I vicini di casa
E’ l’occasione di festa, la gente sbatte pellicce
per le scale, sono uccellacci fioriti a gracidii,
le zampe fanno fango sul marmo lucidato
della portineria.
Samil mi sorride dalla sua bocca scura,
è un nato povero pieno di finezza e grazia
i condomini sì che sono spesso volgari
invece, sbattono le loro pellicce meccaniche
sulle scale di panno rosso, imitazione hotel.
E’ natale di corse-acquisti, vado alla drogheria
in via Marghera, per un bel single malt da regalo
e ci trovo l’uccello vicino - sì, quello torvo,
il canaglione che gracida la sua grana grossa,
che rubizzo scruta le etichette del migliore.
In questi giorni furenti me li ritrovo sempre
intorno, i vicini di casa, coloro che zitti, spesso,
fanno cuciture invisibili negli strappi amorfi
delle loro vite. Collassi, smagati accenti, hanno
vissuto le loro carriere fregiandosi della nomea
di bravo borghese. Lo siamo tutti, certo, ma
c’è un limite, un palo, una frontiera.
Sempre dappresso, sempre col colbacco del
russo vincitore, col copricapo del pompiere
eroico, col cappello piumato dell’arrancatore
nordico, col casco ficcante del supersportivo.
E quelle pellicce di vittoria, aperte sulla strada,
come trofei di morte a lusso esposto. Macellai,
mi dico, e tiro dritto, li penso nemici pubblici
e privati, che non mi danno scampo, nè aria,
che io sempre più sono avulso, estraneo, estero.
Ricordo quand’ero piccolo, ragazzo, sempre qui,
loro erano giovani, mi trattavano da stupido,
e ora che ho anch’io i capelli bianchi, la musica
non cambia, loro mi danno del tu e io del lei a loro,
è così surreale, e mica mi ringiovanisce, è solo
che s’è cristallizzato il saluto, come se non fosse
successo niente, e invece è successo di tutto.
Per i vicini di casa il tempo non esiste, loro sono
fermi ad allora, ai miei giochi stupidi, coglioni,
alle mie urla in cortile, alla vita splendida, sotto,
del piccolo ratto. E mi viene da piangere, squittire.
(Immagine: Lucien Freud - Queen Elisabeth)

Un’altra bellissima foto dal tuo album,l’obirttivo nitido a scandagliare una realtà che un po’ ci riguarda tutti.
Ma anche se i vicini non comprendono il passare del tempo, ti prego Franz,non piangere e non squittire,i topi sono loro,punto.
abbracci natalizi con sottofondo musicale
jolanda
Comment by jolanda catalano — December 24, 2007 @ 11:30 am
chiamasi virus natalifer simplex, ne sono affetta anch’io da anni: raggiunge il culmine in questi giorni e si manifesta con sfoghi di cattiveria, macchie di noia e insofferenza, voglia di uccidere vicini e parenti, inappetenza, incazzatura rapida e difficoltà ad alzarsi dal divano. Allergia alla carta da regalo, telefono, negozio luminante, cornamusa e raviolo in brodo.
Mi hanno consigliato una crema antinfiammatoria ma non funziona, forse perché la ho aperta a morsi e buttata subito nel cesso? (scusate, fra qualche giorno mi passerà…)
fem
Comment by Francesca E. Magni — December 24, 2007 @ 11:53 am
… finiscila i miei vicini sono alberi e luci lontane e darei non so cosa per un giretto in ascensore e per farmi dare del tu dal rubizzo signor Agnes, il macellaio della mia infanzia in quella bella macelleria di marmi grigi con il bancone che pareva l’altare dei sacrifici e i quarti di bue appesi
tesoro ma è arrivato l’aiutante di Babbo Natale con il mio regalo per te?
se non è arrivato mi sente…
però se arriva dopo ancora meglio
sarà il solo regalo di quel giorno
un regalo in ritardo è meglio di uno in anticipo
ti brillo un bacio con la scia di cometa da Presepe
altro lo sai
Comment by Miss M. — December 24, 2007 @ 2:36 pm
Caro Franzucchero,
se sarai buono con i tuoi vicini di casa facendo cose nobili e generose, tipo sostituire il cane malato della vecchia
Corinna Tappabuchi del sesto piano, riportandole la ciabatta ad ogni lancio senza usare l’ascensore,
intercederò per te presso Babbo Natale questa notte.
Sii paziente.
tuo Rudolph la Grande Renna dal Naso Rosso
Comment by Rudolph — December 24, 2007 @ 3:13 pm
quest’anno, per le signore, il bandana di visone va per la maggiore.
bellissima poesia, come sempre!
franci
Comment by francesca — December 24, 2007 @ 4:53 pm
Meravigliose signore, vi abbraccio e ne approfitto per augurarvi un gran bel Natale, anche se senza il sottoscritto. Non si può avere tutto, questo è vero.
Vi voglio bene, e ve lo dico senza giri di parole.
Niente sentimentalismi, ben sapete che Franzwolf è sostanza.
Franz
Comment by Franz Krauspenhaar — December 24, 2007 @ 9:43 pm
Gentile Franzwolf,
io non sono una signora e nemmeno la Bertè. Sono una renna maschio!
Rudolph
Comment by Rudolph — December 24, 2007 @ 10:55 pm
Sì, ciaopepp! (Come si dice a Milano).
Comment by Franz Krauspenhaar — December 25, 2007 @ 9:42 am
Non è da tutti aver vicini deficienti,
io li presi tutti a morsi, co’ denti
arrotati, li scarnificai a ossa e tendini,
ci misi in mostra petecchie e lendini,
li rotolai nella melma condominiale
perché passassero infamante natale…
Marius Weiss
detto il mostro di Heilige Strasse
Comment by cf05103025 — December 25, 2007 @ 8:38 pm