The FK experience

May 13, 2008

Una faccia piena di pugni

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 12:36 pm

 pics021.JPG

E’ il titolo di un film del 1962 con protagonista Anthony Quinn. Quinn è stato l’unico attore al quale ho chiesto l’autografo, a Brescia, una sera di vent’anni fa. Era con la moglie e il figlio maggiore Francesco. Scambiammo due chiacchiere al volo, fu gentile e simpatico.
Detto questo - da ascrivere probabilmente alla categoria del “chi se ne frega”- m’è venuto in mente questo film (un pugile alla fine della carriera si lancia nella lotta libera - o wrestling- facendo il buffone vestito da capo indiano) pensando a una mail (ne sto ricevendo tante, tutte gentili, da aprire il vecchio cuore di uno scrittore) di un amico, molto breve, che mi ha fatto - come le altre - molto piacere.
Me l’ha scritta subito dopo aver chiuso il mio ultimo libro (Era mio padre - per chi si fosse messo solo ora in ascolto).

Poi ho pensato a come stavo qualche tempo fa; angosciato, insonne, pieno di paure. A testimonianza, c’è la foto (di Vito Carta) scattata nel bar dei cinesi del Poggibonsishire la stessa mattina infausta nella quale fu scattata quella che potete “ammirare” qualche post sotto, di un FK di fronte a un chiaro esempio architettonico cash & carry, il supermercato GS della poggibonsica zona.

Una faccia piena di pugni, ecco. Una faccia così ridotta prima ancora dell’incontro.
O no?

No. L’incontro c’era già stato. Con la pagina. L’unica cosa che veramente conta, l’unico combattimento vero .Sembra retorico dirlo, ma a ciascuno la sua new (o old) italian epic. La mia la vivo in solitudine. Penso sia meglio non condividerla, come fanno altri (soprattutto dalle pagine dei grandi giornali, accorpando nuovi membri di una dianetica dell’epica al ragù; io faccio parte, invece, di quegli stronzi otto/novecenteschi che corrono la loro corsa da soli).

Una faccia piena di pugni. Ecco.

E, appunto, ecco il testo di quella mail che non è intessuta d’ epica di nessun tipo, ma che pulsa di vita. Finchè siamo vivi, io scelgo di mirare alla vita. Al mio funerale, spero negli scaracchi dei presenti infreddoliti (ho l’idea, non so perchè, che morirò in inverno).

L’ho appena finito. L’ho letto in due giorni.
Mi hai riempito di lividi.
Per ora riesco a dirti solo questo.
Gianmaria
(Pastore)

Cosa conta di più, che far del male (e del bene, a volte) al lettore?

Vs. affezionatissimo.

3 Comments »

  1. Carissimo Franz,tu domandi a noi,ma io credo che tu sappia già la risposta.
    Il cuore del lettore si deve stritolare,fare in mille pezzi per poi ricomporsi
    nella regolarità del battito. Ma durante e dopo questo processo,qualcosa rimane,
    nel tuo caso,molto,qualcosa che supera il facile sentimentalismo facendosi
    piuttosto frammento acuminato che non fa male,che serve a ricordare al lettore
    che la scrittura,oggi,non può essere più la favola di Cenerentola o biancaneve
    e nemmeno certi “romanzi” porno-sadico-demenziali-vuoti,quanto piuttosto un darsi
    con generosità e coraggio perchè,anche se il vissuto raccontato è personale,ogni lettore
    poi,può trovare,e nel tuo caso trova,una pagina di identificazione e l’opera così
    assolve al concetto dell’universalità della scrittura.
    Potrei continuare all’infinito,ma mi freno dicendo solo questo: il tuo libro,era
    necessario,non solo per te per i motivi che abbiamo imparato a comprendere,ma anche per noi
    a cui hai elargito pagina su pagina un’umanità che credevo smarrita tra l’asetticità di
    questa vita,oggi,così mediocre.

    grazie con abbracci
    jolanda

    Comment by jolanda catalano — May 13, 2008 @ 6:17 pm

  2. c’è un tipo che dice che se c’è una cosa che deve fare uno scrittore è quella di far male.
    allora picchia duro, franz, e non aver pietà.
    a presto.

    Comment by alessandro — May 13, 2008 @ 9:23 pm

  3. agonia di lastra inviolato mattino
    nell’elemosina di un secondo ri-tratto
    divago di trincea, trama stornata.

    (mercoledì, 02 maggio 2007)

    Comment by a. — May 14, 2008 @ 4:25 am

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

Powered by WordPress