Grandi momenti 5# doppietta vercellese
Due presentazioni di Era mio padre in una sera, venerdì 11. E’ stata la prima doppietta ed è stato bello. La prima alla Mondadori di Vercelli con Remo Bassini, che finalmente ho conosciuto di persona, e la partecipazione dell’amica vercellese Francesca Tini-Brunozzi.
Un pubblico non folto ma attento, Remo che ha caricato la molla della situazione con la sua umanità, la sua simpatia, la sua grinta. E Francesca, che ha parlato di suo padre, che a 17 anni (aveva un anno meno del mio) fece il gran colpo di testa e si arruolò nella Hitlerjugend. Un passato che ci accomuna, un grande amore per i rispettivi padri ( e Francesca, alla memoria del papà Luigi, ha scritto “Padre mio che sei in cielo”, poemetto contenuto nella sua raccolta Frau, del 2007, e che potete leggere in rete cercando nell’archivio di La Poesia e lo Spirito). Gran finale con generoso rinfresco.
Alle 21 seconda tappa, a Trino Vercellese, cittadina fuori Vercelli. Paese di risaie (fuori Trino girarono nel 1948 le ultime scene di Riso amaro, capolavoro di De Santis). All’associazione dei “Senza sede”, associazione culturale che in realtà la sede ce l’ha, davanti a un pubblico ben più nutrito, molto attento e partecipe, Remo ed io abbiamo condotto una bellissima presentazione, che alla fine si è trasformata quasi in un dibattito. Remo, da giornalista di razza, ha saputo farmi le domande giuste, e poi abbiamo attaccato bottone e insomma dialogato come si fa di rado alle presentazioni. E poi tra il pubblico c’era Mario Bianco, vecchia conoscenza del vostro affezionatissimo e di Remo. Remo, che (non fraintendete!) m’è piaciuto molto. Un uomo vero.
Questa serata è un altro bel ricordo da mettere in cascina per il futuro. Se siamo noi gli artefici della nostra fortuna, lo siamo anche dei nostri “grandi momenti”.
Un piccolo tour de force piacevolissimo, insomma.
Vs. affezionatissimo,
(Immagine: Gene Davis - Blue rectangle, 1958)

Te,Franz, sei stato assai in gamba, tutti e due, vaà
però l’unica cosa che mi turba
è il rettangolo bleu, blue rectangle, di sopra,
che non so cos’è,
cioè più che altro mica conosco l’autore, ecco,
allora mi sento in difetto bestiale,
ovvero mi sento bestia, grossolano e ignorante.
Ma l’hai mica fatto tu?
C’ha un qualcosa di Schifano con ’ste colature,
però…non credo che sia Albers.
Mah Mario
Comment by cf05103025 — July 13, 2008 @ 11:19 pm
Grazie Mario.
Il quadro è del pittore americano (di washington) gene davis, (1920-1985).
a me piace molto, specialmente la sua ricerca sul colore, dopo essere partito
negli anni ‘40, da molto giovane, con l’espressionismo astratto.
ultimamente molti miei post sono “decorati” da suoi quadri.
un abbraccio, e ancora grazie per essere venuto a trino.
franz
Comment by Franz Krauspenhaar — July 14, 2008 @ 12:55 am