The FK experience

August 13, 2008

Il perchè del blog Liste (www.solmi.wordpress.com).

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 12:26 pm

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Il blog Liste nasce dall’esigenza di sperimentare sulla lingua italiana dei mass-media e dei retaggi culturali di un uomo della mia generazione, un baby boomer della “fine” (1960), cresciuto con Carosello e con stimoli culturali prevalentemente provenienti dal mondo dei cartoon americani e dei film d’avventura dell’epoca 60/70. La scolarizzazione affrettata e convulsa, con “premium card” di ben due bocciature al liceo negli anni della contestazione globale, la curiosità (gattouccisoria) per la letteratura in senso lato - da Beckett a Pinter a Fredric Dard (Commissario Sanantonio) ad Achille Campanile - l’affabulazione maniacale e vagamente erogena, il palcoscenico della classe come teatro della crudeltà e dell’assurdo: tutte queste stimolazioni del pene eretto alla cultura del dissenso personale ed anarcoide (tendenzialmente di destra) mi hanno spinto negli anni nel ventre della balena di una ricerca sul linguaggio prima istintuale e quasi animalesca (da qui anche il Franzwolf come nome “da caccia” nei messaggi personali internettiani) e poi sempre più avvertito e mediato dalla cultura via via appresa. Liste vuole colmare un gap di ricerca, nel tentativo, attraverso la compilazione di “liste”, di formare dei cortocircuiti di senso, dei “trenini erotici del dissenso”, perlappunto delle “aggregazioni verbali” formate da concatenazioni sonore, tra rime e assonanze spicce e più raffinate. La costruzione di una neolingua grottesca, che in certo senso si sostituisca con lo spirito dadaista e vagamente distruttivo delle avanguardie storiche a quella estremamente codificata della tecnologia e ormai anche della pubblicità (in origine serbatoio di rivoluzione del senso dall’interno del sistema capitalistico) è il compito che mi sono dato, ad libitum. A corollario, ci sono altre categorie come gli “aforismi di buona educazione”, sorta di aforismi della disperazione, imitazioni avanspettacolari degli aforismi specialmente cioraniani. E le “miniliste”, sorta di compressioni delle liste normali in brevi “stripes”, sorta di sintesi della sintesi di un pensiero marginale per definizione, cascame di nonsenso. Infine i “contirbuti extra”, a volte in forma prettamente poetica (ma di una poesia fuori da ogni lirica) e le “liste anomale”, nelle quali la ricerca di sovvertimento del senso e di generale, rivoluzionaria protesta contro la lingua assiderata dei nostri tempi prende una piega ancora più radicale. Il progetto è tale poichè, nonostante non esista una scadenza, c’è alla base una ricerca appunto progettuale, una speranza di modificazione degli stilemi linguistici ed espressivi. E’ accumulatorio proprio perchè le liste rappresentano una accumulazione a volte disperata di quegli “impulsi verbali” che sono in certa misura gli ultimi disperati messaggi dall’”outer space” di una “dangerous mind” che non si arrende al piattume del linguaggio dei media e della letteratura midcult ormai vincitrice di tutti i premi letterari più prestigiosi. Nella circolazione quasi clandestina e per pochi appassionati attraverso il network dei lit-blog, Liste rappresenta, assieme ad altri siti di ricerca, oltre a una protesta grottesca e postdadaista, anche il formarsi di un’opera concettuale in continuo progress. Liste, infatti, oltre che contenitore informatico di letteratura, è anche opera visiva concettuale, nella quale è possibile vedere segni grafici (i testi, ovviamente leggibili) accanto a fotografie di opere d’arte del Novecento e a fotografie quasi casuali trasformate solo verbalmente (nella didascalia) in opere “elaborate” dall’autore grazie perlappunto al testo della didascalia. E’ il titolo che fa l’opera, in sostanza. Autore feticcio di se stesso, nom de plume, alter ego, nick (Carter) del sottoscritto è Ruggero Solmi, un nome qualunque che copre visivamente il mio vero nome, ironicamente legato al cognome del poeta Solmi, col quale il Ruggero delle Liste non ha nulla a che fare. Come a ribadire l’assurdità dell’impulso verbale,  ma anche, trattandosi di un poeta, il ricondursi puntuale del senso alla fonte d’ogni senso, compiuto o meno: quello della letteratura, volano di libertà.

