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	<title>Commenti a: Pelle di confine</title>
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	<description>il sito di Franz Krauspenhaar</description>
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		<title>Di: Cinciallegra</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13156</link>
		<dc:creator>Cinciallegra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 18:07:20 +0000</pubDate>
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		<description>O signur....ma che emozione!
sei VIVO, Franz?
mò ti abbraccio anch&#039;io
stella bela della zia !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>O signur&#8230;.ma che emozione!<br />
sei VIVO, Franz?<br />
mò ti abbraccio anch&#8217;io<br />
stella bela della zia !</p>
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		<title>Di: Stella Maria</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13155</link>
		<dc:creator>Stella Maria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 13:06:00 +0000</pubDate>
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		<description>ti emozioni?!? allora sei vivo!
un abbraccio
Stella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ti emozioni?!? allora sei vivo!<br />
un abbraccio<br />
Stella</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13154</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 19:30:58 +0000</pubDate>
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		<description>Stella Maria, hai capito e ti abbraccio con gratitudine.

Ps.: scusate, ma quando qualcuno mi capisce io mi emoziono:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stella Maria, hai capito e ti abbraccio con gratitudine.</p>
<p>Ps.: scusate, ma quando qualcuno mi capisce io mi emoziono:-)</p>
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	<item>
		<title>Di: Stella Maria</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13153</link>
		<dc:creator>Stella Maria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 08:30:21 +0000</pubDate>
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		<description>Un ricordo di mio padre.
Mio padre era un uomo rigido, autoritario, di poche parole, una roccia, insomma uno “tutto d’un pezzo” eppure sveniva alla vista del sangue, ne bastava una sola goccia e giù, lo trovavi disteso a terra, bianco, indifeso.
Ti è mai capitato di svenire? Un’emozione profonda e poi il nulla.

Leggo, ho letto e riletto con calma, rubando il tempo al tempo che non ho, di notte come una ladra, una clandestina nell’ora buia. Ho letto con l’anima e con il cuore, gli unici mezzi che conosco, l’unica cultura che ho e l’unica base di tutte le altre.
“Si, viaggiare …” un viaggio a ritroso nella memoria e i suoi luoghi, da nord a sud lungo un percorso preciso: le origini. Un viaggio all’interno del corpo alla ricerca delle proprie radici per trovare un punto fermo da cui ripartire, un punto solido su cui ricostruire. Un viaggio sulla pelle per riscoprirne le sensazioni. Un viaggio all’indietro per poi rinascere a nuova vita. Un appello a se stesso e al mondo troppo spesso indifferente, per chiedere aiuto,  supporto, una via di uscita dal passato e proiettarsi verso il futuro. Comunicare.
Ma non esiste un futuro se non si affondano le radici nel passato. Senza storia non siamo nulla, senza terra non siamo nulla, senza genitori e origini non siamo nulla. Bisogna trovarle le radici e affondarle nella terra perché poi come una grande quercia si possa tendere verso il sole, verso la libertà, la gioia, l’azzurro profondo del cielo.
Ma il viaggio è lungo e faticoso, doloroso. Mille volte vorresti tornare indietro verso lidi sicuri, tranquilli, nell’oblio dell’anima.

Magistrale il parallelo con la vita vissuta e le fotografie, istantanee di vita quotidiana passata e presente, di città, per descrivere meglio il male di vivere, quel continuo conflitto interiore fra essere o avere, dare e ricevere, vivere o morire. Inquietudine, tormento, insofferenza dell’anima proiettata al di fuori del corpo, nell’immagine di noi riflessa in uno specchio e descritta con dovizia di particolari. Per poi calarsi di nuovo dentro e cercare le radici della oscura sofferenza che impedisce di respirare e il desiderio di far uscire tutto il dolore che soffoca.
Il desiderio di alzare le braccia  al cielo e afferrare quella mano che sbuca fra le nuvole e uscire finalmente dal baratro, trovare l’isola che c’è, da sempre e come una madre attende, attende di riabbracciare il figlio ramingo per il mondo, apolide nell’anima per scelta mai per origine, il padre.
Chi di noi ha il sangue puro? Siamo figli del mondo, di incroci di popoli, di corpi nudi in talami nuziali, in verdi prati di periferia o voli d’alta quota, ubriachi di passioni, schiavi dell’antico istinto bestiale e non d’amore.

Siamo apolidi per scelta o per bisogno d’amore? Ma lo cerchiamo quell’amore? o ci spaventa così tanto da farci dimenticare le radici e ci riempie il ventre di vermi putridi che divorano l’anima e accecano, accecano … alimentando l’indifferenza anche  a noi stessi.

