
Ieri bellissima presentazione a Milano, alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires. Presentatore un abbronzatissimo (sotto i raggi del sole e mi vieni a scaldare a scaldare così oh oh oh oh ecc.) Andrea G. Pinketts che è partito subito come suol dirsi in tromba parlando della nostra trentennale amicizia, dei tempi della Cambridge School of Milan, dove ci conoscemmo, già ripetenti, nel lontano ottobre 77, delle predilezioni letterarie, dell’affabulazione continuata che ci insegnò in certo modo a scrivere – una sorta di teatro dell’assurdo consumato sul palcoscenico improvvisato della scuola che ci portò appunto dall’oralità alla vera e propria scrittura; e poi Andrea ha ricordato la sua amicizia con mio padre – fatti che nel libro ho raccontato. Presenti molte persone amiche, come Max Mescia, Anna Lamberti Bocconi, la mia cara marchesa, poetessa finissima che mi ha onorato di un suo intervento, la mia vecchia amica Cinzia Medaglia, scrittrice per ragazzi e traduttrice, la mia cara Francesca “La bambinaccia” Genti, la cara Eleonora Marchiafava, che mi ha fatto l’onore di venire dopo tempo che non la vedevo, e poi la Superlettrice Emma “The question” Locatelli, e Gianmaria Pastore e Lorenzo Moretto, vecchi amici di Subway Letteratura – Lorenzo ha sfoderato due bellissime domande, e poi la cara Lisa Sammarco e Francesca Bertazzoni in Reister, compagna del webmaster (anzi webmeister, vista l’origine deutsch) di Nazione Indiana, Jan Reister, grande anfitriona di ogni riunione della “troupe” di Nazione Indiana; e poi Guido Tedoldi, ottimo (e abbondante) giornalista di Caravaggio col quale prima o poi faremo qualcosa di sostanziale e perchè no sostantivo, il giovane e dunque baldo Giuseppe Catozzella, presto esordiente con il romanzo Espianti per Transeuropa, e naturalmente Gianni Biondillo, che è venuto nonostante 38 di febbre e una grossa (non poteva che essere così, trattandosi di lui) stanchezza. Per questo ringrazio lui a nome di tutti, e tutti a nome dell’amicizia e dell’affetto nonchè della reciproca stima che mi lega a queste persone come ad altre che purtroppo non sono potute venire per colpa soprattutto della distanza.
Ancora grazie, è stata una magnifica presentazione che terrò custodita, come una bella, illuminante idea, nel cassetto dei bei ricordi.
Franz.
ISABELLA BORGHESE – ERA MIO PADRE www.meltingpotweb.com Giugno 2008
Era mio padre, di Franz Krauspenhaar, libro definito “bioautografico” dallo stesso autore è una storia che non si fa attendere e non diverte, ma sin dall’inizio son sferzate di sofferenza che rivelano l’urgenza di comunicare, mettere nero su bianco colpendo intenzionalmente il lettore con la violenza di questioni intime e personali attraverso la voracità della parola. C’è la storia di un padre, ambientata negli anni Venti, un tedesco combattente dell’armata di Hitler, c’è un figlio che ama e odia la figura paterna, e che dopo la sua morte cerca di seppellire insieme al padre – e con estrema fatica- un rapporto contrariato attraverso la redenzione di se stesso e la pacificazione. E ci sono sfaccettature di vita quotidiana, amicizie, amori, pianti, ricordi, un passato che si mescola con un presente per mezzo di un dialogo che l’autore intrattiene con il padre stesso. Un libro, ma soprattutto un viaggio nella memoria, introspettivo, intimistico, un guardarsi dentro e raccontarsi a pioggia, non omette né tentenna, mira a condividere stati emozionali con i lettori, ma in primis con chi può ritrovarsi nella storia dell’autore e in quel patimento che accomuna gli uomini, gli stessi che l’autore vorrebbe raggiungere e che in qualche modo faticano nella vita. (more…)