Ciao Gianfrà
Ciao Gianfrà. Come stai? Ancora ieri sera, a Vercelli, dopo la presentazione di un mio libro, facevo a un paio di amici l’imitazione della vosce tua. Quando sei tranquillo, quasi te viene in gola un sospiro mentre parli. E’ che a me m’è sempre piaciuto imitare - da dilettante davvero allo sbaraglio - il te tranquillo, non quello esagitato e leonesco e sbraitone.
“Semo annati a Boissano, en provincia de Savona, a magnà ‘e trofie ar presto co’ mi moje e i politisci…”. M’ero inventato ’sto tormentone l’estate scorsa in Liguria, quando ospite di Marino Magliani, scrittore di quei posti all’estremo ponente, per solidarietà col luogo per me di fitti ricordi nel quale mi trovavo, m’ero messo a dare di tormentone a quel modo. Parlavo di Boissano perchè l’hai detto tu parecchi anni fa, in una trasmissione, che c’hai la villa lì, che arrivi con la Bentley bianca targata Savona. Dal paesino di Boissano all’idea di te che ti strafoghi di trofie con quei magnoni dei politisci il passo è stato breve. E insomma Gianfrà, pure ieri sera mi sono messo a dire quella frase, abbassando la voce, anzi la vosce, così, per ridere, e perchè, Gianfrà, tu a noi ci piaci. A noi che dovremmo fare gli intellettuali, tu piaci. Ci piaci perchè sei paraculo fintantochè diventi senza riguardi e dici quello che pensi; e de core, perchè hai fatto mille cose, e hai un’energia dentro che manco l’Enel; e perchè come hai parlato di mortadella - anzi mortazza- tu non l’ha fatto nemmeno Dante di Beatrice e l’editore di fumetti porno Barbieri - quello del Tromba - di Lucrezia.
Hai avuto tante mogli, credi nella coppia, tu. Con Morena hai trovato infine la donna intelligente che t’ha saputo trattare, tu spesso intrattabile.
Ti sei fiondato già grande nella palude luccicante della televisione, e hai sporcato coi tuoi programmi la politica, nel senso che i politisci seduti in fila nelle tue trasmissioni, i politisci della nuova repubblica bananiera, erano da te come scolari, come gitanti cazzoni, come quelli che sono. Dei chiacchieroni e promettitori mantenuti.
Vabbè Gianfrà, non te l’ho mai detto, ma ti voglio bene. A modo mio. Non so, oggi mi va di dirtelo pure in pubblico. Sono uno spudorato, lo so, ma la vita è troppo breve.
quando ho ricevuto l’essemmesse ho immediatamente pensato a quel pomeriggio a casalbeltrame, a te che lo imitavi. l’ultim
un abbraccio,i.
Comment by isabella borghese — July 12, 2008 @ 5:17 pm
Caro Franz,
a me il Funari buonanima, per essere sincero,
mai mi piacque, c’aveva ’sto beceronismo suo,
del che qua è tutta mmerda,
che mi faceva venire ìl latte ai gomiti
e pure l’orticaria.
Perciò ti dico che sei molto molto meglio tu
anche si nun tieni la Bentley bbianca..
MarioB-)))
Comment by cf05103025 — July 12, 2008 @ 7:08 pm
Cara Isabella, già. Ricordo bene. A proposito, tra pochi giorni manderò in rete il grande video di
quasi 5 minuti dell’evento. Ti si vede in parecchie inquadrature!Un abbraccio!
Caro Mario, troppo buono.:-) A me invece, sinceramente dispiace. E’ stato l’unico, con tutti i suoi
difetti, a distinguersi (anche nel negativo) da tutta la schiera di impiegatucci della conduzione
televisiva.
Ciao!
Comment by Franz Krauspenhaar — July 12, 2008 @ 7:25 pm
Nel bene e nel male, comunque, Funari è stato e resterà uno spartiacque.
Tu, Franz, continua a imitarlo, mi sembra un ottimo modo per tenerlo con te.
In attesa del video i miei più cari saluti
jolanda
Comment by jolanda catalano — July 12, 2008 @ 8:00 pm
quanno annò da cracsi e je disse che voleva fonda’ a quarta generazzzione - proggetto poi sfumato a causa de violentissime presioni - il sor bettino fece ‘n zarto sulla sedia e osservo’ “‘a gianfra’: tu voj toje de mezzo puniti punibbili e punitori!1!” la vera rivoluzzione la fecero lui, fertri co’ l’indipendente, massimo fini e la lega. ennòò?!1
“rien ne va plus”
ciao gianfra’
Comment by er guanciale — July 12, 2008 @ 11:07 pm
a volte mi piaceva, spesso no.
ma fu geniale, soprattutto quando fu confinato a odeon tv.
fu il primo a riprendere i titoli dei vari telegiornali, confrontarli.
piaccia o meno, è stato una guida.
e poi certo che spiace.
resta il ricordo di tanti pomeriggi o sere di anni fa, ritmati dalla sua voce.
ciao franz
remo
Comment by remo — July 12, 2008 @ 11:51 pm
Guido: “per me trofie al pesto, grazie”
Cameriere filippino: “tloffie: telminato”
Franz: “se ‘e so’ magnate tutte li politisci”
(Milano, da Spizzico, 22.12.07)
Comment by frau — July 13, 2008 @ 12:00 am
quanti anni avevo? Forse venti-ventidue ed ero sotto all’Arengario di Piazza Duomo a vendere biglietti di beneficenza per l’Anffas. Quando passa lui a braccetto con una donzella, se ferma e compera i biglietti e poi fa a me, che intanto cercavo timidamente di fermare i passanti “Aò ragazzina, se lli vendi così, famo notte” (o roba del genere…) nel senso che non avevo il piglio dell’acchiappa-gente!!! E giù una risata da entrambe le parti!
baci
fem
Comment by fem — July 13, 2008 @ 11:21 am
Ciao ragazzi, me ne vado a dormì. Anch’io ho un ricordo: posso dire
di avere assistito all’ultima apparizione pubblica di Funari, quest’inverno,
al “Sud” di via Solferino. Presentava con la moglie Morena l’ultimo libro
di racconti di Pinketts, che era suo amico. Era la prima volta che lo
vedevo dal vivo.
Mi pareva in forma, aveva il bastone ma procedeva spedito.
Uno o due giorni dopo ha avuto la prima crisi ed è stato ricoverato, e da
allora l’ospedale non l’ha lasciato più.
Comment by Franz Krauspenhaar — July 14, 2008 @ 1:00 am