Ho letto Franz e riletto e non ho dormito, ho respirato il pathos, ho respirato il dolore, ho respirato il desiderio di liberarsi, di rinascere, ho respirato …
Se questo è l’inizio allora continua, va avanti, liberati e trova le radici, affondale, afferra la mano che da tempo è tesa verso di te dal cielo. Afferrala e scrivi sull’onda del ricordo, dell’emozione, a fior di pelle e liberati affinché tu possa trovare quel posto che è anche tuo.
Liberati di chi non legge, liberati di chi straparla solo perché ha una bocca, ma ha dimenticato di avere due orecchie, liberati dall’indifferenza che la fa da padrona e uccide le radici e i germogli dell’albero. Richiudi il ventre e chiudi la bocca di fronte a tutto ciò che non è amore assoluto, arte a molti sconosciuta.
Ah se ogni tanto abbassassimo il volume della nostra voce e rallentassimo il battito del nostro cuore! Ci renderemmo conto che ci sono altri cuori che battono e altre voci che gridano, come palpita  e grida il testo che hai scritto.
L’indifferenza ci ha chiuso gli occhi, inaridito i pensieri, siamo diventati insensibili di fronte a un uomo che muore, fisicamente o spiritualmente.
Per cercare quelle radici ti sei inchiodato alla  tua croce ora devi solo risorgere. Perciò chiuditi nel tuo “sepolcro” e continua a scrivere questa opera con la stessa profondità del prologo.

Si, siamo insensibili di fronte a chi vuole comunicare, dare amore senza chiedere e lo inchiodiamo sulla croce, siamo insensibili da millenni di fronte a un uomo che muore. Ma quell’uomo ha lasciato ancora una speranza, la via della resurrezione.
Potrà mai questa bellezza rovesciare il mondo? Potrà mai il sangue che scorre lungo la croce lasciarci ancora indifferenti? A tutto siamo indifferenti ma non al sangue che scorre, l’odore è pungente non si può far finta, l’emozione è forte, si sviene e poi il nulla, un attimo prima della resurrezione.
Cosa vuoi che aggiunga ancora?
“Chiedi e ti sarà dato,
bussa e ti sarà aperto,
cerca e troverai.”

Scrivi Franz sto aspettando la resurrezione dall’isola che c’è.

