Ultima puntata di Un viaggio con Francis Bacon (non sospirate di sollievo in mia presenza…)
Siamo arrivati alla fine del viaggio. Ora potete disintossicarvi con dell’ottimo cinema parrocchiale made in Italy (Muccino Uno e Due), qualche noirista che non farebbe inquietare nemmeno una suora col Parkinson, qualche finta zoccola che ci racconta in 120 pagine - una più una meno - il suo ultimo pompino (finto, naturalmente), qualche bel quadretto zen e zum zum zum.
Un solo, ultimo pensiero: Francis Bacon ha rappresentato, anche, la nostra paura di vivere. In pratica, non ci ha rincoglionito con delle balle, e nemmeno si è travestito da cattivo. Per lui le cose stavano a quel modo, ed è chiaro che non è sempre così. Per fortuna. Ma vaglielo a spiegare, soprattutto ora che è morto da tempo…
Lunga vita (nel ricordo) agli artisti che “dicono” quello che pensano. Siamo invasi da minestrine parlanti che pretendono di insegnarci a vivere l’arte senza parlarci di quello che è; semplicemente, vita.
Un grazie a chi ha seguito questo mio piccolo tour de force.
FK

Bravo Franzone!!!
te l’avevo detto io di fare questo lavoro!
Te vojo beneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
(Per la mia parcella, stabiliamo tutto davanti al famoso fondo che tu sai).
Comment by la tua mentoressa — February 28, 2008 @ 9:44 pm
Senta Mentoressa, affigga (le piace ’sto verbare?)
pure manifesti per tutta la sua città con su scritto:
HO DATO L’IDEA IO AL FRANZUNG DI SCRIFERE LA COSA DI
BAKON!
Mi raccobaudo, eh?
E grazie, anyhow.
Suo
Herr Franzung Samsung Hi Fi Hi Energy WoW
Comment by Franz Krauspenhaar — February 29, 2008 @ 9:51 pm