CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO CAPOLAVORO (more…)
genti travolGENTI:
momenti non sacrific- ati e ali,
momenti di una donna a enti
di stato bufalo TOTALE, gens sana
in corpore sano, mens, health. (more…)
non ho voglia di canzoni di rolling di beatles
di manie morte di note di cantanti di scorci ugole
e balzi di piedi pari, di cose strane ma secche
di piscio e di cervello strizzato, di note adunche
e false voci fesse, e belle voci a birignai buone la prima,
non ho voglia di beethoven, di sinatra, di battiato (more…)

Un’altra volta. Sotto il rantolo grigio
di un gelidissimo marzo.
E margherite nude, che mi guardano.
Hai perso qualcosa che cerchiamo
insieme. L’hai trovato: nel pensiero,
svanito, al rintano, chissà dove.
Stasera, rifocillando la mia anima
di kebab, pensavo al fatto
che non sono partito. Solo, ormai. (more…)
Cari amici, in occasione della Pasqua, invece di uno dei miei spesso folli e strampalati componimenti che comunque in un modo o nell’altro passeranno alla storia, vi faccio il dono di una vecchissima e meravigliosa canzone (1918) del primo vero cantautore italiano, il napoletano Armando Gill. Questa canzone vi allieti con un’onda di delicato struggimento e vi culli dolcemente e, perchè no, malinconicamente.
Vostro FK (che pensa a voi…)
COME PIOVEVA di Armando Gill (pseudonimo di Michele Testa)
C’eravamo tanto amati
per un anno e forse più,
c’eravamo poi lasciati…
non ricordo come fu…
ma una sera c’incontrammo,
per fatal combinazion,
perché insieme riparammo,
per la pioggia, in un porton!
Elegante nel suo velo,
con un bianco cappellin,
dolci gli occhi suoi di cielo,
sempre mesto il suo visin… (more…)

Il calcio di Rivelino, lo vedevo trionfare,
lo vedo nel dribbling molare, mai consunto,
esperto e crasto, asperto ed esperto fox,
grande ricreazione della mente, apertura
a lato nella creazione, buco nero e valvola
di sfogo patrizio da pallone di cuoio scuro,
a rigoni addentellati, con cuciture bianche. (more…)
Dove diavolo sei finito, divino a festa, canto umano,
logico emblema di libertà feconde, dove sono
le carte, i cavalli, i sentieri ampi ed impervi? (more…)

Moment, servo della gola,
spina morbida da sollevare
la testa esplosa. Ricade
tutta nel centro, mina di
plus vagante, nella notte,
al nero suolo straniero.
Come sogno di padre lupo
e madre abbandonanti
me frugolo, e poi grande,
mi sveglio così, con il cuore
percussionista negro, abbondante
di liquidi mortali, letterari.
(more…)
La primavera sfreccia sulla mia testa
morta, sul selciato muffito, entro le sei
rincaso. Per linee telefoniche la sera
spiffera moltitudine, voci di rane, gole
screziate da una corta vita di emme. (more…)
Gattone pigrone, gattone gattone
pigrone pigrone, gattone gattone
pigrone; sei un gattone pigrone, tu?
Oh sì, sei un gattone pigrone, gattone
pigrone pigrone gattone, pigrone
gattone; e miao miao, miao miao,
come ti dico ciao, come ti dico wow! (more…)