un abbraccio
Stella

P.S.: scusa se non ho capito, scusa se ho divagato ma l’invito era uno di quelli a cui proprio non si può dir di no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un ricordo di mio padre.<br />
Mio padre era un uomo rigido, autoritario, di poche parole, una roccia, insomma uno “tutto d’un pezzo” eppure sveniva alla vista del sangue, ne bastava una sola goccia e giù, lo trovavi disteso a terra, bianco, indifeso.<br />
Ti è mai capitato di svenire? Un’emozione profonda e poi il nulla.</p>
<p>Leggo, ho letto e riletto con calma, rubando il tempo al tempo che non ho, di notte come una ladra, una clandestina nell’ora buia. Ho letto con l’anima e con il cuore, gli unici mezzi che conosco, l’unica cultura che ho e l’unica base di tutte le altre.<br />
“Si, viaggiare …” un viaggio a ritroso nella memoria e i suoi luoghi, da nord a sud lungo un percorso preciso: le origini. Un viaggio all’interno del corpo alla ricerca delle proprie radici per trovare un punto fermo da cui ripartire, un punto solido su cui ricostruire. Un viaggio sulla pelle per riscoprirne le sensazioni. Un viaggio all’indietro per poi rinascere a nuova vita. Un appello a se stesso e al mondo troppo spesso indifferente, per chiedere aiuto,  supporto, una via di uscita dal passato e proiettarsi verso il futuro. Comunicare.<br />
Ma non esiste un futuro se non si affondano le radici nel passato. Senza storia non siamo nulla, senza terra non siamo nulla, senza genitori e origini non siamo nulla. Bisogna trovarle le radici e affondarle nella terra perché poi come una grande quercia si possa tendere verso il sole, verso la libertà, la gioia, l’azzurro profondo del cielo.<br />
Ma il viaggio è lungo e faticoso, doloroso. Mille volte vorresti tornare indietro verso lidi sicuri, tranquilli, nell’oblio dell’anima.</p>
<p>Magistrale il parallelo con la vita vissuta e le fotografie, istantanee di vita quotidiana passata e presente, di città, per descrivere meglio il male di vivere, quel continuo conflitto interiore fra essere o avere, dare e ricevere, vivere o morire. Inquietudine, tormento, insofferenza dell’anima proiettata al di fuori del corpo, nell’immagine di noi riflessa in uno specchio e descritta con dovizia di particolari. Per poi calarsi di nuovo dentro e cercare le radici della oscura sofferenza che impedisce di respirare e il desiderio di far uscire tutto il dolore che soffoca.<br />
Il desiderio di alzare le braccia  al cielo e afferrare quella mano che sbuca fra le nuvole e uscire finalmente dal baratro, trovare l’isola che c’è, da sempre e come una madre attende, attende di riabbracciare il figlio ramingo per il mondo, apolide nell’anima per scelta mai per origine, il padre.<br />
Chi di noi ha il sangue puro? Siamo figli del mondo, di incroci di popoli, di corpi nudi in talami nuziali, in verdi prati di periferia o voli d’alta quota, ubriachi di passioni, schiavi dell’antico istinto bestiale e non d’amore.</p>
<p>Siamo apolidi per scelta o per bisogno d’amore? Ma lo cerchiamo quell’amore? o ci spaventa così tanto da farci dimenticare le radici e ci riempie il ventre di vermi putridi che divorano l’anima e accecano, accecano … alimentando l’indifferenza anche  a noi stessi.</p>
<p>Ho letto Franz e riletto e non ho dormito, ho respirato il pathos, ho respirato il dolore, ho respirato il desiderio di liberarsi, di rinascere, ho respirato …<br />
Se questo è l’inizio allora continua, va avanti, liberati e trova le radici, affondale, afferra la mano che da tempo è tesa verso di te dal cielo. Afferrala e scrivi sull’onda del ricordo, dell’emozione, a fior di pelle e liberati affinché tu possa trovare quel posto che è anche tuo.<br />
Liberati di chi non legge, liberati di chi straparla solo perché ha una bocca, ma ha dimenticato di avere due orecchie, liberati dall’indifferenza che la fa da padrona e uccide le radici e i germogli dell’albero. Richiudi il ventre e chiudi la bocca di fronte a tutto ciò che non è amore assoluto, arte a molti sconosciuta.<br />
Ah se ogni tanto abbassassimo il volume della nostra voce e rallentassimo il battito del nostro cuore! Ci renderemmo conto che ci sono altri cuori che battono e altre voci che gridano, come palpita  e grida il testo che hai scritto.<br />
L’indifferenza ci ha chiuso gli occhi, inaridito i pensieri, siamo diventati insensibili di fronte a un uomo che muore, fisicamente o spiritualmente.<br />
Per cercare quelle radici ti sei inchiodato alla  tua croce ora devi solo risorgere. Perciò chiuditi nel tuo “sepolcro” e continua a scrivere questa opera con la stessa profondità del prologo.</p>
<p>Si, siamo insensibili di fronte a chi vuole comunicare, dare amore senza chiedere e lo inchiodiamo sulla croce, siamo insensibili da millenni di fronte a un uomo che muore. Ma quell’uomo ha lasciato ancora una speranza, la via della resurrezione.<br />
Potrà mai questa bellezza rovesciare il mondo? Potrà mai il sangue che scorre lungo la croce lasciarci ancora indifferenti? A tutto siamo indifferenti ma non al sangue che scorre, l’odore è pungente non si può far finta, l’emozione è forte, si sviene e poi il nulla, un attimo prima della resurrezione.<br />
Cosa vuoi che aggiunga ancora?<br />
“Chiedi e ti sarà dato,<br />
bussa e ti sarà aperto,<br />
cerca e troverai.”</p>
<p>Scrivi Franz sto aspettando la resurrezione dall’isola che c’è.</p>
<p>un abbraccio<br />
Stella</p>
<p>P.S.: scusa se non ho capito, scusa se ho divagato ma l’invito era uno di quelli a cui proprio non si può dir di no.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13152</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2007 15:15:53 +0000</pubDate>
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		<description>A volte è necessario farlo. Grazie comunque, amico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A volte è necessario farlo. Grazie comunque, amico.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ziggy</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13151</link>
		<dc:creator>ziggy</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2007 19:17:17 +0000</pubDate>
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		<description>amico,
la tua prosa è carne e sangue ancora vivo, è quadro fatto e finito.
io dico che non c&#039;è niente da toccare, in questo caso.
no, asciugare i sentimenti non si può.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>amico,<br />
la tua prosa è carne e sangue ancora vivo, è quadro fatto e finito.<br />
io dico che non c&#8217;è niente da toccare, in questo caso.<br />
no, asciugare i sentimenti non si può.</p>
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	<item>
		<title>Di: franz krauspenhaar</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13150</link>
		<dc:creator>franz krauspenhaar</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2007 18:40:50 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie ancora. Il pezzo va sicuramente lavorato a fondo, sì, sono d&#039;accordo.
Ciao a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ancora. Il pezzo va sicuramente lavorato a fondo, sì, sono d&#8217;accordo.<br />
Ciao a tutti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Morgillo</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13149</link>
		<dc:creator>Alessandro Morgillo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2007 12:53:12 +0000</pubDate>
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		<description>Franz, ho riletto il tuo racconto. È un pezzo di Letteratura. Raro. Strutturando le immagini in un più netto percorso narrativo, forse dovresti asciugarlo. In una scrittura densa come la tua, solo tu puoi farlo. Lascialo decantare. Ma ti dico questo probabilmente perché non riesco ad accettare completamente il totale lirismo del pezzo che si muove solo su un tempo esclusivamente interiore.

