The FK experience

25 giugno 2008

Elio Copetti su E.M.P. www.elio3.splinder.com

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

futuro.jpg

(Elio Copetti è un formidabile artista figurativo dotato anche di una grande capacità di pensiero. Nel suo blog da anni mostra i suoi disegni, le sue tele e le sue fotografie – spesso scattate sui monti del Friuli, Elio è di laggiù – in mezzo a varie teorizzazioni culturali, sempre di grande stimolo per chi capita a leggerlo. Questo, pubblicato domenica 13 giugno, è una sua lettura del mio romanzo a libro chiuso. E per questo lo ringrazio. FK)

Nel corso della lettura dell’ultimo libro di Franz Krauspenhaar (“Era mio padre”) accanto alla consueta, tentativa, “figurazione” attraverso materiali propri delle vicende in esso narrate, sembrava curiosamente formarsi una sorta di figurazione collaterale, che investiva il libro stesso. Mi sembrava infatti di avere a che fare con uno strano artefatto: il parallepipedo di carta evocava un parallelepipedo virtuale, cristallino e trasparente, attraverso il quale certe entità separate (quelle entità misteriose – a loro stesse fondamentalmente opache – che i nostri corpi, le nostre carni effimere, riescono in qualche modo ad evocare e rendere abbastanza stabili) si ricercavano, in un gioco di specchi in reciproca riflessione.Tale effetto, per me nuovo, era probabilmente dovuto alla scrittura di Franz, che io trovo appunto cristallina; un filtro, una sublimazione, indispensabile a domare il caos della materia trattata: nientemeno che un sezionamento, profondo e sanguinante, di vita reale, attraverso un coltello sufficientemente crudele che, incisa velocemente la pelle, attraversa con decisione i muscoli, distacca i tendini, ricercando una disarticolazione completa, l’esposizione dello scheletro, la catarsi definitiva. Così, mentre seguivo diligentemente l’ottovolante emotivo predisposto da Franz, mi stupivo di come l’astrattezza che è propria di ogni scrittura – la formidabile povertà di dettagli che una pagina può contenere rispetto all’inesauribilità, che tutti conosciamo, delle situazioni reali – venisse rapidamente complementata dai materiali a mia disposizione: io leggevo un’esile traccia eppure vedevo un film, anche se nella modalità spezzettata, stroboscopica, che è l’unica consentita (per ovvie ragioni adattative) dalla nostra memoria in stato di veglia. L’arte della scrittura è dunque ancora mimetica, “trompe l’oeil”, segni minimi che evocano figure che la nostra mente collaborativa completa senza sforzo. Questa constatazione si riverberava sulla lettura stessa, la collaborazione immaginativa diventava collaborazione sentimentale: mi “prendevo carico” del punto di vista di Franz, in un dialogo immaginario, pieno di commenti che non v’era neppure bisogno di articolare nel linguaggio, traducendoli in “eh, quanto ti capisco!”, “no, qui esageri … ma forse è davvero necessario esagerare!”, e così via. Alla fine, il consueto esito delle letture felici: lo sgomento meravigliato di essere potuto entrare in un ulteriore angolo di universo, per intuirne ancora la misteriosa, e quasi terrificante, ricchezza complessiva. Una ricchezza che induce sempre ad una profonda malinconia, perché si tratta anche, evidentemente, di un terribile spreco, uno scialo sanguinoso che l’arte narrativa riesce in piccola parte, forse solo temporaneamente, a tamponare. L’ultima volta che avevo avvertito una simile sensazione era stato con un libro di Mauro Corona, secondo me il suo migliore: “I fantasmi di pietra”.

(Immagine: Elio Copetti – Futuro)

7 commenti

  1. Ringrazio io te Franz, per le gentili parole
    ma soprattutto per il libro che hai scritto.
    (ah, btw, il link del titolo mi pare non funzioni)
    Un abbraccio.
    Elio

    Commento by elio-c — 25 giugno 2008 @ 17:44

  2. Come non detto, funziona, si tratta di un link che manda
    sui commenti (è il caldo .. :-)

    Commento by elio-c — 25 giugno 2008 @ 17:48

  3. questi versi di marina pizzi mi hanno fatto pensare a “era mio padre”:

    “aspro dolente il sillabario tutto
    di cartapesta quale
    un dolente asperrimo rigo sotto
    il prezzo dell’immagine più bella:
    così sia detto il moto della fionda
    quale un dispendio in pasto all’avventura
    di qui guardarci nudi difetti
    il grembo dell’acrobata”

    marina pizzi, dallo stesso altrove, la camera verde (2008)

    Commento by a. — 25 giugno 2008 @ 19:25

  4. Giovedi’ 26 giugno

    LIBRERIA FELTRINELLI DI CORSO BUENOS AIRES, A MILANO

    ORE 18.00

    Presentazione di Era mio padre di FRANZ KRAUSPENHAAR. Sarà presente l’autore.

    Introduce e commenta: ANDREA G.PINKETTS.
    PARTECIPATION NUMEROSI!

    Se conoscete il signor Krauspenhaar ditegli di essere presente, ci raccobaudiamo.

    Commento by Informazioni librarie al vostro servizio — 25 giugno 2008 @ 22:53

  5. credo che la stessa raccomandazione valga per il sig. pinketts…
    e fu così che li ritrovarono in uno sperduto bar di periferia davanti a una pinta di birra!!! ;)))

    Commento by a. — 25 giugno 2008 @ 23:28

  6. Post interessante, immagine formidabile.
    In bocca al lupo, per la presentazione di E.M.P.
    G.

    Commento by Gena — 26 giugno 2008 @ 02:27

  7. Franzi tieni in tasca anche il mio pensiero fra quelle briciolucchie e bioccoli che si annidano sempre in fondo alle tasche per la Prima Legge della Centripeta Condensazione Dei Residui Lanosi Sotto i Letti
    Sulla Seconda Legge e Terza Legge, quelle denominate Accumulo Progressivo Delle Vespe e Mosconi Sul Lunotto del Vetro Posteriore delle Auto In Sosta e Dei Moschini Spiaccicati sui Vetri dei Fanali Anteriori evito di pronunciarmi: troppa Melancolia.
    La Dinamica dei Residui è una scienza poco esatta e molto esausta.

    Commento by Miss M. — 26 giugno 2008 @ 07:40

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