The FK experience

February 1, 2008

Snack

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 8:00 am

kiefer.jpg 
1. DONNE
Lo scaricabarile. Il capro espiatorio.
L’ira, il chiodo del litigio, la lama sulla
schiena. Il senso di fine, smaccato
sul dorso delle mani. Ossa, non polpa,
scheletro di carne divorata.

****

La pioggia risale al vento, primavere
azzannano gli occhi sparuti al suolo.
Vale andarsene al viaggio in fuga
del sonno lungo, e non da sogno.

****

Sputi di gesso, dopo la scabbia
del verso buttato al cielo, spero
che dica, ma non dice. Ti alzi,
ti separi dal cuscino, sei solo
dappertutto, pericolante,
nell’acqua ti tuffi per la pelle
ancor giovane, rifletti sui denti,
sgranati, allo specchio.

****

Donne. Giovani, meno giovani, solite
e nuove. La tua fame si colma di
picnic, di colazioni al sacco, di escursioni.
Don Giovanni di merende, con briciole
di snack, tra i peli al vento della pelle salata.

****
2.MADRE
Primavera, tagliente, corta,
bella, lontana. Profumi, ecco,
sulla siepe magra, al di là
era fresco. Ore 16 e 30,
finivano gli anni sessanta.

****
Mia madre e il suo sorriso
agitato. Pativo l’attesa.
Lei veniva in panno, bionda
sulle ali del fresco, l’ora
del rimescolìo, madre mia.

****

Quando morirai ricorderò
le tue merende, la focaccia
corta, il Ciocorì, appena, fuori
la scuola, e Paolo, anche lui,
aveva la razione, cielo basso
e snack, snack, snack, denti
bianchi, appassionati.

****
Quando te ne andrai già so.
Che sarà ripercorso il tutto.
Come libro, come racconto,
e foto sbianche, non più
qui, nel cuore. Quando, addenterò
qualcosa, per la vergogna,
di essere ancora vivo.

****
Credo non ci sarà dolore più buio.
Io tremo alla sola idea di. Sì.
No, no, che non sia, o sia
che io sia via, chissà se non morto,
certo fuori gioco, in climi diversi,
in momenti che mi possa, qualcuno,
davvero confortare.

****
Quel cespuglio ancora lo passo
andando verso piazza Gambara,
ma allora era cosa pura, profumo
che dava il senso della primavera.
Ora non più, si è caldi da soli,
senza il taglio d’una specie di bosco.

****
3. AMORI
L’oppio di brevità, un incantamento
per parole, il fumo della mia sigaretta.
Cose mai bastanti, ma è l’idillio
che scorre, ugualmente, insincero.

****
Lacrime, dopo. Prima, la musica divina
su corpi appoggiati. Prima svenire
insieme, come cosa sola, come animale
a due teste. E prima della fine in fuga
urla di spavento. Il breve dell’intensità
d’ogni momento, d’ogni quadro della storia.

(Immagine: Anselm Kiefer - Dein goldenes Haar, Margarethe. Già pubblicato su Lpels, leggi i commenti)

4 Comments »

  1. … accendere l’interruttore del cuore e salire oltre il dolore.
    sei sorprendente affrontare un dolore futuro in madre quando non si riesce ad affrontare quello presente o superare quello passato.

    mi lasci senza parole

    Solaris

    Comment by parlami d'amore — February 1, 2008 @ 10:44 am

  2. “Compagni roditori, fatico a pedalare
    mi devo sgranocchiare un dolce Ciocorì.
    Compagne roditrici, la bici è bella, sì!
    Felice e riposata mi mangio un Biancorì”.

    Comment by Quack — February 2, 2008 @ 6:24 pm

  3. … mille grazie a tutti, tranne a me che ho fatto l’esegesi delle fonti di questo testo.

    Tsè.

    Comment by Quack — February 3, 2008 @ 9:24 pm

  4. Che palle, eh?
    Vai a letto, sceminkia.

    Comment by Franz Krauspenhaar — February 3, 2008 @ 11:53 pm

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