The FK experience

February 4, 2008

Il padre

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 8:00 am

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Ho da poco finito l’editing del mio nuovo libro, Era mio padre, previsto per aprile, edito da Fazi. Un libro che ho scritto in pochi mesi, dopo parecchio tentennare, dopo aver provato molte paure. Scrivere di mio padre, morto nell’89, un tedesco, ex combattente della Wehrmacht, trasferitosi in Italia negli anni Cinquanta, era una vera e propria sfida. Scrivendo di lui ho scritto parecchio anche di me; del me di allora e del me di oggi.
Lascio qui questa poesia, scritta qualche anno fa e postata sul mio vecchio blog Uffenwanken, che alcuni penso ricorderanno. E’ proprio all’inizio del libro, lo “apre”.

Immagino tu stia bene
lassù dove ti trovi
(assistenza gratuita, pasti caldi, amore, libri belli da leggere, sole imperituro).
Mi parlavi, da vivo, di colline pietose
bombardate, e di fossati rosasangue
e parlavi parlavi parlavi
fino ad ammutolire (io sbadigliavo).
Negli ultimi tempi
ci passavamo le sigarette come in cella;
ti riportai al vecchio vizio, io, giovane bastardo, giovane infingardo.
Il morbido sorriso, l’età affrettata
sul tuo viso scuro di non ancora vecchio
di divenuto stancamente solo…
Venni a riprenderti lontano, dopo la fine
ti appoggiai una mano sulla nuca col pensiero nero
e ti lasciai andare per sempre
tra quelle colline lucide di veli d’erba
nell’estate dei cardi e dei vecchi ricordi.
Non piango più da un pezzo, su di te.
E sono contento che tu non esista
qui, in questo mondo porco
in questo mondo fottuto
e ubriaco fradicio, e vivo per miracolo.
Ti amo.

(Immagine: Karl Hofer - Le stanze nere, 1943)

11 Comments »

  1. Non piango più da un pezzo, su di te.

    espressione antalgica di conforto con algoritmi di cura

    {occhi con tempesta di mare baltico gonfio e grigio x [cuore d’eringio spinoso ed elicriso pietoso ogni volta un po’ sì piango per te senza saperlo + (dall’alto mi guarderai seduto su nuvole con canocchiale d’ottone lucente come astronomo pianeti nebulosi o come entomologo un formicaio?) + piango per te per ogni nuovo dolore + per gli insulti dei giorni in attesa + per il ricordo delle carezze alle tue mani fredde ma così fredde come nulla è freddo di vivo] x (ogni bene per la cicatrizzazione cuore fratello di cuore)} = occhi con lago calmo e candito di ghiacciai sciolti

    Comment by Miss M. — February 4, 2008 @ 8:55 am

  2. Ricordi dolorosi ma belli,come sempre,troppo commossa per dire altro,solo quel Ti amo finale rivolto al padre
    è ciò che di più bello e forte si possa dire a un genitore.Grazie per questa tua trasparenza e in bocca al lupo
    per il romanzo.

    ti abbraccio Franz
    jolanda

    Comment by jolanda catalano — February 4, 2008 @ 12:37 pm

  3. […] Original post by Franz Krauspenhaar […]

    Pingback by Il padre — February 4, 2008 @ 6:05 pm

  4. Quando si dice mettersi a nudo e anche scorticarsi.
    Questa poesia è il nucleo del libro a cui Franz dice di aver lavorato pochi mesi - in realtà, i pochi mesi riguardano la scrittura materiale del testo, ma dietro c’è un logorio di anni, come lui stesso suggerisce. Non c’è niente di più difficile e di più stimolante che scrivere della propria biografia - è un modo di non avere pietà di se stessi e nemmeno del proprio amore.

    Sono spesso critica con te, Franz. Lo sai. Ma tu auguro di cuore e al di là della nostra amicizia che il tuo libro arrivi esattamente dove tu vuoi e che tu possa trovare un po’ di tregua… ti ricordi? imparare a guardare anche altro. Come ci si può soffermare a guardare il paesaggio intorno, non solo puntare gli occhi sulla meta e magari scoprire una bellezza che non credevamo fosse là.

    Comment by Francesca — February 5, 2008 @ 2:18 am

  5. Grazie a voi. Sono esausto. Scrivere ammazza, è così.
    Chi pensa che fare lo scrittore sia facile non ha
    capito un cazzo di niente.
    Ho la dermatite seborroica da stress, oggi pomeriggio
    ho dormito e mi sono svegliato in panne (e in panni, ero
    vestito). Di questo libro non ne posso più. Non riesco
    ad andare in una libreria senza accusare un senso di
    nausea - come il 90% degli italiani, ma per ragioni diverse.
    I temi sono stati difficili: il padre, la famiglia, la guerra, anche
    Hitler; chi ne parla avendone letto sui libri, io ne ho parlato
    avendone parlato con chi da Hitler è stato truffato da adolescente.
    “Il porco”, lo chiamavano i soldati tedeschi alla fine della corsa.
    Der Schwein.

    Francesca, non posso guardare altro. Non ora. Non sono un turista.
    Quando tutto questo sarà finito, se sarà finito, forse…
    Dovrei essere felice di aver finito; invece sono pieno di rabbia,
    ancora una volta la letteratura non ha vinto sulla vita, è così.
    Mi prendo troppo sul serio? Forse.

    Ti abbraccio - assieme a Jolanda, di cui ho appena letto l’eccellente
    “Invincibili” e la cara Miss, che mi regala cultura come “Schlagobers”
    (fiocchi di panna montata, in Austria) per la cioccolata calda.
    Franz

    Comment by Franz Krauspenhaar — February 5, 2008 @ 9:41 pm

  6. Franzi, accidenti e grazie a demonie e dei del momento, a me la vita ha preso il sopravvento, non so dove trovo dolcezza e forza per scrivere ancora, ma resisto. per la ferita riaperta non c’è cosa che ti possa dire che tu non sappia già. saprei io fare. ma solo ti nevico fiocchi da lontano.

    Comment by Miss M. — February 6, 2008 @ 12:04 pm

  7. In bocca al lupo per il libro. Chi pensa che scrivere un libro non è fatica, logorio, esaurimento mentale, nausea per le librerie, è perché non legge veramente.
    Molto bella la tua poesia. Lumina (Emanuele)

    Comment by luminamenti — February 6, 2008 @ 9:51 pm

  8. Miss, ho messo i fiocchi nella cioccolata di stamattina,
    una cioccolata dell’insonne.
    Ho passato la notte a scrivere un saggio su
    Bacon che esce a puntate su Ni e Lpels.

    Grazie.

    Grazie a te Lumina, ben felice del tuo passaggio
    da queste parti.

    Franz

    Comment by krauspenhaar — February 7, 2008 @ 9:28 pm

  9. in bocca al lupo: a te, per il libro, per tutto.
    sto immaginandomi come sarebbe scrivere un libro su mio padre e ho già le lacrime agli occhi e il fegato in gola, quindi non deve essere stato facile per te.
    ammirazione e affetto dal becca

    Comment by beccalossi — February 8, 2008 @ 2:22 am

  10. Franzi ma hai fatto colazione anche con le uova al Bacon poi…
    pardon… non resitevo ad una piccola stupidaggine mattutina!
    un bacio impiastricciato

    Comment by Miss M. — February 8, 2008 @ 8:44 am

  11. Grazie Becca, ne riparliamo quando avrai
    letto il libro.

    Miss, domani english breakfast; e ho
    detto tutto.

    Abbracci a entrambi

    Franz

    Comment by Franz Krauspenhaar — February 8, 2008 @ 8:47 pm

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