14:57 +0000</pubDate>
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		<description>Una lettera magnifica che trova eco in me, nel buoi del cuore.
Era mio padre è lo specchio perfetto dell&#039;anima di Franz.
Un libro specchio dove il lettore riconse la sua propia vulnerabilità.
C&#039;è una nudità splendida che mi fa pensare agli alberi in invierno, quando il gelo fa rose bianche nel ramo.
Il dolore rende la scrittura più limpida, luminosa nella sua nudità spietata.

Un abbraccio a franz.

véronique</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera magnifica che trova eco in me, nel buoi del cuore.<br />
Era mio padre è lo specchio perfetto dell&#8217;anima di Franz.<br />
Un libro specchio dove il lettore riconse la sua propia vulnerabilità.<br />
C&#8217;è una nudità splendida che mi fa pensare agli alberi in invierno, quando il gelo fa rose bianche nel ramo.<br />
Il dolore rende la scrittura più limpida, luminosa nella sua nudità spietata.</p>
<p>Un abbraccio a franz.</p>
<p>véronique</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: jolanda catalano</title>
		<link>http://www.markelo.net/2008/09/22/una-lettera-di-giorgio-morale/comment-page-1/#comment-18474</link>
		<dc:creator>jolanda catalano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 08:05:55 +0000</pubDate>
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		<description>Franz, questa lettera di Giorgio è davvero bella, l&#039;ho letta
con vero piacere. Penso che un libro come Era mio padre possa
smuovere l&#039;animo del lettore in molte direzioni.
Le parole di Giorgio sono la testimonianza di chi si è tuffato
anima-corpo nella tua lettura.

Il dolore è una brutta bestia ma, forse, la nostra grandezza
sta nel tentativo cruento per superarlo.

un forte abbraccio a entrambi
jol</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, questa lettera di Giorgio è davvero bella, l&#8217;ho letta<br />
con vero piacere. Penso che un libro come Era mio padre possa<br />
smuovere l&#8217;animo del lettore in molte direzioni.<br />
Le parole di Giorgio sono la testimonianza di chi si è tuffato<br />
anima-corpo nella tua lettura.</p>
<p>Il dolore è una brutta bestia ma, forse, la nostra grandezza<br />
sta nel tentativo cruento per superarlo.</p>
<p>un forte abbraccio a entrambi<br />
jol</p>
]]></content:encoded>
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