Come pioveva - di Armando Gill
Cari amici, in occasione della Pasqua, invece di uno dei miei spesso folli e strampalati componimenti che comunque in un modo o nell’altro passeranno alla storia, vi faccio il dono di una vecchissima e meravigliosa canzone (1918) del primo vero cantautore italiano, il napoletano Armando Gill. Questa canzone vi allieti con un’onda di delicato struggimento e vi culli dolcemente e, perchè no, malinconicamente.
Vostro FK (che pensa a voi…)
COME PIOVEVA di Armando Gill (pseudonimo di Michele Testa)
C’eravamo tanto amati
per un anno e forse più,
c’eravamo poi lasciati…
non ricordo come fu…
ma una sera c’incontrammo,
per fatal combinazion,
perché insieme riparammo,
per la pioggia, in un porton!
Elegante nel suo velo,
con un bianco cappellin,
dolci gli occhi suoi di cielo,
sempre mesto il suo visin…
Ed io pensavo ad un sogno lontano
a una stanzetta d’un ultimo piano,
quando d’inverno al mio cor si stringeva…
…Come pioveva …come pioveva!
“Come stai?” Le chiesi a un tratto.
“Bene, grazie, disse, e tu?”.
“Non c’e’ male” e poi distratto:
“guarda che acqua viene giù!”.
“Che m’importa se mi bagno?”
Tanto a casa debbo andare.
“Ho l’ombrello, t’accompagno”
“Grazie, non ti disturbar…”
Passa a tempo una vettura
io la chiamo, lei fa: “no”
dico: “Oh! Via, senza paura.
Su montiamo”, e lei montò.
Così pian piano io le presi le mano
mentre il pensiero vagava lontano…
Quando d’inverno al mio cor si stringeva…
…Come pioveva …come pioveva!
Ma il ricordo del passato
fu per lei il più gran dolore,
perché al mondo aveva dato
la bellezza ed il candor…
così quando al suo portone
un sorriso mi abbozzò
nei begli occhi di passione
una lagrima spuntò…
Io non l’ho più riveduta
se e’ felice chi lo sa!
Ma se ricca, o se perduta,
ella ognor rimpiangerà:
Quando una sera in un sogno lontano
nella vettura io le presi la mano
quando salvare ella ancor si poteva!…
…Come pioveva …così piangeva!


Buona Pasqua Franz!
Elisabetta
Comment by elisabetta — March 23, 2008 @ 12:12 pm
Carissimo,hai detto bene,meravigliosa e struggente canzone.Grazie!
Ma qui c’è il sole ed io te ne regalo un po’.
Hai mangiato i cuddhuraci e la pastiera?
abbracci ventilsoleggiati
jolanda
Comment by jolanda catalano — March 23, 2008 @ 3:25 pm
a manovella…
- Auguri a Lei e famiglia.
- Grazie… presenterò.
Comment by ...e chi sennò! — March 23, 2008 @ 4:37 pm
‘Sta canzone, Franzone,
me la cantava la mia mamma
e mi vien ‘na strizzata di cuore,
e mi piace ancora molto, tanto…
e sai cosa mi cantava come ninna nanna la medesima madre mia:
Lili Marlene,
ma in italiano,
robe di tanti anni fa….
ahi, nostalgia
abbracci Mario
Comment by cf05103025 — March 23, 2008 @ 8:06 pm
E’ perfetta in questa pasqua di pioggia, grazie, doc. FK.
G.
Comment by Gena — March 23, 2008 @ 9:01 pm
ah, anche la mia nonna la cantava!! (e pure Lilì Marlene in italiano!!)
grazie Franz!
Comment by fem — March 23, 2008 @ 10:45 pm
Te vist, ragassi?
Il voster FK vi fa turnà ragassi, piscinin, insomma!
Cunteeent?
Un abbraccio a tutti di buon lunedì de l’angel
a tucc!
FranS
Comment by krauspenhaar — March 24, 2008 @ 1:17 am