Entrando nel merito… L’uso esteso della metafora analogica, presentando scarti anche molto dilatati rispetto al referente, crea inaspettate angolature prospettiche, sostenute da un uso sapiente dello straniamento sintattico. La concretezza delle immagini riesce a dare una percettibilità materica di emozioni e di stati d’animo non convenzionali, colpendo il Lettore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, ho riletto il tuo racconto. È un pezzo di Letteratura. Raro. Strutturando le immagini in un più netto percorso narrativo, forse dovresti asciugarlo. In una scrittura densa come la tua, solo tu puoi farlo. Lascialo decantare. Ma ti dico questo probabilmente perché non riesco ad accettare completamente il totale lirismo del pezzo che si muove solo su un tempo esclusivamente interiore.</p>
<p>Entrando nel merito… L’uso esteso della metafora analogica, presentando scarti anche molto dilatati rispetto al referente, crea inaspettate angolature prospettiche, sostenute da un uso sapiente dello straniamento sintattico. La concretezza delle immagini riesce a dare una percettibilità materica di emozioni e di stati d’animo non convenzionali, colpendo il Lettore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: l.s</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13148</link>
		<dc:creator>l.s</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2007 06:29:07 +0000</pubDate>
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		<description>a me è piaciuto. non credo sia facile narrarsi senza cadere nel compiacimento o nel voler compiacere. Mi è piaciuta la struttura, i due piani in cui si svolge, uno verticale-temporale, l&#039;altro orizzontale-emotivo.
Lo scrittore si è narrato facendo del racconto un tessuto, intrecciando fili di terre, di ricordi, d&#039;immagini, di tempo che c&#039;è e di tempo passato tessendo al telaio trama ed ordito.è un tessuto ruvido, imperfetto. come la vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me è piaciuto. non credo sia facile narrarsi senza cadere nel compiacimento o nel voler compiacere. Mi è piaciuta la struttura, i due piani in cui si svolge, uno verticale-temporale, l&#8217;altro orizzontale-emotivo.<br />
Lo scrittore si è narrato facendo del racconto un tessuto, intrecciando fili di terre, di ricordi, d&#8217;immagini, di tempo che c&#8217;è e di tempo passato tessendo al telaio trama ed ordito.è un tessuto ruvido, imperfetto. come la vita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ophelia</title>
		<link>http://www.markelo.net/2007/05/18/pelle-di-confine/comment-page-1/#comment-13147</link>
		<dc:creator>Ophelia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2007 00:06:58 +0000</pubDate>
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		<description>Noi viviamo sulla pelle. La pelle, il confine,  la membrana sempre più assottigliata è dove i luoghi esterni si incontrano e si mescolano con quelli interiori, continuandosi o interrompendosi a vicenda. E&#039; dove si scontano le eredità e si cerca compulsivamente un affrancamento. E&#039; un pezzo tutto d&#039;un fiato questo, difficile da vivere, prima che da scrivere. Che non tutti lo provino a comprendere è solo segno della fatica che non si è disposti a spendere. E l&#039;arte, tanto più restituisce una vita, è soprattutto fatica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi viviamo sulla pelle. La pelle, il confine,  la membrana sempre più assottigliata è dove i luoghi esterni si incontrano e si mescolano con quelli interiori, continuandosi o interrompendosi a vicenda. E&#8217; dove si scontano le eredità e si cerca compulsivamente un affrancamento. E&#8217; un pezzo tutto d&#8217;un fiato questo, difficile da vivere, prima che da scrivere. Che non tutti lo provino a comprendere è solo segno della fatica che non si è disposti a spendere. E l&#8217;arte, tanto più restituisce una vita, è soprattutto fatica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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