Saturi di sangue saltavamo sulle gradinate
come canguri bianchi, alla ricerca del posto.
Forte, sotto la pancia del balenottero, a miglia
di distanza dall’erba cucita al campo, voglia
stonata di prateria, immusurabile. Per venire lì
facevo la via Capacelatro, gambe a serramanico,
il cuscinetto a strisce sotto l’ascella, come
la baguette mattutina di un francese. (more…)
Sogno vetture sport, io che le guido
felice. Rosse, gialle, come sull’autopista
di bambino. Ma io dentro, a sterzare,
derapare, frenare, a pochi metri dal nulla. (more…)
Sono stato un pistolero, una volta.
Verso Tucson, Arizona. Mettevo mano
alla Colt, e sparavo fuori, dallo schermo.
E’così che vivevo certi pomeriggi,
tra il fumo bianco di contrasto nel buio,
mentre morivano in tanti, con lo Stetson. (more…)
Il bruno carattere si svela nel capriccio
corposo, lunghe ciglia aggrottate
verso il cielo, un Mig a tagliare fette
d’aria balsamica. Accendi una Camel,
tiri una boccata e la guardi ancora
affascinato. Lei sta pensando al suo,
lo indovini, e il tabacco ti sa in bocca
di veleno peggiore, di vizio rapsodico. (more…)
La nuca del professore era alta, dominava
la scena. Stavamo in fila indiana, seduti,
ascoltando Mozart. Fuori pioveva riso scotto,
s’alzava da terra, come tormenta, sale di polpa
bagnata. Erano giorni di salvezza nel gelo
del ghigno continuo. (more…)

Era freddo, e tarlo
era accudirla, la fame, e carezzare e leccare la lama,
era sussurrare che ci sarebbero state cose morte. (more…)

Così, ancora, sempre per allegria
per geniale abbandono del corpo
per generosa alzata dei sensi
io abbandono il rigore, lascito
segnato da rughe, il nostro corpo
di cicatrici, ancora da amare,
da fare nostro, e loro. (more…)
Scriverò un’altra sfilza
edificante, l’assaggio sale su
chiodato per la gola. Ensor lo vidi
persino al museo, tra
le sue maschere, come
il salumiere tra i clienti fissi. (more…)
Oh! Oh! Oh !
?
(Continua)
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Elegante è la frutta, e il vestito
di seta, e la maglia a collo alto,
e il metallo prezioso, e la sposa
dopo la scivolata, e il ribaldo
pensoso, e la cozza mutilata
da una bottiglia di Veuve, (more…)
Ora poche soddisfazioni, pianeggianti
cumuli di nulla, e sere e inverni, estati,
primavere di nulla sfioccanti, erba e
trine di vestiti di bambole sgonfie,
ricordi paleolitici d’ infanzie scosse,
così niente, sempre, in Europa, la mia
terra defenestrata e muta, singhiozzi
l’accecano. Mentre allora vivevo la forza
bruta dell’esistere da poco, e così andavo
per campi nuovi. Mica sempre normali,
spesso impervi. E fatti di sudore premiato
con poca cioccolata, e speranze di divenire
qualcosa, che non ero che un niente. (more…)