The FK experience

23 giugno 2008

Una lettera di Raul Montanari

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 08:00

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(Conosco Raul Montanari da ormai molti anni. Un amico, un collega di grande valore, una persona speciale, sempre disponibile. E anche un grande insegnante di scrittura, e non solo. Questa è la mail, datata 14 giugno, che mi ha inviato. La pubblico con la sua autorizzazione. FK)

Carissimo Franz, ho letto il libro. Ti premetto che ero un po’ titubante, perché la narrativa autobiografica mi mette a disagio. Predico ai miei allievi di non fare narrativa autobiografica, e in realtà qualcosa dei difetti di questa narrativa ho trovato anche nel tuo libro.

Facciamo così: ti dico prima cosa NON mi è piaciuto. Ci sono alcune parti che mi hanno annoiato, e questo è normale perché, quando uno racconta cose che riguardano se stesso o un familiare così vicino e decisivo come il padre, per quanto si sforzi non può avere il necessario distacco oggettivo per separare quello che è obiettivamente interessante, risonante, e ciò che invece ha un grande significato soprattutto per lui. E’ un po’ come quando raccontiamo un nostro sogno: il sogno è sempre interessante per chi l’ha fatto, gli altri invece lo trovano opaco, impenetrabile. Un’altra cosa che non mi ha convinto al 100% è il metterti, perdonami, un pochino in posa come scrittore. Non so, io non lo farei mai. Ma forse io non sono uno scrittore, tutto qui.

Adesso ti dico invece che ho trovato SUPERBA proprio la scrittura. Sei sempre stato bravo, nella lama delle Cose (che rimane il tuo romanzo che amo di più, un capolavoro sicuro) come nei meandri di Cattivo sangue, però qui ti sei superato. Bellissime tante, tante pagine che spiccano su una media sempre altissima. Siccome so quanto è difficile gestire quel tipo di raccordo narrativo, ho trovato molto originale, direi sorprendente, la tua scelta di giocare in modo così fluido il doppio binario passato-presente, cioè non fare sempre e solo stacchi netti fra la biografia di Karlo e i tuoi giorni, ma ogni tanto staccare e ogni tanto invece entrare e uscire quasi senza soluzione di continuità fra i due tempi narrativi. Non è solo una scelta molto profonda di strategia emotiva, che crea fra i due personaggi (persone) un legame magico; è anche una cosa difficile da fare, che richiede molta mano. Bravissimo!

Io ho una sensazione su di te, cioè che tu abbia in mano una Ferrari e non abbia ancora trovato il circuito di Monza dove farla scatenare in tutta la sua potenza. Anche Le cose come stanno è un romanzo che, nella sua assoluta bellezza, è più il gran premio di Montecarlo che un circuito con bei rettilinei e curve rotonde dove tirar su di giri il motore. Questo è un grande augurio per il futuro, anzi direi una sicurezza. Per sparare al massimo tu hai bisogno di una trama molto oggettiva, molto narrativa, una bella idea geometrica con personaggi ben definiti da portare in porto con l’esplosività di scrittura che hai. Paradossalmente proprio Cattivo sangue, che a me pare il tuo libro meno riuscito, è stato certamente un tentativo in questa giusta direzione, però partiva troppo al quadrato, con troppa consapevolezza postmoderna.

Io se fossi in te me ne fregherei di far vedere che so a menadito la storia del noir e del blue: mi farei stupido, mi farei piccolo, mi innamorerei di una storia (non mia, né esplicitamente né mascheratamente come nel caso delle Cose) e ci butterei l’anima, tranquillo e sicuro della forza del mio stile.

Ecco, penso questo.

Intanto, un grande abbraccio

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PS Grazie per il doppio, divertente cammeo! Faccio la figura dello scrittore embedded, ben incistato dentro la rai e l’ufficialità, ma in fondo è quello che sono, ormai, perfino controvoglia!

PPS Comicissima la tua amicizia con la Tini Brunozzi, moglie di uno dei geni più pazzi che conosca.

2 commenti

  1. In Bottega di lettura oggi ho postato una mia lettura dell’ultimo romanzo di Montanari.

    Ciao
    Paolo

    Commento by Paolo Cacciolati — 23 giugno 2008 @ 09:30

  2. Grazie Paolo, ho letto.

    Un saluto.

    Commento by franz krauspenhaar — 24 giugno 2008 @ 18:49

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