Il primo mattino
Venti da nord, slitte di pensieri
vaganti, a slavine di bianco corallo
muovo le parti del mio dono, sono
tornato stanco dalla caccia.
L’igloo cittadino, nella tempesta di pelli
uccise. Fuori nevica pena, tempesta
di sangue, al cervello. Dovrei fuggire
in un posto brillante, con te.
Ma non c’è tempo. Bisogna viverla
la vita, senza macchie, con la purezza
dei giorni nuovi, guadagnati, espulsi
dal vecchio male, fabbricati per noi.
Superando i fantasmi del passato, gesti
di commiato, una lacrima, perchè anche
loro, pur nel dolore, molto hanno dato.
Finirla coi rimpianti, sbatterli a terra,
gelarli: sotto il manto sul quale vado, vai,
andiamo. Era stata una lunga notte.
E’ stato, oggi, il primo mattino, bianco
immacolato, oro nel sole di carezza pura.
(Immagine: Sam Francis - Abstraction, 1954)

bella.
Lo
Comment by Anonymous — December 20, 2007 @ 10:40 am
…oro nel sole di carezza pura.
Non sempre “repetita iuvant” ma anche oggi dovrò ripetermi: Bravo Franz ,questo tuo primo mattino dentro-fuori assume i toni di una rinascita cristallina, consapevole,perchè tutti,credo,ogni tanto, tentiamo nuovi o più consolidati percorsi per un “mattino,bianco immacolato”
abracci abbracci
jc
Comment by jolanda catalano — December 20, 2007 @ 11:43 am
Dovrei fuggire
in un posto brillante, con te.
va bene
Comment by Miss M. — December 20, 2007 @ 2:58 pm
leggere al mattino i tuoi mattini!
fem
P.S: hai visto che mi sposo?? Mi fai da testimone oculare?? :-)
Comment by Francesca E. Magni — December 21, 2007 @ 9:40 am
Ehi, grazie. Fuggo con tutte voi!
Fem, ma non eri già sposata? Comunque felicitazioni, se hai bisogno di un terzo (marito) io ci sto, neh?
Baci e abbracci a tutti,
Franz
Comment by krauspenhaar — December 21, 2007 @ 11:36 am