Remo Bassini dal blog orasesta.splinder.com su E.M.P.
Si intitola Era mio padre, è edito da Fazi, costicchia (16,50), è un gran bel libro, inclassificabile come il suo autore, Franz Krauspenhaar. Quel che andrò postando, ora, non è nient’altro che un commento, scritto di getto, in un attimo, sul mio blog. Qualcuno(a) però lo ha notato e mi ha chiesto di riproporlo. Volentieri.
Quando ci presentiamo agli altri ci presentiamo con la maschera migliore che abbiamo. Era mio padre è un libro con più maschere. La vita di Franz Krauspenhaar con l’ombra del padre, che ha combattuto per l’esercito tedesco. Un libro di viscere, sincero, onesto. Franz non nasconde le sue maschere peggiori, le sue debolezze, la sua aggressività, la sua incapacità a vivere e ad adeguarsi ai gruppi (aspetto, questo, che mi è particolarmente caro). Franz è un anarchico di destra (con amici e richiami di sinistra), senza carta di identità. Non è tedesco, non è italiano, ma è italiano ed è tedesco. Non è mai fiero di quel che fa ma un po’ lo è: perché - almeno - ti dice chi è lui, apertamente. Senza filtri. Una autobiografia non è mai sincera, perché anche con noi stessi noi non siamo sinceri. Io comunque i complimenti a Franz li ho fatti: si è denudato, senza paura, lasciando alla scrittura, che non è mai perfetta, il compito di fare luce.
PS. L’ho presentato a Vercelli e Trino. Una presentazione, un tramezzino, un’altra presentazione, un boccone e una birra. Ci siamo divertiti. Perché abbiamo invitato la gente a “cazzeggiare” con noi. Invece è successo che qualcuno si è commosso… Insomma, ci siamo divertiti e ci siamo anche un po’ rattristati pensando alle persone che non ci sono più.
domenica, 13 luglio 2008

Caro Remo, anch’io ho apprezzato il libro di Franz più o meno per gli stessi
motivi da te indicati. Dico che se più spesso la letteratura e i mezzi che la
veicolano, compresa la rete, si occupassero di vita vera,vissuta,reale, sanguinante,
forse un po’ di umanità,quasi del tutto perduta, si potrebbe recuperare.
un caro saluto a te e a franz
jolanda
Comment by jolanda catalano — July 15, 2008 @ 11:54 am
Sono molto d’accordo con Remo. Il libro di Franz mi ha insegnato l’onestà nella scrittura. Scrivere non è imbellettare i sentimenti. E’ dire quello che sono, senza giri di parole. E’ - appunto - denudarsi. Per questo lo raccomando a chiunque.
Giovanni A.
Comment by Giovanni Agnoloni — July 15, 2008 @ 5:29 pm
Franz è spontaneo quando si racconta parlando, Franz è spontaneo anche quando scrive. Mi ha detto che non ha tolto nulla, e non aggiungerebbe altro a Era mio padre. Ha scritto, insomma, quel che c’era di scrivere e il suo Vecchio, dice Franz, sarebbe (o è) contento di questo. (E poi il libro è bello perché, non sempre, ma in certe pagine, è come una preghiera).
e buone cose
Comment by remo bassini — July 15, 2008 @ 5:40 pm
Non è facile essere totalmente sinceri, Remo. E’ come quando si pulisce una pentola, e bisogna staccare tutti, ma proprio tutti, i pezzi rimasti attaccati in fondo. Sennò non è pulita, e si vede. Ecco, così è il libro. Se lo scrittore non è stato completamente onesto (cioè sincero), si vede, c’è poco da fare. E in questo libro l’onestà è evidente.
Un cordiale saluto,
Giovanni A.
Comment by Giovanni Agnoloni — July 15, 2008 @ 9:59 pm
Grazie molte a tutti.
A Remo un grande grazie per la gran bella accoglienza, per come ha presentato me e il libro,
per le chiacchiere che ci siamo scambiati a tu per tu.
Franz
Comment by Franz Krauspenhaar — July 16, 2008 @ 10:57 am
Caro Franziscus,
mi arrogo il merito altissimo, enorme, titanico
di aver per primo fatto il tuo nome a Remo,
lodandoti assaissimo quale esimio scrittore.
ottenendo così un posto in Paradiso,
vicino a Beatrice,
ed indirettamente una amicorum conjunctio, ecco,
sono ben soddisfatto
:-))
MarioB.
Comment by cf05103025 — July 16, 2008 @ 7:44 pm
evabeallòòra… io mi arrogo il merito altissimo ma per nulla titanico anzi da umile serva della Signoria Sua la Scrittura, di aver notato quel commento e di averlo voluto come segno tangibile quasi atto di adozione a distanza di quel libro, ottenendo così, forse, un posto in piedi su un traghetto destinazione sconosciuta e sono ben soddisfatta, inseguita come mi trovo da creditori di ogni sorta :-D
(se ti hanno insegnato di non accettare abbracci da una sconosciuta, tu non dare retta: un abbraccio, Franz, tante belle cose. T.)
Comment by t. — July 23, 2008 @ 10:11 am
Cosa? Io gli abbracci dalle sconosciute LI VOGLIO! :-)
Comment by franz krauspenhaar — July 23, 2008 @ 9:04 pm