(Nella foto: io travestito da Ruggero Solmi)

10 Comments »

  1. Io vedo solo autocompiacimento nelle proprie disponibilità linguistiche, raschiate dall’assenza di principi e valori che non le siano esteriori. Straparli di avanguardie rimanendo sulla superficie, estetica del non senso che stupisce gli ingenui. Spiacente, ma carosello ha lasciato un solco troppo profondo che, a dirla tutta, non desidera essere riempito. Stai bene acquattato nella tua trincea in prima linea culturale.

    Comment by Massimo Vaj — August 15, 2008 @ 8:42 am

  2. franz la tua ricerca è profonda e intensa, ad ampio raggio. e se “stra-parlare” oggi ha l’accezione di fare della lingua un uso live allora vai vorn, in modo anche da sovrastare le chiacchiere da bar che ogni tanto emergono e che, a mio avviso, non meritano neanche considerazione.

    Comment by a. — August 15, 2008 @ 11:51 am

  3. Vai, nel nome hai un destino, anzi una destinazione. Possibile che non afferri l’ironia?
    Possibile?

    Quale trincea? Quale prima linea? Quale solco? Assenza di principi e valori?

    Se non conosci, se non capisci, lascia perdere. Segui questo consiglio d’oro che ti do.

    Comment by franz krauspenhaar — August 15, 2008 @ 8:59 pm

  4. Caspita, che sottile ironia da ultimo banco di scuola media privata. Grazie per aver dissolto i sempre legali, ultimi dubbi sulla tua persona.

    Comment by Massimo Vaj — August 17, 2008 @ 10:28 am

  5. la scuola privata l’ho fatta al liceo.
    certo che tu le persone le capisci veramente al volo, complimenti.

    Comment by franz krauspenhaar — August 17, 2008 @ 10:36 am

  6. Si vede che, per te, il liceo ha avuto quella valenza inferiore. Ma che credi, che essere versati alla manipolazione del vero attraverso la propensione alle abilità linguistiche indichi una qualche sorta di qualità che eccede l’istrionica tensione all’egocentrismo? Se così fosse le oche sarebbero anche depositarie dei saperi, e non solo guardiane degli averi.

    Comment by Massimo Vaj — August 17, 2008 @ 1:33 pm

  7. La letteratura non è morale. La letteratura non insegna se non indirettamente, non è “buona” e
    “utile” se non indirettamente. Essa si ciba disinvoltamente dei materiali più schifosi,
    come di quelli più nobili. Mon deve avere alcun riguardo, non deve tacere nulla, nè deve
    avere alcun pudore. Il pudore, i buoni sentimenti, la ritrosia a svelare le trippe proprie
    e degli altri sono ingredienti che fanno male alla letteratura che si voglia buona, vera,
    valida, forse - anzi molto forse - di qualche insegnamento. Il resto sono chiacchiere. Ovvia=
    mente secondo me.

    Il liceo per me è stato un’agonia. Due bocciature. E allora? Vieni qui, spari sentenze in
    casa mia, pretendi di conoscermi per aver letto due cazzate, e critichi pure l’egocentrismo?
    Sei spassoso.

    Comment by Franz Krauspenhaar — August 17, 2008 @ 3:00 pm

  8. Comunque Vai, oca lo dici a tua sorella. E guarda che io sono
    come John Wayne, se sputi sul mio patio sparo. Quindi aria.

    Comment by Franz Krauspenhaar — August 17, 2008 @ 3:02 pm

  9. Diversamente da me, ti puoi anche permettere l’incavolatura nervosa, tanto non corri il rischio di perdere una lucidità che, nel tuo caso è solo frutto di autolucidatura. A John Wayne ti lega la stessa qualità di valori, solo più, nel tuo caso, versati alla chiacchiera. Chi lo dice che la letteratura non è morale? Ma tu hai un’idea di cosa significhi morale? La morale è costituita dall’intrusione del sentimentalismo nei principi essenziali e universali che sono legge della manifestazione della realtà. Solo questi principi sono al di sopra della morale. Naturalmente dubito che tu sappia cosa sia un principio, figurarsi addirittura universale. Per darti una idea, la legge fissa che obbliga il manifestato al movimento continuo e che non può cambiare a sua volta, pena l’arrestarsi della vita, è un principio universale. Con questo ti saluto, augurandoti di riuscire a infilare dei significati sensati nella girandola di belle parole che usi per alzare polvere, ignorando il fatto che la verità, per essere tale, non ne ha bisogno affatto. Stai bene.

    Comment by Massimo Vaj — August 17, 2008 @ 3:17 pm

  10. va bene, grazie e arrivederci.

    Comment by Franz Krauspenhaar — August 17, 2008 @ 4:42 pm

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