The FK experience

November 21, 2007

Tentata evasione dalla poesia

Filed under: Blog — Franz Krauspenhaar @ 9:00 am

 gene-davis-edges-solar-beat-1961.jpg

Le poesie sono spesso corone di fiori
funerali sfilano come auto col muso lungo
è tutta una processione di cose amare
e allora lasci perdere, meglio crocifiggere
il tuo pesce alla brace.

Se le poesie sono così tristi e inconsolabili
allora ti rivolgi al bossa nova elettronico
stai sedici ore a sentire Uma batida diferente
i classici dalla lacrima facile diventano sopportabili
Jobim si toglie la giacca e s’infila una maglietta
no global di Dolce & Gabbana.

Ma che idiozia, comunque, tutto. La birra cinese a cena
lo champagne per le ricorrenze, le lacrime tempistiche
di certe donne, le fauci aperte di certi maschi,
nani da giardino di misura XL.

Vai a vedere il calcio e a momenti ti mettono al muro
vai in un salotto letterario e a momenti svieni
per l’intenso calore umano che mortalmente ti abbraccia.
Vai a cena di amici e ti accorgi che questa coppia
ha una bomba sotto il culo.
Vai a Roma e hai subito voglia di tornare a Milano
a vedere in dvd “C’eravamo tanto amati”, perchè lì sì
che parlavano l’unico romanesco che capisci.
Vai a Firenze e tra vento e opere d’arte uno sciame
di h aspirate a momenti ti sbatte a terra, nemmeno
fosse un camion della nettezza urbana.
Vai in Svizzera e aspetti di passare la frontiera
con la Germania, per spendere qualcosa,
perchè agli svizzeri non vuoi dare nulla, per principio.
E così per duecento chilometri ti tieni in gola
una sete tartara che ti ustiona il muso.

Ecco, sei tornato dai viaggi. La solita manfrina
del cielo in una stanza, dei cipressi piegati
delle foglie morte, sempre più morte
della vita sempre più agra, del Tropico del Cancro
ascendente Leucemia. Sei stufo, accendi la sigaretta
del condannato a correre, vedi un film, c’è De Niro
Pacino, Scorsese, e poi meravigliose fiction italiane,
col medico buono, col prete bello, col chirurgo umano
con lo zingaro lavato e stirato, con l’adesivo lungo
l’appretto con il manico, la manica di stronzi
che imbufala il cesso a colori della televisione.
Sa di terra, di polvere, di illusioni abortite.
Ma se ti può consolare qualcosa, questa
stessa è la brama di tornare a casa, per bere ancora
poesia, prima di esserne steso, dopo il primo bicchiere.

(Immagine: Gene Davis - Edges solar beat - 1961)

1 Comment »

  1. La Storia è quella che è / Quello il sangue,quelli gli oltraggi / A volte ci consola il fatto / di essere
    da lei trattati peggio / come lettori che come personaggi

    Comment by blateras — November 21, 2007 @ 11:39 am

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