La migrazione del tempo
La primavera sfreccia sulla mia testa
morta, sul selciato muffito, entro le sei
rincaso. Per linee telefoniche la sera
spiffera moltitudine, voci di rane, gole
screziate da una corta vita di emme.
Hai detto bene che te ne vuoi andare
all’estate, hai detto all’inferno ma volevi
dire al caldo, senza stagioni. Buon viaggio.
Io qui subisco i tagli della primavera,
che sfalda l’aria di prima, che s’imbuta
il cane nero degli uomini. Senz’alba, senza
crepuscoli, un eterno spiffero latteo.
Morte alla primavera, se potessi ammazzarla.
Mi dicono pazzo, mi dicono arrabbiato al
metraggio di tonfi bianchi, al pulsare del sole
gnomo. Dicono che l’inverno è sparito,
come fosse una notizia buona. Lo sapevo,
rispondo. Una crosta di cielo bianco sorvola
la migrazione, sorda e lenta, del nostro tempo
in avanzo, verso speranze di rinascita, tenui
come il filo di fumo di un pensiero grigio.
(Immagine: Neo Rauch - Scharpff)

oh… mission impossible
non son nemmeno riusciti ad uccidere i chiari di luna figurati Madame La Printemps
lei fiori appoggiati leggeri su rami secchi e monti ancora canditi di ghiacci
ti ride germogli e procede danzando imprendibile
quella poi è amica di Angiolo Silvio Novaro
gli parla attraverso la pioggerellina di marzo che picchia argentina e cose così
Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.
Comment by Miss M. — March 9, 2008 @ 11:39 am
Tremendamente bella.
Grazie Franz
G.
Comment by Gena — March 9, 2008 @ 11:44 am
passaggio notturno con insonnia e altre amiche.
notte lunga credo.
notte cara a te Franz
E.
Comment by elisabetta — March 10, 2008 @ 12:25 am
Ma miss, che c’entra Novaro (vero poeta,
nonostante i limiti) con me, che butto
fuori ciclotimia e basta? Nulla, credo.
(Scusa, mi rispondo da solo.)
Gena, grazie ma esageri. Diciamo che è
meglio delle ultime, tra peterpan 47enni
e gattone riccone che svegliano cani lupi
che dormono, anzi che ronfano.
Elisabetta, non ho capito se ti riferisci
alla tua insonnia o alla mia. Perchè io
ho dormito alla grande ultimamente.
Un saluto.
Comment by Franz Krauspenhaar — March 11, 2008 @ 12:23 am
non ti risponder troppo da solo… fa diventar ciechi…
Comment by Miss M. — March 11, 2008 @ 9:52 am
Urca, davvero?
Ma ci ho azzeccato o no, Miss?
Un saluto caro a tutte.
Comment by krauspenhaar — March 11, 2008 @ 3:04 pm
What is “vero poeta”?
Comment by Miss M. — March 12, 2008 @ 12:29 pm
penso sia uno che sacrifica la sua intera vita
per la poesia.
io non sono tra questi.
Comment by Franz Krauspenhaar — March 12, 2008 @ 7:10 pm
Ma dov’è finita la Jolanda?
Jol, fatti sentire.
Ciao!
Comment by Franz Krauspenhaar — March 12, 2008 @ 10:01 pm
Grazie Franz,sono ancora qui.Vai a pag 125 di Alternanze perchè sono soprattutto lì.
Comunque,la tua poesia è bella,non poteva essere altrimenti.
Forse tra poco o più tardi seguiterò con una mail.
ti abbraccio forte
jolanda
Comment by jolanda catalano — March 13, 2008 @ 1:41 pm
Urca, ti scrivo io più tardi, oggi.
Un abbraccio.
Comment by Franz Krauspenhaar — March 14, 2008 @ 1:41 pm